Ecco le ONG finanziate

E alla fine ne rimasero solo 25. Venticinque progetti su 1.600, finanziati con meno di 5 milioni di euro sui quasi 90 disponibili.
Questa la destinazione della quota 2006 dell'8 per mille destinato dai contribuenti allo Stato: per il 95% è andato a foraggiare voci di bilancio completamente diverse da quelle per cui è nato, e il restante 5% è finito invece a 22 organizzazioni che hanno presentato iniziative contro la fame nel mondo. La sforbiciata parte da lontano. La Finanziaria 2004 di Tremonti aveva previsto di tagliare ogni anno, dalla quota dell' 8 per mille che i contribuenti si illudono di versare per fini sociali, un ottantina di milioni l'anno per tre anni, cioè fino al 2006. Destinazione: tappare qua e là i buchi di bilancio. Per quest' anno fiscale la raccolta ammonta quasi a 90 milioni, ma quei 10 che avrebbero dovuto salvarsi si sono nel frattempo ridotti a meno di 5, perche altri 5 e rotti sono stati destinati al Fondo volo, cioè la cassaforte delle pensioni dei piloti Alitalia. Risultato: 4.719.586,80 euro. Questo quanto è rimasto per progetti sociali. Una «paradossale situazione», come lo stesso governo l'ha definita nel comunicato con cui rendeva pubblico il taglio, visto che le 1.600 richieste di finanziamento pervenute richie devano in totale oltre 630 milioni.
A Palazzo Chigi però si son detti: i soldi sono pochi, usiamoli bene. E hanno deciso di concentrarsi su «una scelta simbolica», la lotta alla fame nel mondo, riuscendo a finanziare << tutte le relative proposte pervenute». A dire il vero non è proprio così, visto che altre 23 proposte sono state escluse o per mancanza di documentazione o perche non rientravano nelle finalità previste. Mentre un progetto, il terzo presentato dal Cospe,è stato approvato ma non finanziato. Resta da chiedersi come mai fossero così poche le sigle ad aver presentato progetti. «L'8 per mille non è molto utilizzato dalle ong», spiega Claudio Trovato della Focsiv. Che aggiunge: «Uno dei motivi è che il bando esclude il settore sociosanitario, in cui le ong operano di più. Poi pesa la sensazione di partecipare a una lotteri: un anno ti finanziano, l'anno dopo no, come è successo a noi».

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