Pensione a chi assiste i disabili
Stanno aspettando da almeno 12 anni un segno concreto dal mondo politico: sono le migliaia di famiglie italiane che hanno in carico un disabile grave o gravissimo, e che si trovano spesso sole nella gestione logorante della quotidianità.
Se si considera che l'ultima rilevazione Istat del 2004 censiva circa un milione 600mila disabili con età inferiore ai 65 anni, di cui il 41% con handicap grave e gravissimo, non è difficile comprendere l'ampiezza e la complessità del problema vissuto da tanti genitori, spesso trascurati dai presidi pubblici e obbligati a fornire assistenza ai propri cari 24 ore su 24, per un periodo indefinito e tendenzialmente permanente. Il testo elabarato da Katia Bellilla (Comunisti italiani), punta a far si che l'assistenza familiare ai disabili gravi e gravissimi venga equiparata ai lavori usuranti, con possibilità di accedere ai benefici e alle facilitazioni accordate, in termini di età sia anagrafica che contributiva, ai lavoratori che svolgono mansioni di maggiore usura (come, per esempio, i lavoratori esposti all'amianto).
Si tratta sostanzialmente di aggiungere la nuova categoria del lavoro familiare "usurante" a quelle già previste nella tabella A del dlgs 374 del 1993, che elenca i tanti "mestieri a rischio" e li definisce come quelli «per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee». All'interno di questa normativa, i genitori di disabili gravi e gravissimi arriverebbero a ottenere il diritto fino a un massimo di 60 mesi di pre-pensionamento.
Se si considera che l'ultima rilevazione Istat del 2004 censiva circa un milione 600mila disabili con età inferiore ai 65 anni, di cui il 41% con handicap grave e gravissimo, non è difficile comprendere l'ampiezza e la complessità del problema vissuto da tanti genitori, spesso trascurati dai presidi pubblici e obbligati a fornire assistenza ai propri cari 24 ore su 24, per un periodo indefinito e tendenzialmente permanente. Il testo elabarato da Katia Bellilla (Comunisti italiani), punta a far si che l'assistenza familiare ai disabili gravi e gravissimi venga equiparata ai lavori usuranti, con possibilità di accedere ai benefici e alle facilitazioni accordate, in termini di età sia anagrafica che contributiva, ai lavoratori che svolgono mansioni di maggiore usura (come, per esempio, i lavoratori esposti all'amianto).
Si tratta sostanzialmente di aggiungere la nuova categoria del lavoro familiare "usurante" a quelle già previste nella tabella A del dlgs 374 del 1993, che elenca i tanti "mestieri a rischio" e li definisce come quelli «per il cui svolgimento è richiesto un impegno psicofisico particolarmente intenso e continuativo, condizionato da fattori che non possono essere prevenuti con misure idonee». All'interno di questa normativa, i genitori di disabili gravi e gravissimi arriverebbero a ottenere il diritto fino a un massimo di 60 mesi di pre-pensionamento.

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