27.2.07
Un altro progetto sui beni confiscati che avanza ed è a buon punto è quello che si sta realizzando a Giugliano, un comune di circa 100mila abitanti tra Napoli e Caserta. Qui, un grosso complesso immobiliare di 33mila metri quadrati (dodici villette, un piccolo parco, un grosso piazzale) appartente ad un imprenditore vicino alla camorra, dopo essere stato confiscato e destinato ad uso sociale, è stato finalmente consegnato al consorzio Sole che, insieme a Libera e ad altre cinque cooperative sociali di nuova costituzione, renderà il complesso una piccola cittadella solidale. Dopo la ristrutturazione, effettuata dalla Regione Campania con i fondi europei, saranno allestite nel complesso case alloggio per disabili collegate a laboratori (per un totale di 30 ospiti fissi e altri 30 con una periodicità da stabilire) e in un'ala dell'edificio troverà posto, a partire dalla prossima primavera, una sede dell'università Partenope di Napoli con relativo campus, in grado di ospitare fino a cento studenti.
Carceri già sovraffollate
Sessanta carceri su 208, il 28,84% del totale, da inizio gennaio fanno segnare livelli di affollamento superiori alla capienza regolamentare. In alcuni casi, per esempio a Brescia e a San Vittore, il numero dei detenuti eccede perfino il limite tollerabile. Nella graduatoria per regioni è proprio la Lombardia a destare i maggiori allarmi. A Milano e dintorni appena 10 penitenziari su 23 rispettano i tetti di legge.
Non si scompone il provveditore regionale Luigi Pagano, «la Lombardia tradizionalmente registra il maggior indice nazionale di presenze», nonostante ciò «resto ottimista: negli istituti nuovo come Opera, Busto, Pavia e Vigevano ci sono, al massimo, due detenuti per cella». Qualche preoccupazione in più per il "vecchio" San Vittore: «Lì in pochi metri quadrati vivono a contatto di gomito anche 5/6 persone».
L'indulto ha messo una toppa, ma il sistema penale italiano continua a produrre over-booking (dallo scorso settembre, a clemenza già decretata, a oggi le presenze sono cresciute di 1.200 unità e ora superano le 39mila a fronte di una capienza legale di poco superiore a 40mila). «Dati che si spiegano anche in ragione di una distribuzione dei detenuti e degli agenti non omogenei», abbozza il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Ma il punto è un altro. Nei prossimi due anni «dobbiamo mettere mano a tre leggi riempi-carcere: la Bossi-Fini sull'immigrazione, la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Cirielli sulla recidiva». Tempo sufficiente per una maggioranza che su questi temi appare ancora lontana da una posizione comune? Manconi non si fascia la testa prima di rompersela «non è vero che siamo così divisi» , ma annuncia: «Se fra un anno e mezzo saremo ancora a questo punto, gli allarmi sarebbero giustificati». Conferma Pagano: «ll flusso degli arresti ordinari non si è mai interrotto». L'indulto potrebbe però costituire ancora una volta un buon salvagente. «Dopo l'approvazione della clemenza, a livello locale si sono aperti canali di dialogo fra l'amministrazione, le associazioni e gli enti locali che mi auguro rimangano attivi anche nei prossimi anni».
Non si scompone il provveditore regionale Luigi Pagano, «la Lombardia tradizionalmente registra il maggior indice nazionale di presenze», nonostante ciò «resto ottimista: negli istituti nuovo come Opera, Busto, Pavia e Vigevano ci sono, al massimo, due detenuti per cella». Qualche preoccupazione in più per il "vecchio" San Vittore: «Lì in pochi metri quadrati vivono a contatto di gomito anche 5/6 persone».
L'indulto ha messo una toppa, ma il sistema penale italiano continua a produrre over-booking (dallo scorso settembre, a clemenza già decretata, a oggi le presenze sono cresciute di 1.200 unità e ora superano le 39mila a fronte di una capienza legale di poco superiore a 40mila). «Dati che si spiegano anche in ragione di una distribuzione dei detenuti e degli agenti non omogenei», abbozza il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Manconi. Ma il punto è un altro. Nei prossimi due anni «dobbiamo mettere mano a tre leggi riempi-carcere: la Bossi-Fini sull'immigrazione, la Fini-Giovanardi sulle droghe e la Cirielli sulla recidiva». Tempo sufficiente per una maggioranza che su questi temi appare ancora lontana da una posizione comune? Manconi non si fascia la testa prima di rompersela «non è vero che siamo così divisi» , ma annuncia: «Se fra un anno e mezzo saremo ancora a questo punto, gli allarmi sarebbero giustificati». Conferma Pagano: «ll flusso degli arresti ordinari non si è mai interrotto». L'indulto potrebbe però costituire ancora una volta un buon salvagente. «Dopo l'approvazione della clemenza, a livello locale si sono aperti canali di dialogo fra l'amministrazione, le associazioni e gli enti locali che mi auguro rimangano attivi anche nei prossimi anni».
20.2.07
Diritto alla dignità umana
Non se ne è ancora accorto nessuno. O quasi. Pochi lanci di agenzia. Un lavoro di cinque anni che ha coinvolto faticosamente i rappresentati di quasi tutte le nazioni del mondo è rimasto sepolto per ora nell'indifferenza. Bisogna andare a leggere la cronaca emozionante del rappresentante italiano al comitato dell Nazioni Unite, Giampiero Griffo, nel sito www.superando.it per capire quanto sia importante la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disbilità. Per la prima volta nella storia dell'umanità si riconosce che esiste un diritto generale e universale alla dignità umana, in ogni continente, sotto ogni bandiera, per le persone che vivono sulla prorpria pelle una condizione di disabilità fisica, mentale, intellettiva e sensoriale. I governi del mondo nei prossimi anni dovranno tener conto, e adeguare le leggi nazionali, combattendo ogni discriminazione e favorendo l'accessibilità, non solo dei luoghi ma anche della comunicazione. Francamente mi addolora che nei giorni in cui le Nazioni Unite sono state al centro dell'attenzaione dei media per la difficile vicenda libanese, nessuno dei grandi giornalisti del Palazzo di vetro si sia accorto che mille delegati di ogni razza e diversità hanno condiviso il 25 agosto una maratona di votazioni per concludere in tempo utile il varo di questa convinzione, che era il sogno di un'intera generazione di persone disabili. Che cosa cambierà nella vita della gente qui e adesso? Forse nulla, ma la speranza del cambiamento si nutre anche di simboli ai quali fare riferimento. E non è un caso che i paesi più esposti alla miseria, alle guerre, alle discriminazioni, abbiano cercato di rallentare il passo di questo estenuante lavoro collettivo.Non è un caso che l'Europa sia stata protagonista dei contenuti più innovativi. Ma quando mai la gente comune lo saprà?
La tutela dei minori
Una rete tra associazioni e gruppi che promuova la cultura dell'accoglienza a livello internazionale, attraverso l0 scambio di informazioni, l' avvio di iniziative comuni e la promozione del diritto alla famiglia nelle istituzioni e nella società. È una delle proposte emerse durante il terzo convegno internazionale diAi.Bi. - Amici dei Bambini che si è svolto a Bellaria.
Senza figli senza: un tit0l0 che parla dell'esperienza dell'abbandono dei figli senza genitori e della solitudine e del vuoto degli adulti senza i bambini. È quello che Marco Griffini, presidente Ai.Bi., definisce il "paradosso dell'abbandono": «Famiglie che aspettano di accogliere figli e figli che aspettano di persone che li amino, due realtà di speranza, i "senza figli" e i "senza genitori" , che si cercano e si amano anche a distanza» . Nel corso del convegno di Bellaria è stata elaborata una serie di linee guida per l'accoglienza. L'obiettivo principale, spiega Monica Barbarotto dell'aerea cultura di Ai.Bi. «è cercare di creare una cultura dell'accoglienza condivisa che abbatta stereotipi negativi e fattori cultutali che rendono difficile l'affido e l'adozione». Va in questa direzione un' altra proposta lanciata dall'associazione: istituire la figura "dell'avvocato del minore" che prenda in carico i suoi interessi e diritti sin dal suo primo affidamento ai servizi sociali. Un ruolo delicatissimo che, per la loro indipendenza e vocazione alla tutela del minore, potrebbero svolgere proprio le associazioni e i gruppi che si occupano di accoglienza.
www.aibi.it
Senza figli senza: un tit0l0 che parla dell'esperienza dell'abbandono dei figli senza genitori e della solitudine e del vuoto degli adulti senza i bambini. È quello che Marco Griffini, presidente Ai.Bi., definisce il "paradosso dell'abbandono": «Famiglie che aspettano di accogliere figli e figli che aspettano di persone che li amino, due realtà di speranza, i "senza figli" e i "senza genitori" , che si cercano e si amano anche a distanza» . Nel corso del convegno di Bellaria è stata elaborata una serie di linee guida per l'accoglienza. L'obiettivo principale, spiega Monica Barbarotto dell'aerea cultura di Ai.Bi. «è cercare di creare una cultura dell'accoglienza condivisa che abbatta stereotipi negativi e fattori cultutali che rendono difficile l'affido e l'adozione». Va in questa direzione un' altra proposta lanciata dall'associazione: istituire la figura "dell'avvocato del minore" che prenda in carico i suoi interessi e diritti sin dal suo primo affidamento ai servizi sociali. Un ruolo delicatissimo che, per la loro indipendenza e vocazione alla tutela del minore, potrebbero svolgere proprio le associazioni e i gruppi che si occupano di accoglienza.
www.aibi.it
14.2.07
Volontari impreparati all'indulto
Doveva essere una grande vittoria. E invece rischia di trasformarsi anche in un grande autogol. Per il volontariato penitenziario l'approvazione dell'indulto segna di fatto l'anno zero. L'ondata di liberazioni sta infatti costringendo a un profondo esame di coscienza un movimento che in Italia ormai coinvolge 8.300 persone. Mai come in questa occasione la galassia del volontariato si è dimostrata, impreparata nell'affrontare l'emergenza di migliaia di persone bisognose di accompagnamento.
Una recente comunicazione interna ha rilevato come il 95% delle Caritas diocesane svolga attività all'interno del carcere, ma solo il 40% anche all'esterno. Le persone che si incontrano dentro sono in qualche modo contenute dall'istituzione, è la libertà che poi scatena i problemi, la tentazione della droga, l'alcol, il disagio psichico e l'incapacità a ricostruire legami familiari andati in pezzi. La vera sfida insomma è fuori: nelle città, in un territorio spesso ostile. Sportelli "Sos lndulto" sono spuntati in diverse città: Padova, Rovigo e Milano fra le prime.
«Lindulto è stata un' operazione di palazzo, da cui il sociale è rimasto escluso», ragiona Sergio Segio del gruppo Abele. «Sarei curioso di conoscere il dato sui suicidi delle persone appena uscite dal carcere: credo che avremmo delle spiacevoli sorprese». Il ministero dal canto suo fornisce statistiche incoraggianti sulla recidiva degli indultati.
Ma la vera sfida è un' altra. « Tamponare i mali del carcere da dietro le sbarre si è rivelata una scelta perdente», ragiona Segio. «Sono ancora troppi i volontari che si fanno ammaliare dal fascino del carcere. La rete di salvataggio non si costruisce nel carcere, ma prima e dopo la detenzione», commenta Sarno.
Una recente comunicazione interna ha rilevato come il 95% delle Caritas diocesane svolga attività all'interno del carcere, ma solo il 40% anche all'esterno. Le persone che si incontrano dentro sono in qualche modo contenute dall'istituzione, è la libertà che poi scatena i problemi, la tentazione della droga, l'alcol, il disagio psichico e l'incapacità a ricostruire legami familiari andati in pezzi. La vera sfida insomma è fuori: nelle città, in un territorio spesso ostile. Sportelli "Sos lndulto" sono spuntati in diverse città: Padova, Rovigo e Milano fra le prime.
«Lindulto è stata un' operazione di palazzo, da cui il sociale è rimasto escluso», ragiona Sergio Segio del gruppo Abele. «Sarei curioso di conoscere il dato sui suicidi delle persone appena uscite dal carcere: credo che avremmo delle spiacevoli sorprese». Il ministero dal canto suo fornisce statistiche incoraggianti sulla recidiva degli indultati.
Ma la vera sfida è un' altra. « Tamponare i mali del carcere da dietro le sbarre si è rivelata una scelta perdente», ragiona Segio. «Sono ancora troppi i volontari che si fanno ammaliare dal fascino del carcere. La rete di salvataggio non si costruisce nel carcere, ma prima e dopo la detenzione», commenta Sarno.
13.2.07
L'hockey a rotelle
Bastone, palline. E carrozzine. Prende il via campionato nazionale Laureus di weelchair hockey che quest'anno conta 21 squadre, tre più dell'anno scorso. Spiega Antonio Spinelli, presidente della Federazione italiana che oggi conta 200 atleti tesserati e più di 130 dirigenti sportivi ( volontari) .«Il weelchair hockey è uno sport praticato da chi ha problemi di handicap motori molto gravi ed è impossibilitato a spingere una sedia a rotelle soprattuno in un' attività sportiva fatta di fisicità. È l'unico sport adatto ai distrofici che in Italia sono 15mila. Per il resto le regole sono le stesse, e uguali anche gli strumenti: il bastone e la palla e il campo da gioco».Alla presentazione dell' evento, hanno panecipato anche alcuni soci della Fondazione Laureus Sport Good for Italy. La fondazione, che ha scelto di sostenere il weelchair hockey italiano, fa capo alla Laureus Foundation di Londra che opera in 20 Paesi su 35 progerti che interessano 130mila persone. Con il contributo della fondazione italiana è stato possibile sostenere le squadre, avviare start up di nuovi team, e realizzare campagne di promozione del weelchair hockey. A questo big donor la Federazione italiana ha voluto intitolare i campionati sin dalla stagione 2004/2005. Il nuovo carnpionato è promosso anche dal Comitato paralimpico italiano, dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Milano, dal Comune di Roma e dalla Uildm.
http://www.fiwh.it/
Rotta verso sud
È la direzione che sta prendendo con sempre maggiore decisione il treno del servizio civile nazionale. La conferma arriva dai dati, aggiornati al 25 ottobre, presentati dai tecnici dell'Ufficio nazionale in occasione della tavola rotona. Quale futuro per il servizio civile organizzata dal ministero della Solidarietà sociale presso il Cisc -Centro studi sul servizio civile di Pisa. Nel triennio 2004/06 gli enti iscritti all' albo sono più che triplicati, passando da 828 a 2.773. Gli enti pubblici sono 1.504 (54,24%) a fronte di 1.269 (45,76%) associazioni. La collocazione geografica degli enti dimostra un accentuato sbilanciamento verso il Centro -Sud. Fra gli iscritti all' albo nazionale appena 32 su 137 (il 23,36%) risiede al Nord. Una percentuale che si restringe ancora se si prendono in considerazione gli enti di prima classe, che gestiscono più di cento sedi di attuazione del progetto: sono settentrionali solo 8 su 46 (il 17 ,39%).
Venendo agli albi regionali il quadro non cambia di molto. Al Sud tocca la parte del leone con il 48,21 % delle iscrizioni, quasi una su due. Un dato che trova corrispondenza nel numero dei progetti approvati. Un'ulteriore conferma arriva dall'analisi della distribuzione territoriale delle sedi di attuazione dei progetti. Su 53.601 sedi, 23.734 (44,27%) sono nel Sud e nelle Isole. Una percentuale che sale di altri 21,92 punti percentuali se si aggrega il dato del Centro. Appannaggio del Nord rimangono 18.120 sedi di attuazione, pari al 33,81 % del totale.
Per una panoramica copleta è pero necessario comprendere anche le sedi degli enti associati, federati, consorziati o partner di un ente iscritto all' albo.
In questa categoria il Nord fa un piccolo passo in avanti ottenendo il 37 ,37% delle 28.572 sedi, ma non riesce a superare il Mezzogiorno che si assicura il 40% delle sedi, che pero arriva al 62,63% considerando l'intera area del Centro -Sud.
www.serviziocivilie.it
Venendo agli albi regionali il quadro non cambia di molto. Al Sud tocca la parte del leone con il 48,21 % delle iscrizioni, quasi una su due. Un dato che trova corrispondenza nel numero dei progetti approvati. Un'ulteriore conferma arriva dall'analisi della distribuzione territoriale delle sedi di attuazione dei progetti. Su 53.601 sedi, 23.734 (44,27%) sono nel Sud e nelle Isole. Una percentuale che sale di altri 21,92 punti percentuali se si aggrega il dato del Centro. Appannaggio del Nord rimangono 18.120 sedi di attuazione, pari al 33,81 % del totale.
Per una panoramica copleta è pero necessario comprendere anche le sedi degli enti associati, federati, consorziati o partner di un ente iscritto all' albo.
In questa categoria il Nord fa un piccolo passo in avanti ottenendo il 37 ,37% delle 28.572 sedi, ma non riesce a superare il Mezzogiorno che si assicura il 40% delle sedi, che pero arriva al 62,63% considerando l'intera area del Centro -Sud.
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7.2.07
Puglia: assistenza all'infanzia
Un nuovo regolamento e più incentivi alla domanda. Parte da qui il tentativo della Regione Puglia di rifondare il sistema di servizi all'infanzia nell' ottica della flessibilità e della qualità. Lobiettivo è quello di applicare in pieno la sussidiarietà adattando l'offerta alle specifiche richieste di ogni famiglia e garantendo, in più, interventi standardizzati e certificati. Un progetto ambizioso che richiede uno stanziamento ingente. Quasi 20 milioni di euro verranno destinati in parte alle iniziative della Regione, in parte alle attività degli stessi Comuni. In attesa dei fondi concessi dalla Finanziaria 2007 e di altri 100 milioni previsti dai fondi strutturali 2007- 2013.
La basi ci sono tutte, dunque, per ridare slancio al settore, incominciando proprio da una disciplina dell'offerta. Ad oggi la Puglia ospita poco più di 80 strutture di asilo autorizzate in tutto il territorio regionale, in mezzo ad una miriade di realtà non riconosciute, spesso semplici ludoteche vestite da nidi. Segno che è venuto il momento di regolamentare il settore per mettere a disposizione delle famiglie strutture riconosciute e garantite. Ecco allora che diventa fondamentale l'esperienza già avviata dalla cooperazione nell' ambito del progetto Pan, un'iniziativa che vincolava le cooperative di gestione di asili nido a seguire un manuale di buone pratiche e una carta dei servizi per assicurare interventi standardizzati e certificati.
In più la Regione ha stanziato 10 milioni di euro da metrere a disposizione dei Comuni nell'opera di adeguamento delle strutture già esistenti e operanti sul territorio.
Ma il vero aspetto innovativo della riforma impostata dalla Regione sta proprio nella definizione del nuovo ruolo della farniglia. Saranno più di 1.700 i nuclei famigliari a beneficiare di una particolare "dote per i primi nati", circa 200 euro mensili da poter impiegare nella scelta di servizi adatti alla esigenze specifiche.
La basi ci sono tutte, dunque, per ridare slancio al settore, incominciando proprio da una disciplina dell'offerta. Ad oggi la Puglia ospita poco più di 80 strutture di asilo autorizzate in tutto il territorio regionale, in mezzo ad una miriade di realtà non riconosciute, spesso semplici ludoteche vestite da nidi. Segno che è venuto il momento di regolamentare il settore per mettere a disposizione delle famiglie strutture riconosciute e garantite. Ecco allora che diventa fondamentale l'esperienza già avviata dalla cooperazione nell' ambito del progetto Pan, un'iniziativa che vincolava le cooperative di gestione di asili nido a seguire un manuale di buone pratiche e una carta dei servizi per assicurare interventi standardizzati e certificati.
In più la Regione ha stanziato 10 milioni di euro da metrere a disposizione dei Comuni nell'opera di adeguamento delle strutture già esistenti e operanti sul territorio.
Ma il vero aspetto innovativo della riforma impostata dalla Regione sta proprio nella definizione del nuovo ruolo della farniglia. Saranno più di 1.700 i nuclei famigliari a beneficiare di una particolare "dote per i primi nati", circa 200 euro mensili da poter impiegare nella scelta di servizi adatti alla esigenze specifiche.
Napolitano alla Fondazione per il Sud
La nascita della Fondazione per il Sud ha raccolto l'apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l0 scorso 16 gennaio ha ricevuto al Quirinale il consiglio di amministrazione, presieduto da Savino Pezzotta e formato da rappresentanti delle fondazioni di origine bancaria, del terzo settore e del volontariato: mondi diversi fra loro, dalla cui alleanza pero è nato questo nuovo soggetto, che interverrà nell'infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno.Nell'occasione dell'incontro con il Presidente della Repubblica, la Fondazione per il Sud ha presentato anche il suo logo con i due soli: «È il simbolo», spiega l'ideatrice Linda Di Bartolomeo, «di una congiunzione, ed è questa la scommessa, capace di irradiare fermenti per la crescita di un nuovo capitale sociale, un capitale di cui abbiamo assoluto bisogno».
Un dna, quello della nuova fondazione, che il suo presidente, Savino Pezzotta, ha così spiegato al Presidente della Repubblica, Napolitano: «L'esperienza di una moderna solidarietà e filantropia propria delle fondazioni di origine bancaria e il radicamento territoriale delle organizzazioni del volontariato, del non profit e della cooperazione sociale e civile quali luoghi di partecipazione attiva e di esercizio concreto della democrazia, sono gli elementi che ne caratterizzeranno l'identità e l'azione».
«La Fondazione per il Sud», ha proseguito Pezzotta, «è il segnale di un privato sociale che non sfugge le responsabilità e, soprattutto, non delega interamente allo Stato la soluzione della questione meridionale; anzi si mette pienamente in gioco, dando un vero esempio di mutualismo tra soggetti diversi: le fondazioni da un lato, il mondo del volontariato e del terzo settore dall'altro.
6.2.07
Alzheimer. Pronto un nuovo progetto
Una Casa per l' Alzheimer dell'Ipab Casa lnsieme di Mercato Saraceno, in provincia di Forli-Cesena, il 23 settembre inaugurava il nuovo nucleo Alzheimer. La struttura è costata 2 milioni e 390mila euro, risultato di finanziamenti pubblici, fondi propri e, novità assoluta, di dieci imprese locali.
Da quando Casa Insieme si pose in ascolto delle esigenze assistenziali del territorio, la strada intrapresa è stata quella dello sviluppo di un modello partecipato, con una strategia di fundraising che ha puntato ad instaurare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.
Con il progetto Una Casa per l'Alzheimer è stato realizzato un modulo abitativo Alzheimer di 14 posti, con un adiacente giardino. Il progetto prevede un servizio di assistenza specialistica a domicilio, rivolto sia alla persona malata che al sostegno psicologico e pratico della famiglia. Attuare un servizio così complesso richiede una pluralità di professionalità, dallo psicologo agli educatori per la stimolazione cognitiva e le assistenti, in stretto collegamento con la rete dei servizi sociali, e con il supporto di un comitato tecnico scientifico. Servono metodo, formazione, capacità relazionali, ma soprattutto professionisti e volontari fortemente motivati.
Questo modello di assistenza specialistica sta suscitando crescente interesse: una delibera della Giunta regionale oggi si propone di estenderlo a tutte le Ausl emiliane, mentre già a gennaio il servizio è stato ampliato a sette Comuni.
Oggi siamo in grado di assistere a domicillo quaranta persone ogni settimana: è un risultato, ma sono ancora tantissime le richieste alle quali non è possibile rispondere. L'interrogativo più grande riguarda le prospettive future: una risposta potrebbe venire, oltre che dall'estensione dell'assistenza a tutta l'Ausl, fino ai Comuni più lontani, dall'apertura di un'ulteriore fase per valorizzare questo percorso, attraverso la nascita di un Fondo per l'Alzheimer che renda sempre più stabile il sostegno dei soggetti pubblici e privati che ci hanno accompagnato fino ad oggi.
ipab.casainsieme@tin.it
Da quando Casa Insieme si pose in ascolto delle esigenze assistenziali del territorio, la strada intrapresa è stata quella dello sviluppo di un modello partecipato, con una strategia di fundraising che ha puntato ad instaurare nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato.
Con il progetto Una Casa per l'Alzheimer è stato realizzato un modulo abitativo Alzheimer di 14 posti, con un adiacente giardino. Il progetto prevede un servizio di assistenza specialistica a domicilio, rivolto sia alla persona malata che al sostegno psicologico e pratico della famiglia. Attuare un servizio così complesso richiede una pluralità di professionalità, dallo psicologo agli educatori per la stimolazione cognitiva e le assistenti, in stretto collegamento con la rete dei servizi sociali, e con il supporto di un comitato tecnico scientifico. Servono metodo, formazione, capacità relazionali, ma soprattutto professionisti e volontari fortemente motivati.
Questo modello di assistenza specialistica sta suscitando crescente interesse: una delibera della Giunta regionale oggi si propone di estenderlo a tutte le Ausl emiliane, mentre già a gennaio il servizio è stato ampliato a sette Comuni.
Oggi siamo in grado di assistere a domicillo quaranta persone ogni settimana: è un risultato, ma sono ancora tantissime le richieste alle quali non è possibile rispondere. L'interrogativo più grande riguarda le prospettive future: una risposta potrebbe venire, oltre che dall'estensione dell'assistenza a tutta l'Ausl, fino ai Comuni più lontani, dall'apertura di un'ulteriore fase per valorizzare questo percorso, attraverso la nascita di un Fondo per l'Alzheimer che renda sempre più stabile il sostegno dei soggetti pubblici e privati che ci hanno accompagnato fino ad oggi.
ipab.casainsieme@tin.it
L'Occidente e i nuovi mercati
«Per crescere pensa piccolo». È il consiglio controcorrente per ridare fiato all'economia del Vecchio continente, ma anche a quella Usa, che arriva dall'ultimo libro dei due studiosi Vijay Mahajan e Kamini Banga, Il mercato che cerchi. La soluzione 86% .Mentre pmi e multinazionali del "primo mondo" sgomitano cercando di rosicchiare spicchi da zero virgola di mercato, inseguono la competitività tagliando i costi e puntano al gigantismo attraverso le aggregazioni, con il loro saggio Mahajan e Banga spiazzano tutti invitando a rimboccarsi le maniche per una vera e propria rivoluzione culturale del nuovo millennio. Che la grande opportunità del XXI secolo è rappresentata dai paesi emergenti, dove vive l'86% della popolazione mondiale, è cosa nota.I mercati 14% sono saturi e sempre più competitivi, c'è poco spazio per crescere e molte probabilità di soccombere di fronte la concorrenza. Gli Usa sono tuttora gli artefici di circa un terzo del prodotto lordo globale, ma viaggiano a ritmi più lenti delle nazionali in via di sviluppo. E l' approccio delle aziende, secondo Mahajan e Banga, nei confronti delle "nuove economie" è spesso sbagliato.
«Non costruire un' automobile se ti serve un carro», scrivono gli autori. Una battuta e una provocazione insieme, che descrive l'incapacità di tante grandi imprese nell'esportare i prodotti perché pensati per consumatori del mondo post industriale. «La progettazione dei prodotti deve tenere conto delle caratteristiche ambientali e culturali a cui sono destinati». Occorrono quindi strategie mirate e nuove professionalità, come quella del "multicultural manager", in grado di intercettarle.
Un buon esempio è quello della Ford che aveva tentato, invano, di penetrare il mercato indiano con modelli già abbondantemente sperimentati in Occidente. Risultato: un flop costato milioni di dollari, tanto da dover rinunciare all'insediamento nel subcontinente. Dopo il brusco scivolone, nel 1994, Ford torna a Delhi con le idee più chiare e un auto concepita secondo le esigenze della popolazione locale. Alla vettura sono state apportate varie modifiche per sopportare il clima (monsoni e caldo torrido) e le strade strette e polverose del paese. Ma fatto più importante, i tecnici di Ford hanno progettato portiere più ampie del normale per agevolare la salita delle donne, il cui sari puo misurare sei metri di lunghezza. Un dettaglio che ha spalancato le porte al boom delle vendite.
2.2.07
Le oasi aperte del WWF
E' la diciassettesima in ordine di tempo, ha avuto l'ok del WWF e presto otterrà anche quello dei visitatori disabili. Dal 23 settembre l' oasi verde del lago di Alviano è entrata di diritto nella rete delle oasi accessibili grazie a un piano di "adeguamento" portato a termine con Unitalsi e Fish, finanziato da Unicredit Group in collaborazionecon Unicredit Banca. Niente barriere architettoniche, dunque: chiunque potrà avere accesso libero all'area. Non solo, lungo il percorso delle visite sono stati predisposti una serie di ausili per i non vedenti, in modo che possano muoversi autonomamente.
«In questo modo non solo permettiamo l'accesso a tutti», ha spiegato il presidente del WWF, Fulco Pratesi, «ma creiamo anche nuovi stimoli di fruizione della natura per tutti». Altrove invece la sostenibilità sociale e la tutela dell'ambiente hanno assunto altri risvolti. È il caso per esempio dell'oasi Cesto del Lupo, affiliata, dal 23 settembre, sempre al WWF. Il che significa obblighi di conservazione "ecocompatibile". Nonostante la proprietà sia privata è infatti del Kme Group ed è gestita in loco dalla ImmobiliareAgricola Limestre-saranno i tecnici del WWF a supervisionare gli interventi di ristrutturazione degli edifici secondo i principi della bioarchitettura e dei materiali rinnovabili, così come i processi di allevamento bio. Dalla prossima estate, poi, l'area si trasformerà in campo estivo aperto all'accoglienza: ospiterà infatti un camping dell'associazione Hole in the Wall, di Paul Newman, per un soggiorno gratuito, spesato dalla Fondazione Dynamo, per bambini da 6 a 10 anni affetti da gravi malattie e per le loro famiglie.
«In questo modo non solo permettiamo l'accesso a tutti», ha spiegato il presidente del WWF, Fulco Pratesi, «ma creiamo anche nuovi stimoli di fruizione della natura per tutti». Altrove invece la sostenibilità sociale e la tutela dell'ambiente hanno assunto altri risvolti. È il caso per esempio dell'oasi Cesto del Lupo, affiliata, dal 23 settembre, sempre al WWF. Il che significa obblighi di conservazione "ecocompatibile". Nonostante la proprietà sia privata è infatti del Kme Group ed è gestita in loco dalla ImmobiliareAgricola Limestre-saranno i tecnici del WWF a supervisionare gli interventi di ristrutturazione degli edifici secondo i principi della bioarchitettura e dei materiali rinnovabili, così come i processi di allevamento bio. Dalla prossima estate, poi, l'area si trasformerà in campo estivo aperto all'accoglienza: ospiterà infatti un camping dell'associazione Hole in the Wall, di Paul Newman, per un soggiorno gratuito, spesato dalla Fondazione Dynamo, per bambini da 6 a 10 anni affetti da gravi malattie e per le loro famiglie.


