Il Fai apre i suoi cancelli
Cosa hanno in comune una giovane ventottenne d'origine messicana e un sessantenne dirigente Fiat in pensione? Apparentemente nulla. Se non che entrambi sono volontari del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano.«Sono in ltalia da sette anni, poi ho cercato un ambito nel quale fare volontariato. Quando ho conosciuto il Fai ho capito che era il luogo che faceva per me», racconta Carolina Espinoza. «La cosa che mi ha colpito più d'ogni altra è stata l'idea di contribuire in qualche modo a preservare l'ambiente e un patrimonio storico importante» .
Per Stefano Giacalone il Fai è sempre stata una realtà di riferimento. «Ero iscritto, ma quando sono andato in pensione mi sono detto: perché non dare una mano? Così da un anno sono un volontario», racconta con semplicità trasmettendo tutto il suo entusiasmo che l0 ha portato in diverse proprietà tra Lombardia e Piemonte anche se una certa preferenza ce l'ha per il monastero di Torba a Giornate Olona (nei pressi del parco archeologico di Castelseprio nel Varesotto) .« Vado dove c'è bisogno, per esempio alla biglietteria oppure a regolare i gruppi che salgono alla torre del monastero. E siccome ho la costumer care nel sangue non faccio fatica a entrare in contatto con i visitatori, cercando di capire chi sono, da dove vengono, come hanno conosciuto il sito».
Con l'arrivo dell'autunno non sono pochi i luoghi del Fai che si animano per iniziative culturali, artistiche ma anche culinatrie; e in tutte queste manifestazioni i "padroni di casa", chi accoglierà i visitatori saranno proprio loro: i volontari.
www.fondoambiente.it

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