26.9.06

Aiuta gli anziani, aiuterai anche te stesso

La frase riportata nel titolo, che a prima vista potrebbe sembrare lo slogan di una campagna a favore del volontariato per la terza età, è invece direttamente tratta dalle conclusioni di una ricerca scientifica svolta in Canada gai ricercatori dell'Università di Toronto. Lo studio, che ha sondato le opinioni dei "caregiver", termine anglosassone per definire chi si prende cura del prossimo, è stato pubblicato sulle prestigiose pagine dell'lnternational Journal of Geriatric Psychiatry per comunicare al mondo che in realtà, smentendo precedenti lavori che avevano rilevato le negative conseguenze del lavoro sull'umore del volontario, l'attività di assistenza procura a chi la svolge sensazioni di benessere, sentimenti positivi verso la vita, spesso, semplicemente, felicità. Quindi il fornire aiuto e disponibilità umana agli anziani e più in generale a persone disagiate può rappresentare per tutti una strada maestra verso l'ottenimento di grandi vantaggi psicologici, per sentirsi soddisfatti di se stessi ed evitare l'insorgenza di problemi come la depressione o l'ansia. Un "premio" che favorisce il miglior equilibrio personale, che rafforza la personalità del caregiver, che, in ultima analisi, ripaga ampiamente l'impegno dedicato all'altrui benessere. Ma analizziamo più in profondità i risultati dell'inchiesta. Circa 1'80% degli intervistati ha dichiarato, come si diceva prima, che dare assistenza ha migliorato il proprio approccio alla vita non solo per quanto riguarda le cose di tutti i giorni ma anche, in prospettiva, sullo sviluppo futuro della propria esistenza. In particolare il 22,5% ha dichiarato di ricavare dall'attività di assistenza un forte senso di profonda fratellanza umana, il 21,8% ha segnalato una sensazione di pieno appagamento, il 10,8% si sentiva molto contento di fare qualcosa che sentiva come doveroso e, infine, il 12% si sentiva davvero felice.