17.11.06

Tribunali in conflitto per l'affido

La legge 54/2006 sull'affidamento condiviso dei figli in caso di separazione e divorzio, che ha introdotto una vera e propria rivoluzione culturale nella risoluzione dei conflitti tra coppie con figli minori, rischia di "inciampare" in una trappola procedurale. Si stanno infatti accumulando presso la Corte di Cassazione alcuni fascicoli riguardanti il conflitto di competenza fra tribunali ordinari e tribunali per i minorenni nelle cause che riguardano la separazione di coppie di fatto e l' affidamento dei loro figli.
Fino ad ora, infatti, nell'ordinamento giuridico italiano è esistito un "doppio binario processuale" per le questioni riguardanti l'affidamento dei figli: dal tribunale ordinario passano tutti i casi relativi ai figli di coppie legalmente coniugate dal tribunale per i minorenni sui figli di coppie di fatto (naturali). Nel richiamare una responsabilità condivisa dei genitori, la legge 54 si è sforzata di tutelare tutti i minori. Ma «un difetto di chiarezza nell' articolo 4 della legge ha fatto sorgere un conflitto di competenza», spiega la professoressa Claudia Mazzucato, «in particolare, al comma 2, nel passaggio in cui stabilisce che le nuove norme debbano trovare applicazione anche ai "procedimenti relativi ai figli di genitori non coniugati", si è creato un dubbio in ordine all'autorità giudiziaria competente».
Dall'entrata in vigore della nuova norma, nel foro di Milano il tribunale per i minorenni si è già più volte dichiarato incompetente a decidere, rimettendo la causa al ttibunale ordinario, che a sua volta ha rimesso la decisione alla Suprema Corte.
«Personalmente, ritengo che la nuova legge sull' affidamento condiviso non abbia inteso modificare le competenze dei tribunali, ma soltanto unificare il diritto sostanziale», prosegue la Mazzucato. «Perciò la decisione più sensata sarebbe quella di lasciare le rispettive competenze ai diversi tribunali, i quali dovranno comunque rifarsi alle nuove disposizioni».
«Alla soluzione del conflitto di competenza va aggiunto un più ampio e unitario intervento del legislatore. Oggi la materia è frammentata tra tribunale ordinario, tribunale per i minorenni e giudice tutelare. Sarebbe necessario riassorbire tutte le competenze, ma non certo secondo lo schema della pdl Castelli del 2003, che mirava ad azzerare i tribunali per i minori, anzi, conservando tutte le loro specificità in un quadro più ampio, che coinvolga anche la famiglia».