16.3.07

La Città dei ragazzi in ginocchio

Porfirio Grazioli, presidente della Città dei ragazzi di Roma, dichiara: «La realtà al giorno d'oggi è che non ci sono i soldi per pagare lo stipendio di gennaio ai collaboratori...La situazione è veramente nera». Ma come è possibile? «Quando è uscita la 149, abbiamo deciso di investire per trasformare le nostre ville in comunità di tipo familiare. Spese enormi, sostenute con il solo aiuto della beneficenza americana».
Già perché l'Opera, fondata nel dopoguerra, è distribuita in palazzine a due piani. E ha sempre fatto da sola, facendo fundraising presso la comunità italo-americana per sostenere i circa 28mila ragazzi passati di qui in più di cinquant'anni. Ma per gli ospiti anuali non ricevete una retta? «Si, ma non è sufficiente. Ogni ragazzo a noi costa più di 65 euro al giorno e riceviamo una retta giornaliera di 31,25 euro. Alla Città delle ragazze, prendiamo meno. Stiamo aspettando l'accreditamento. Le rette vengono decise in modo discrezionale».
Ma al Comune spiegano così la differenza degli importi: «C'è un sistema di accreditamento con diversi livelli di intensità assistenziale, a seconda della situazione del minore».
Fatto sta che la Città dei ragazzi è in difficoltà. Le comunità di tipo familiare dovevano essere aiutate a sorgere mentre la 149 si è limitata a fissare una scadenza...L0 Stato non ha saputo rendere inutili le comunità. ..Se almeno nel frattempo i ragazzi non fossero aumentati...».
Abbiamo controllato: c'è il finanziamento ma è regionale. Segnale forse che le istituzioni si stanno rendendo che nella trasformazione occorre accompagnamento. La Città dei ragazzi ha una sua storia importante, probabilmente andrebbe valorizzata molto più per la formazione e l'inserimento professionale che per la residenzialità.