Trento spicca per gli aiuti umanitari in Africa
A fare la parte del leone in Africa dell'Est è la Provincia autonoma di Trento. È l'ente locale che investe di più in cooperazione internazionale nell'area che comprende Kenya, Somalia e Sudan. A rivelarlo è l'Atlas della cooperazione decentrata realizzato dall'Ufficio cooperazione dell'ambasciata italiana di Nairobi, che ha mappato con una ricerca sul campo i progetti finanziati da regioni, province e comuni italiani nei tre Paesi africani negli ultimi tre anni.
Dal rapporto emerge che dal 2004 al 2006 la cooperazione decentrata degli enti locali italiani ha investito sei milioni di euro in 75 progetti sparsi tra Sud Sudan, Somalia e Kenya. Le regione più generosa risulta essere la Lombardia, a seguire Lazio e Veneto. Ma la Provincia autonoma di Trento supera anche le regioni, e di gran lunga, con 3 milioni di dollari spesi in tre anni, quasi un terzo del contributo totale degli enti locali italiani nell'area considerata.
«C'è un' attenzione crescente da parte delle unità tecniche delle ambasciate nei confronti della cooperazione decentrata» spiega Pasqualino Procacci, direttore dell'ufficio cooperazione dell'ambasciata italiana di Nairobi. «Abbiamo cominciato tre anni fa a monitorare in modo sistematico i progetti degli enti locali italiani nella nostra area di competenza. Gli interventi interessano principalmente i settori sanitario, sociale, economico, ambientale e degli aiuti umanitari.
Dopo l'esperienza dell'Atlas, l'Utl di Nairobi intende continuare sulla strada del networking. Lo scorso gennaio il governo italiano ha cancellato il debito estero del Kenya, che ammontava a 44 milioni di dollari. L'iniziativa prevede che i fondi liberati dalla cancellazione siano investiti in progetti di sviluppo con la partecipazione della società civile locale.
Dal rapporto emerge che dal 2004 al 2006 la cooperazione decentrata degli enti locali italiani ha investito sei milioni di euro in 75 progetti sparsi tra Sud Sudan, Somalia e Kenya. Le regione più generosa risulta essere la Lombardia, a seguire Lazio e Veneto. Ma la Provincia autonoma di Trento supera anche le regioni, e di gran lunga, con 3 milioni di dollari spesi in tre anni, quasi un terzo del contributo totale degli enti locali italiani nell'area considerata.
«C'è un' attenzione crescente da parte delle unità tecniche delle ambasciate nei confronti della cooperazione decentrata» spiega Pasqualino Procacci, direttore dell'ufficio cooperazione dell'ambasciata italiana di Nairobi. «Abbiamo cominciato tre anni fa a monitorare in modo sistematico i progetti degli enti locali italiani nella nostra area di competenza. Gli interventi interessano principalmente i settori sanitario, sociale, economico, ambientale e degli aiuti umanitari.
Dopo l'esperienza dell'Atlas, l'Utl di Nairobi intende continuare sulla strada del networking. Lo scorso gennaio il governo italiano ha cancellato il debito estero del Kenya, che ammontava a 44 milioni di dollari. L'iniziativa prevede che i fondi liberati dalla cancellazione siano investiti in progetti di sviluppo con la partecipazione della società civile locale.

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