14.11.06

Ritratto del donatore italiano

Hanno un buon livello culturale e si fanno coinvolgere dalla vita sociale della propria comunità. Sono tipi positivi e concreti. E soprattutto credono nella solidarietà come elemento di cambiamento della società: è l'identikit dei donatori italiani, così come emerge da un'indagine Eurisko realizzata per l'Istituto italiano della donazione. Questo ritratto diventa materia di discussione per la prima Conferenza nazionale della Donazione, organizzata il 7 novembre a Milano per approfondire i temi della fiducia nell'ambito della donazione .
«Lindagine dimostra che ci sono molte possibilità di ampliare la platea dei donatori in Italia», commenta la presidente dell'Istituto, Maria Guidotti. «E indica che negli italiani convivono due stati d'animo: una generale propensione a donare e, contemporaneamente, una precisa richiesta di garanzie alle organizzazioni sul corretto uso delle risorse».
Non è un caso, ad esempio, che i donatori italiani effettuino le loro scelte sulla base della notorietà di un ente. «È un atteggiamento psicologico che si traduce anche nel fidarsi del messaggio di un testimonial», prosegue la Guidotti. Ed è un trend, obiettiamo, che rischia di penalizzare tante piccole realtà associative che non riescono a darsi una visibilità sui grandi mezzi di comunicazione, pur realizzando iniziative meritorie...
Mancano elementi di stabilità, che non pare certo garantita dal sostegno delle istituzioni e del governo, vista la vicenda del 5 per mille sempre più in forse nella Finanziaria. «Ribadisco che sarebbe molto negativo che questa misura fosse cancellata dalla Finanziaria, anche se voglio mantenermi ancora fiduciosa», commenta la Guidotti, «di certo, in una prospettiva di rinnovamento il 5 per mille avrebbe bisogno di una forte razionalizzazione, evitando la presenza di fondazioni ed enti pubblici che già ricevono altre forme di sostegno e puntando, ancora una volta, nel garantire la massima trasparenza nella destinazione delle risorse ricevute».