24.4.07

Adozioni internazionali: 10mila coppie in attesa

Nel 2006 sono stati adottati in Italia 3.185 bambini stranieri. Questo vuol dire che per circa 2.500 coppie (spesso si adottano anche fratelli) si è realizzato il sogno di diventare genitori. Peccato però che le coppie in attesa in Italia sono 10mila e il 55% da più di un anno sono ferme al primo step del percorso adottivo, il conferimento dell'incarico all'ente. I dati, inediti, vengono dalla Cai e segnalano che il sistema delle adozioni internazionali in Italia attraversa un momento difficilissimo. E quando un numero così alto di pratiche si combina con la diminuzione dei bambini adottabili, il risultato è che i percorsi adottivi si fermano per anni.
Per spiegare questi dati le associazioni si appellano alla chiusura di alcuni Paesi e alla diminuzione di bambini piccolissimi adottabili, i più desiderati dalle coppie italiane. Ucraina, Bulgaria, Macedonia e Slovacchia, negli ultimi due anni hanno praticamente chiuso le adozioni. Molti Paesi oggi segnalano bambini "meno graditi" alle coppie: gruppi numerosi di fratelli, bambini tra gli 8 e i 12 anni, o con patologie serie. Bisogna lavorare con le coppie, ma dobbiamo anche accettare che l'adozione internazionale non è un oleodotto che porta bambini né la risposta di massa al problema dell'infertilità. Gianfranco Arnoletti, presidente del Cifa, non concede giustificazioni e chiede che questi dati siano resi pubblici: «Ogni ente dovrebbe metterli sul proprio sito, i genitori hanno il diritto di essere informati. Tempi di attesa oltre i due anni logorano e sono il segno che il sistema non funziona. Due manovre mi sembrano necessarie: accordi internazionali con nuovi Paesi e una selezione più rigida delle coppie idonee. Una coppia che vuole un bambino russo o niente ed è disposta ad aspettare cinque anni pur di averlo, non è pronta per l'adozione». Un rischio numeri lo vede invece Antonio Faticati, di Genitori si diventa: «Se le adozioni internazionali calano perché aumentano quelle nazionali, è una buona cosa. La trasparenza dell'ente è essenziale, anche sul versante coppie in attesa Paese per Paese, ma attenzione a non cadere nella logica di domanda/offerta: dirsi disponibili ad accogliere un bambino non è la stessa cosa che fare la fila per una tac».

2 Commenti:

Blogger Anna said...

Sarebbe anche utile creare un'organizzazione seria che consenta alle coppie realmente motivate di avere la possibilità di esprimere la propria genitorialità nell'accogliere un bimbo straniero anche con le caratterisitiche che fanno parte delle sue esperienze di vita, che naturalmente possono comportare disagi anche alla coppia, ma che non necessariamente le coppie si trovano incapaci di affrontare insieme i problemi. Invece di trovare ostacoli dovuti a giudizi intransigenti e a volte fuorvianti dei servizi sociali, le coppie potrebbero essere aiutate attraverso adeguati percorsi di accompagnamento a realizzare esperienze adottive con "successo" non solo per soddisfare un bisogno "egoistico" come spesso viene definito, ma per dare una reale possibilità di amore e vita ad un bambino.

Anna

15/10/07 15.40  
Blogger chisivede said...

qualche aiuto in più è possibile trovarlo anche fra le pagine e i forum di questi siti:

http://www.mammeonline.net
http://www.genitorisidiventa.org
http://www.guidagenitori.it

17/10/07 16.17  

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