29.5.07

I senza tetto francesi

A Parigi, la povertà è ormai un marchio di fabbrica. Un pò come il Louvre o lo Stade de France. Prendete i senza tetto: sui 100mila stimati in Francia, 10mila si sono concetrati nella capitale. Li trovi ovunque: nella metro, sotto i ponti, nei centri di accoglienza. Fino a quando Graziella Robert non si è decisa a scuotere le coscienze.
Una donna di polso la signora Robert, impegnata da tredici anni nei progetti dell'ong francese Médecins du Monde a favore dei Sdf, i Sans domicilies fixes.
Viene lanciata l'Operazione Tenda con la distribuzione di 300 tende nella capitale. «Lo scopo era triplice», spiega, «consentire ai senza tetto di passare l'inverno al riparo dal freddo, vivere la propria intimità al riparo dello sguardo altrui e, soprattutto, attirare l'attenzione di cittadini e poteri pubblici».
A quasi un anno di distanza, andiamo con Graziella a fare un giro per la città. Sotto il Pont Royal, incontriamo Bogdan, 26enne rumeno sbarcato a Parigi. «Vivo qui da sette mesi, sotto questa tenda, e non mi lamento», nonostante la spazzatura che dista a pochi metri. Il suo amico Rushti ci spiega che «il problema degli Sdf è l'alloggio, ma lo Stato e le associazioni non fanno niente. Ora ho solo questa tenda», custodita gelosamente.
Intanto, il sindaco Delanoé ha promesso di costruire 5mila alloggi sociali ogni anno.

22.5.07

Il terapista occupazionale

Obiettivo: rendere la vita dei disabili fisici o psichici più normale possibile. È questa la mission del terapista occupazionale, una figura professionale che dall'anno accademico 2001-2002 ha un suo corso di laurea. Dall'anno scorso sono al lavoro i primi terapisti che si sono laureati in Italia; fra le prime università ad attivare un corso triennale, è stata la Statale di Milano. Parla il direttore del corso, Egidio Moja: «Mentre il fisioterapista agisce sull' arto, il terapista occupazionale sfrutta quel che rimane dell'arto o della sua mobilità, lo valorizza e rende capace di svolgere attività», spiega.
«Grazie a questa riabilitazione a 360 gradi la persona può riprendere il lavoro. Il terapista ascolta i bisogni del paziente, offre le soluzioni per agevolare una vita autonoma e consiglia gli ausili».
Prima dell'istituzione del corso di laurea, i terapisti si formavano presso apposite scuole, ora non più attive. In ltalia circa 300 terapisti sono riuniti nell'associazione di settore, Aito, presieduta da Mariapia Massimiani, che dice: «È una figura professionale in crescita. A sceglierla finora sono soprattutto donne, circa otto su dieci». Ma quali sbocchi lavorativi offre? «Sarà sernpre più presente nelle strutture pubbliche e nei centri di riabilitazione». Sul sito di Aito, inoltre, è presente una sezione con parecchie offerte di lavoro, da Roma a Trento, alla Puglia.
Gli atenei che hanno attivato un corso di laurea triennale in terapia occupazionale sono una decina; manca la laurea magistralis, ma sono allo studio progetti per rendere completo il corso di studi e arrivare a una preparazione quinquennale. Ogni anno si laureano circa 150 nuovi professionisti.

16.5.07

L'unicef per i bambini soldato

«Liberiamo i bambini dalla guerra». È lo slogan che ha accompagnato la Conferenza internazionale sui bambini soldati tenutasi a Parigi. L'iniziativa, copresieduta dalla direttrice generale di Unicef, Ann Veneman, ha visto la partecipazîône di una settantina dî Paesi africani, sudamerican e asiatici, affiancati dai rappresentanti dela società civile, delle forze di peacekeeping e degli Stati donatori. Per combattere una piaga sociale che colpisce oltre 250mila bambini in tutto il mondo, i protagonisti della Conferenza hanno firmato una Carta di principi che, sebbene non vincolante sul piano giuridico, propone programmi di protezione e di reinserimento socio-professionale a favore dei bambini associati ai gruppi armati, in particolar modo le ragazze minorenni. «Non ci sono altre vie per rompere un cerchio vizioso alimentato dalla povertà e dalle guerre», ha detto la Veneman. Dopo anni di letargo, la comunità internazionale appare seriamente intenzionata a porre fine al reclutamento dei bambini soldati. Il caso più clamoroso riguarda Thomas Lubanga, un ex miliziano congolese arrestato con l'accusa di arruolamento forzato di bambini d'eta inferiore ai 15 anni. Il 29 gennaio, la Corte penale internazionale ha confermato i capi d'accusa rinviandolo a giudizio per crimini di guerra. Il suo processo si aprirà all'Aja in giugno.

9.5.07

Accertamenti per disabili nelle scuole

La Regione con l'Ufficio scolastico regionale ha stabilito un'introduzione graduale della nuova normativa per l'accertamento dell' invalidità degli alunni, per la richiesta dell'insegnante di sostegno. Per il primo anno di applicazione (2007-2008) la nuova modalità di accertamento interesserà soltanto chi richiede la certificazione di alunno disabile per la prima volta, con particolare attenzione agli iscritti al primo anno della scuola d'infanzia statale e della primaria pubblica. L'accertamento sarà garantito ai genitori entro i tempi utili per l'iscrizione a scuola. Un gruppo di lavoro che ha sede all' assessorato regionale alla Famiglia e solidarietà sociale monitorerà l'avvio delle attività.
www.famiglia.regione.lombardia.it

2.5.07

Adozione in Bielorussia: ecco le novità

Via libera ai soggiorni solidaristici: i 30mila bambini bielorussi torneranno presto. È stato il ministro Paolo Ferrero in persona a dare la bella notizia: «Carissimi, è con vero piacere che mi rivolgo a tutti voi per comunicarvi che la missione che si è svolta a Minsk ha avuto un esito positivo». Le famiglie italiane che ospitano bambini bielorussi stavano da mesi con il fiato sospeso, da quando cioè, per via del caso di Maria/Vika, la Bielorussia aveva bloccato tutto. La delegazione di tecnici rientrata il 22 marzo ha concluso con la Bielorussia un accordo che stabilisce le regole per l'accoglienza dei bambini.
Superato per esempio, ed è una vittoria delle famiglie, il veto per l'arrivo di bambini che vivono in istituto, chiesto da alcuni per evitare che le famiglie italiane potessero confondere soggiorni e adozioni.
Lo Stato italiano, da parte sua, si impegna a comunicare a tutti i tribunali per i minorenni i nomi dei bambini ospitati e a informare le autorità bielorusse di ogni causa riguardante i bambini. Un' altra novità è il fatto che le associazioni dovranno formare le famiglie con figure professionaIi idonee. L'accordo c'è, basta che la politica faccia un po' di pressione.
Oltre a questo accordo, la delegazione italiana ha firmato un protocollo in materia di adozioni, anch' esse ferme da mesi. Si tratta di bambini provenienti da istituti, che in gran parte dei casi hanno partecipato a soggiorni solidaristici in Italia.