15.12.06

Il G2 parla italiano

«Come parli bene l'italiano». Tutto nasce da qui. Un apprezzamento, che per molti stranieri è motivo d'orgoglio, ma per quasi mezzo milione di loro è, invece, un'offesa. Sono le "seconde generazioni", i figli dei primi migranti. «Non vogliamo sentirci dire quella frase perchè non ci sentiamo affatto stranieri», dice Billy Gonzales, nato a Milano 23 anni fa da genitori filippini. Gonzales e gli altri 491 mila G2, nome con cui si fanno chiamare, sono italiani di nascita o arrivati da piccoli, ormai maggiorenni, anche se spesso under 30. Parlano la lingua del Belpaese molto meglio di quella d'origine, si sentono italiani al 100%, tanto da venire ripresi, a volte, dai genitori, che non capiscono questa predisposizione. «Loro sono arrivati in Italia senza poter comunicare, sono stati la prima generazioni di immigrati, quella del sacrificio», spiega Gonzales, che ha studiato Scienze internazionali e si occupa proprio di effetti migratori. «Noi G2, generazioni seconde, siamo diversi, vogliamo poter dire la nostra su quello che ci riguarda», aggiunge.
Quello delle G2 è un inedito fenomeno di partecipazione attiva. In forte espansione. Oggi sono almeno un centinaio i giovani che hanno aderito al network delle seconde generazioni. «E pensare che tutto è cominciato un anno fa, con incontri informali tra pochi amici, fuori dalla stazione Termini di Roma», rivela Paola Vivan- co, 30enne cilena, in Italia da quando ne aveva sette. «Abbiamo capito di avere le stesse difficoltà di integrazione, ci siamo riuniti per risolverli», osserva laVìvanco, che fra l' altro lavora come giornalista nella capitale. Gruppi spontanei sono nati anche a Milano, Genova, Prato e Napoli. Internet invece è il loro punto d'incontro virtuale.
«Vogliamo inserirci attivamente nella società, per scongiurare fin d' ora il rischio di rivolte stile banlieues francesi», gli fa eco Maricel Argenal, 27 enne filippina arrivata in Italia 17 anni fa ed oggi educatrice a Milano. Il linguaggio dei G2 non fa alcun riferimento alla comunità d' origine. «È proprio così», incalzalaArgenal, «non vogliamo creare divisioni inutili distinguendoci a seconda della nostra origine. Asiatici, latinoamericani, africani, o europei, siamo tutti G2». Almeno la metà dei G2 non ha la cittadinanza e, anche dopo i 18 anni di età, deve ricorrere ai permessi di soggiorno per studio, lavoro o stato di famiglia.

www.secondegenerazioni .it

6.12.06

Ong – Protezione civile: 23 – 3

È questo il responso del report che il Dipartimento diretto da Guido Bertolaso ha presentato al nuovo comitato dei Garanti, a Roma martedì 7 novembre. Il punteggio si riferisce ai progetti umanitari già conclusi in Sri Lanka alla data odierna e finanziati grazie alle donazioni degli italiani. A fine ottobre risultano ultimati infatti 28 interventi; 23 a carico di ong. In soldoni, i non governativi, compresi Vigili del fuoco ed Etimos, sono stati in grado di investire complessivamente sul territorio 26 milioni sui 29 a loro disposizione, malgrado il 50% delle spese siano state liquidate a cantieri chiusi. Al contrario la Protezione civile, che può contare su una copertura delle spese parallela allo stato di avanzamento dei lavoratori, ha ancora in cassa la metà dei 23,9 milioni stanziati a suo favore.
Nessun dubbio che la gestione del Dipartimento, che nel 2007 avrà ancora aperti otto progetti, abbia assicurato un eccellente livello di trasparenza. Ma il ritardo è evldente..Il responsabile della missione, AgostinoMiozzo lo spiega così: «La recrudescenza degli scontri a fuoco, che a partire da aprile si sono estesi a rutto il Nord -Est del Paese sta comportando , lo slittamento della chiusura dei lavori di tre mesi rispetto alla data del 31 dicembre 2006.
E le ong? Entro fine anno si abbasseranno le saracinesche su altri tre interventi a cui si aggiungerà quello dei Vigili del fuoco.
«Fino ad ora abbiamo già investito il 98% dei primi 2,5 milioni di euro che ci erano stati affidati. Entro il marzo del 2007 contiamo di impegnare anche i 2 milioni che ci hanno consegnato nella seconda tranche» .

I volontari del giornale di Foggia

Tendere un giornale è meglio che tendere una mano: con questo slogan, quattro barboni distribuiscono a Foggia 5.300 copie di Fogliodivia, il giornale di strada pubblicato dall'associazione I fratelli della stazione. Da un anno e mezzo, nove volontari con la passione del giomalismo si incontrano in una stanzetta messa a disposizione da Trenitalia, per raccontare storie di vecchie e nuove povertà. «L'ambizione è quella di uscire ogni trenta giorni, ma non è facile rispettare la scadenza: dall'8 aprile 2005 abbiamo stampato solo sette numeri, anche perche possiamo far leva solo sulle nostre forze e sull' aiuto dei sostenitori», spiega il direttore Emiliano Moccia.
Il costo vivo di una copia è di 40 centesimi, coperti attraverso l'autofinanziamento, il contributo dell’assessorato provinciale alle Politiche sociali e le offerte di lettori e sponsor privati. I clochard addetti alla distribuzione indossano una casacca che spiega le finalità sociali dell'iniziativa. «Ricevono un compenso di 70 euro ciascuno,e firmano una regolare ricevuta di pagamento», spiegano i promotori dell'iniziativa. «Si tratta di una piccola somma che certo non risolve il problema; il nostro obiettivo, però, è quello di dare dignità al lavoro che svolgono, agendo su autostima e gratificazione», aggiunge il direttore. «In sedici pagine, formato A4, in bianco e nero, cerchiamo di mettere in contatto l'universo dei poveri con la città e le istituzioni». Molte notizie arrivano dall'associazione che edita il giornale: da circa sette anni, un gruppo di ragazzi si incontra ogni sera dinanzi alla stazione per distribuire cibo e indumenti, ma anche chiacchiere e sorrisi, ai senza fissa dimora che dormono nei vagoni abbandonati.
L'ultima pagina è sempre riservata a numeri e indirizzi utili: un vademecum a disposizione dei vagabondi per conoscere i centri dove mangiare, dormire e farsi curare.
Dall'associazione I fratelli della stazione, inoltre, è nato anche lo sportello Avvocato di strada, per offrire assistenza a persone che, sprovviste di residenza anagrafìca, non possono ricorrere al gratuito patrocinio. Insieme -associazione, sportello e giornale -stanno promuovendo il progetto Via Città di Foggia: «Si tratta di una via virtuale per i senzatetto, che potranno così usufruire di una serie di servizi: assistenza sanitaria e sociale, certifìcazioni anagrafìche e di stato civile, diritto al voto ed eventuali sussidi», II giornale dedicherà aIl'argomento uno spazio fisso su ogni numero.