26.9.06

Recensione: "Terz'Età" di Carmen Stel

Con il suo libro "Terz'Età", Carmen Stel ci offre una chiave per entrare nel mondo degli anziani
Conoscerla, comprenderla, amarla: quest il Sottotitolo del bel libretto di Carmen Stel. In poco più di settanta pagine impreziosite da belle immagini d'epoca l'autrice porta per mano il lettore alla scoperta dell'universo anziano. Concepito come unc manuale denso di piacevoli inserti poetici, testimonianze e memorie, è un testo che dovrebbe essere letto con attenzione da chiunque, votontario o professionista, operi a contatto coni la terza età. I temi sono vari e tutti svolti con mano leggera e profondità di sentimenti.Si va dai mutamenti sociali che hanno cambiato la collocazione dell'anziano nella famiglia e nella società all'evoluzione delle Case di Riposo e dalla descrizione delle più frequenti patologie della terza età ad alcune toccanti considerazioni sull'ultimo passaggio, la morte.Soprattutto nel libro c'è un "codice" di comportamento nei confronti di chi è più avanti negli anni. Intitolato "Ama l'Anziano", riassume in dieci punti, con semplice efficacia, tutto ciò che è giusto lasciar fare ai nostri vecchi per offrirgli un'ultima stagione davvero degna di essere vissuta.

Aiuta gli anziani, aiuterai anche te stesso

La frase riportata nel titolo, che a prima vista potrebbe sembrare lo slogan di una campagna a favore del volontariato per la terza età, è invece direttamente tratta dalle conclusioni di una ricerca scientifica svolta in Canada gai ricercatori dell'Università di Toronto. Lo studio, che ha sondato le opinioni dei "caregiver", termine anglosassone per definire chi si prende cura del prossimo, è stato pubblicato sulle prestigiose pagine dell'lnternational Journal of Geriatric Psychiatry per comunicare al mondo che in realtà, smentendo precedenti lavori che avevano rilevato le negative conseguenze del lavoro sull'umore del volontario, l'attività di assistenza procura a chi la svolge sensazioni di benessere, sentimenti positivi verso la vita, spesso, semplicemente, felicità. Quindi il fornire aiuto e disponibilità umana agli anziani e più in generale a persone disagiate può rappresentare per tutti una strada maestra verso l'ottenimento di grandi vantaggi psicologici, per sentirsi soddisfatti di se stessi ed evitare l'insorgenza di problemi come la depressione o l'ansia. Un "premio" che favorisce il miglior equilibrio personale, che rafforza la personalità del caregiver, che, in ultima analisi, ripaga ampiamente l'impegno dedicato all'altrui benessere. Ma analizziamo più in profondità i risultati dell'inchiesta. Circa 1'80% degli intervistati ha dichiarato, come si diceva prima, che dare assistenza ha migliorato il proprio approccio alla vita non solo per quanto riguarda le cose di tutti i giorni ma anche, in prospettiva, sullo sviluppo futuro della propria esistenza. In particolare il 22,5% ha dichiarato di ricavare dall'attività di assistenza un forte senso di profonda fratellanza umana, il 21,8% ha segnalato una sensazione di pieno appagamento, il 10,8% si sentiva molto contento di fare qualcosa che sentiva come doveroso e, infine, il 12% si sentiva davvero felice.

14.9.06

15 - 16 Settembre Emergency ad Orvieto

In occasione del 5' Incontro nazionale dei volontari di Emergency ad Orvieto si terranno le seguenti iniziative aperte al pubblico e a ingresso libero:
- Venerdi' 15 settembre alle ore 21 presso l'Ex Caserma Piave Incontro con Marco Revelli, docente di Scienza della Politica all'Universita' del Piemonte Orientale, "Oltre la politica perduta - Ong: significati e funzioni";
- sabato 16 settembre alle ore 14 e alle ore 18,30 nel parco della Ex Caserma Piave spettacolo di burattini tratto dalla fiaba afgana "L'albero incantato";
- sabato 16 settembre alle ore 17 concerto e performance per le vie di Orvieto della Street Band "Banda Bandao";
- sabato 16 settembre alle ore 21,30 serata musicale con Mauro Pagani e Giorgio Cordini dal palco esterno della piazza dell'Ex Caserma Piave e a seguire si esibira' il gruppo "The Elevation", U2 Tribute Band.

8.9.06

Papilloma Virus

Prima causa di morte per le donne di molti Paesi africani, asiatici e dell'America Latina, e di un elevato numero di tumori anche nel mondo occidentale.
E il papillomavirus (HPV), in realtà una famiglia di patogeni estremamente diffusi e ad altissima contagiosità. A fare il punto su virus e terapie è stata una delle massime esperte mondiali di HPV, Silvia Franceschi dell'Internationl Agency for Research on Cancer di Lione (Francia), intervenuta al convegno Targeted Therapies in oncology: Myth or reality?, promosso a Milano da Nerviano Medical Sciences (NMS).Nella maggioranza dei Paesi almeno il 10% delle donne di età compresa tra i 15 e i 59 anni è risultata portatrice del virus HPV, ha detto la Franceschi. Questo significa che nellarco della vita di una donna la probabilità di infettarsi almeno una volta è altissima, almeno del 50%. Nei Paesi più progrediti i tumori causati dallHPV sono meno numerosi, soprattutto perché lo screening per il carcinoma del collo dellutero è molto efficace. Ma anche qui, a dispetto degli screening, quasi il 5% dei tumori della donna sono attribuibili a questa famiglia di virus. La grande diffusione del virus, inoltre, fa sì che sia molto probabile contrarre linfezione rapidamente dopo linizio dellattività sessuale. Tanto che, secondo un nuovo studio epidemiologico in via di pubblicazione, una profilassi contro il virus, per essere efficace, deve necessariamente essere messa in atto prima delladolescenza. Nelle bambine tra i 9 e i 10 anni, ha precisato la Franceschi.Proteggersi con il profilattico nel caso dellHPV non è sufficiente - ha sottolineato la ricercatrice - dal momento che il virus è presente sui genitali esterni e in altre aree per cui il profilattico non può fungere da barriera. Ma unarma importantissima per la prevenzione si sta rendendo disponibile negli Stati Uniti e in Europa. I nuovi vaccini, che funzionano solo prima che si sia contratta linfezione, sono composti dagli involucri vuoti del virus ottenuti con tecnologie ricombinanti. Somministrati con tre iniezioni intramuscolari, i vaccini contro lHPV si sono dimostrati estremamente immunogenici e capaci di evocare livelli anticorpali molto superiori a quelli che seguono linfezione naturale.I prodotti sono diretti contro i tipi più cancerogeni del virus. Lefficacia nei trial clinici finora effettuati, che hanno incluso decine di migliaia di donne, si avvicina al 100%. La durata della protezione è ancora da stabilire, ma i dati disponibili finora, ha concluso lesperta, confermano unefficacia di almeno 5 anni.