La tutela dei minori
Una rete tra associazioni e gruppi che promuova la cultura dell'accoglienza a livello internazionale, attraverso l0 scambio di informazioni, l' avvio di iniziative comuni e la promozione del diritto alla famiglia nelle istituzioni e nella società. È una delle proposte emerse durante il terzo convegno internazionale diAi.Bi. - Amici dei Bambini che si è svolto a Bellaria.
Senza figli senza: un tit0l0 che parla dell'esperienza dell'abbandono dei figli senza genitori e della solitudine e del vuoto degli adulti senza i bambini. È quello che Marco Griffini, presidente Ai.Bi., definisce il "paradosso dell'abbandono": «Famiglie che aspettano di accogliere figli e figli che aspettano di persone che li amino, due realtà di speranza, i "senza figli" e i "senza genitori" , che si cercano e si amano anche a distanza» . Nel corso del convegno di Bellaria è stata elaborata una serie di linee guida per l'accoglienza. L'obiettivo principale, spiega Monica Barbarotto dell'aerea cultura di Ai.Bi. «è cercare di creare una cultura dell'accoglienza condivisa che abbatta stereotipi negativi e fattori cultutali che rendono difficile l'affido e l'adozione». Va in questa direzione un' altra proposta lanciata dall'associazione: istituire la figura "dell'avvocato del minore" che prenda in carico i suoi interessi e diritti sin dal suo primo affidamento ai servizi sociali. Un ruolo delicatissimo che, per la loro indipendenza e vocazione alla tutela del minore, potrebbero svolgere proprio le associazioni e i gruppi che si occupano di accoglienza.
www.aibi.it
Senza figli senza: un tit0l0 che parla dell'esperienza dell'abbandono dei figli senza genitori e della solitudine e del vuoto degli adulti senza i bambini. È quello che Marco Griffini, presidente Ai.Bi., definisce il "paradosso dell'abbandono": «Famiglie che aspettano di accogliere figli e figli che aspettano di persone che li amino, due realtà di speranza, i "senza figli" e i "senza genitori" , che si cercano e si amano anche a distanza» . Nel corso del convegno di Bellaria è stata elaborata una serie di linee guida per l'accoglienza. L'obiettivo principale, spiega Monica Barbarotto dell'aerea cultura di Ai.Bi. «è cercare di creare una cultura dell'accoglienza condivisa che abbatta stereotipi negativi e fattori cultutali che rendono difficile l'affido e l'adozione». Va in questa direzione un' altra proposta lanciata dall'associazione: istituire la figura "dell'avvocato del minore" che prenda in carico i suoi interessi e diritti sin dal suo primo affidamento ai servizi sociali. Un ruolo delicatissimo che, per la loro indipendenza e vocazione alla tutela del minore, potrebbero svolgere proprio le associazioni e i gruppi che si occupano di accoglienza.
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