Assistenza: bocciati gli enti locali
Comuni latitanti sulla copertura del fabbisogno dei non autossufficienti in Italia, che grava per quasi il 40% sull'lnps. All'lstituto nazionale di previdenza si deve infatti la maggior parte delle risorse complessive stanziate, Comuni e non profit danno un contributo scarso e nel complesso il sistema di welfare locale risulta più ancorato ai trasferimenti monetari che non ai servizi reali.
È questa la fotografia disegnata dal rapporto, ora raccolto in un volume omonimo, dal titolo La governance locale nei servizi sociali. Risorse, attori, strumenti, promosso da Spi-Cgil Lombardia e realizzato da Roberta Montanelli ed Alex Turrini, entrambi ricercatori al centro Cergas Bocconi.
«Il peso dell'lnps è un dato fortemente critico», spiega Roberta Montanelli, «perché è un ente che eroga soldi, non servizi. A livello locale non è presente come attore della programmazione degli interventi». Nei tre distretti presi in esame dallo studio (Monza, Mantova e Valtrompia), l'Inps copre dal 69 all'80% del fabbisogno sociale complessivo, mentre nel settore della non autosufficienza dal 37 al 44%.
Sul versante privato il non profit ha contribuito con appena il 3,2% delle risorse private, mentre le famiglie sono arrivate al 38,2%. «Si potrebbero ricavare da questo studio delle policy d'intervento che tengano conto degli attori erogatori di risorse», conclude la Montanelli, «ma bisogna avere ben chiaro, visto che ora si dibatte su un nuovo fondo per non autosufficienti, se alle famiglie vogliamo continuare a trasferire soldi o servizi».
È questa la fotografia disegnata dal rapporto, ora raccolto in un volume omonimo, dal titolo La governance locale nei servizi sociali. Risorse, attori, strumenti, promosso da Spi-Cgil Lombardia e realizzato da Roberta Montanelli ed Alex Turrini, entrambi ricercatori al centro Cergas Bocconi.
«Il peso dell'lnps è un dato fortemente critico», spiega Roberta Montanelli, «perché è un ente che eroga soldi, non servizi. A livello locale non è presente come attore della programmazione degli interventi». Nei tre distretti presi in esame dallo studio (Monza, Mantova e Valtrompia), l'Inps copre dal 69 all'80% del fabbisogno sociale complessivo, mentre nel settore della non autosufficienza dal 37 al 44%.
Sul versante privato il non profit ha contribuito con appena il 3,2% delle risorse private, mentre le famiglie sono arrivate al 38,2%. «Si potrebbero ricavare da questo studio delle policy d'intervento che tengano conto degli attori erogatori di risorse», conclude la Montanelli, «ma bisogna avere ben chiaro, visto che ora si dibatte su un nuovo fondo per non autosufficienti, se alle famiglie vogliamo continuare a trasferire soldi o servizi».

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