25.7.07

L'associazione Bambini in Romania

L'associazione Bambini in Romania è un' organizzazione impegnata a migliorare le condizioni di vita dei bambini orfani e abbandonati che versano in stato di bisogno in Romania, interagendo con strutture nazionali e internazionali. L'associazione è nata nel 1999 e vede la collaborazione di decine di volontari ed è sostenuta da associazioni, enti e società che partecipano alla vita dell'associazione come singoli soci. I volontari e i collaboratori di Bambini in Romania possono, inoltre, recarsi a vedere le attività dell' organizzazione, ma anche mettersi a disposizione di bambini e giovani della Romania.
L'associazione promuove la realizzazione di strutture per l'educazione, lo sviluppo culturale e la formazione professionale dei minori, valorizzando il patrimonio culturale, umano ed economico della Romania, comprese le risorse umane delle famiglie di origine.
A presiedere Bambini in Romania onlus è don Gino Rigoldi che iniziò a interessarsi dei minori rumeni grazie a una famiglia che aveva adottato un barnbino e aveva raccontato al sacerdote le grandi difficoltà vissute dai tantissimi orfani abbandonati negli istituti. Ed è soprattutto affetto quello di cui i piccoli rumeni accolti negli istituti hanno bisogno, oltre che naturalmente di sostegno e aiuti economici.
Sono 190 i volontari attivi dell'associazione che durante l'anno e anche nei periodi estivi si avvicendano negli istituti di Brasov, Valcea, Turnu Severin con interventi mirati a uno scambio affettivo, relazionale e culturale con i bambini ospitati nelle strutture. Non mancano poi i volontari che prestano la loro attività a favore dell'associazione anche in Italia.

20.7.07

L'educatore e il libro

La storia di un tredicenne rumeno in fuga attraverso l'Europa. Un inno alla curiosità, alla facilità di creare legami dei ragazzini. Raccontati da uno che li conosce molto bene...
Fabio Geda è di Torino, ha 34 anni e fa l'educatore in una comunità per minori. La storia. Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani segue con ritmo piuttosto serrato la fuga rocambolesca e poetica di un tredicenne rumeno attraverso l'Europa, alla ricerca del nonno Viorel, che fa l'artista di strada e gli scrive ogni fine mese delle missive speciali, mischiando le lettere delle parole come un mazzo di carte. Italia, Germania, Francia e Spagna. Una corsa a spintoni verso la vita, scandita da incontri marcanti, intensi di odio e di amore, definitivi e assoluti come solo le relazioni di un adolescente sanno essere. ll volume, 200 pagine, una copertina che ricorda la grazia e la fantasia dei tempi del primo anarcoide e visionario patron della casa editrice Instar, Gianni Borqo.

16.7.07

Volontari a Bibione

L'associazione Dinsi une Man (Diamoci una mano) propone tre turni di soggiorno marino a Bibione dedicati alle persone disabili. Queste vacanze (24 luglio/2 agosto; 3/17 agosto; 18 agosto/1 settembre) oltre a essere un'oppurtunità di vacanza per i disabili sono anche occasione di servizio nell'animazione e nell'attività organizzativa per i volontari.
Info: 333.8255121
info@dumdisabili.it

L'associazione delle Tagesmütter

Il progetto Equal Domus -Day Mother Services, ovvero la sperimentazione in diversi contesti italiani del servizio di Tagesmütter (le mamme di giorno), sta per giungere al suo completamento. Ora quali saranno gli sviluppi futuri? Il progetto Domus chiuderà nel dicembre prossimo e cederà il posto a un' associazione dallo stesso nome e logo, com'è stato annunciato nel corso di un seminario svoltosi in università Cattolica a Milano. Sarà un modo per andare verso le nuove politiche di welfare che vedono l' affidamento al privato sociale dei servizi di pubblica utilità.
Nel modello delle tages la formazione è un problema che ha a che fare con la struttura stessa del lavoro, il servizio delle Tagesmütter è in grado di aumentare il capitale sociale, proprio perché la formazione è un risvolto dell'organizzazione.
Per capire il valore aggiunto di questo particolare tipo di accudimento, che viene fatto in casa da Parte di mamme che insieme ai propri figli si prendono cura dei bambini di altre donne, occorre andare all'origine di un modello nato nel Nord Europa e avviato a Trento otto anni e che ora, grazie al progetto Equal, si è sviluppato in molte regioni italiane. Il servizio nasce dall'incontro di due bisogni: da una parte quello di una risposta flessibile, con tempi di attivazione rapida, alle necessità delle mamme che vogliono continuare a lavorare; dall' altra il desiderio di trovare un modo di conciliare lavoro e cura dei propri e degli altrui figli.

Nasce il portale per i rifugiati

Ha un nome che è tutto un programma il portale lanciato dalle Nazioni Unite per aiutare politici e organizzazioni umanitarie a gestire l'emergenza rifugiati: Refworld.org. Sono 76mila i documenti pubblicati online per facilitare la concessione dello status di rifugiato e per assistere i profughi in fuga da dittature e persecuzioni. Qualche esempio? Rapporti Onu sul numero di persone costrette a lasciare le loro case per crisi politiche e naturali nei vari Paesi, leggi sull'asilo in vigore in giro per il mondo, paper sulle best practice in tema di gestione dei rifugiati, blog di operatori umanitari impegnati sul tema e molto altro ancora. Il materiale, raccolto dall'Agenzia Onu per i rifugiati in 15 anni di lavoro ai quattro angoli della terra, non è l'unico servizio offerto dal portale: news, proposte di lavoro e richieste urgenti di fondi vengono inviate via email a tutti gli utenti registrati.
www.refworld.org

13.7.07

La laurea nel carcere

Telelavoro. Formazione a distanza. Videoconferenza. Strumenti di una tecnologia con la quale stiamo imparando a fare i conti e che può offrire inedite occasioni. Come sta avvenendo per una quarantina di detenuti del carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso: da qualche mese sono a tutti gli effetti studenti universitari, seguono i corsi (grazie a internet), studiano e preparano gli esami (i primi appelli a luglio) , sapendo che "non ci saranno sconti" e che il loro titolo varrà (anche in termini di fatica) esattamente come quello di tutti i loro colleghi. Il progetto, realizzato grazie a una sinergia fra la direzione di Rebibbia, l'università Tor Vergata, il Garante dei diritti della Regione Lazioe Fastweb, è partito quest' anno accademico con alcuni incontri di orientamento e prevede non solo la possibilità di seguire le lezioni di tre facoltà (Lettere e filosofia, Giurisprudenza, Economia e commercio) ma anche quella di confrontarsi con dei tutor in videoconferenza. I costi del progetto non sono particolarmenre elevati. La filosofia complessiva è quella di innalzare il livello culturale del carcere e quindi il sentimento di legalità. La cultura come antidoto verso comportamenti antisociali, insomma.

La biblioteca speciale a Milano

E' stata inaugurata lo scorso 7 giugno a Milano la prima biblioteca per bambini disabili e con problemi di apprendimento. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Centro Benedetta D'Intino e Insieme per i bambini onlus. Sono in dotazione libri per l'infanzia (catalogati per genere, argomento e livello di difficoltà); libri scritti con codici aumentativi utilizzati dai bambini per comuinicare; libri modificati secondo le diverse esigenze.

9.7.07

La Giudecca e la casa di accolgienza

Cè una casa, a Venezia, che accoglie donne e madri in difficoltà, offrendo loro assistenza sia dal punto di vista psicologico sia da quello sociale. Si chiama Casa Famiglia San Pio X, si trova nell'Isola della Giudecca a Venezia, ed è affidata in gestione da quasi dieci anni ad alcune coppie di sposi. Queste coppie gestiscono la Casa sotto ogni aspetto e si occupano di accompagnare le
mamme e i loro bambini anche dopo il periodo di accoglienza.
Per questo motivo è nata nel 2005 l'associazione di volontariato Amici di Casa Famiglia onlus, che oggi conta circa 200 aderenti, con il duplice obiettivo di vicinanza amicale, collaborazione ordinaria ai piccoli nuclei familiari che escono dalla Casa dopo il periodo di accoglienza e sostegno a distanza.
L'accoglienza avviene su segnalazione dei servizi sociali o di altri enti territoriali. Gli obiettivi di Amici di Casa Famiglia e di Casa Famiglia San Pio X consistono nell'offrire uno stile di vita familiare, nel quale ognuno, adulto o minore, possa trovare la sua dimensione.
Le due organizzazioni si impegnano altresì nell'assistenza alla maternità, sostenendo la gravidanza, il rapporto genitoriale, l'accudimento e la tutela dei figli, e rivolge particolare attenzione allo sviluppo equilibrato del bambino. Per offrire strumenti adeguati alla complessità delle situazioni accolte, la Casa si avvale di un' équipe, coordinata da un' assistente sociale, che comprende psicologa, pedagogista, educatrici, operatrici socio-sanitarie.
Alla Casa è inoltre annesso un asilo nido che accoglie i bambini ospitati ed è aperto al territorio. Durante i mesi di luglio e agosto ne è assicurata l'apertura, attraverso un Centro estivo.

http://www.casafamiglia-venezia.it/
Giudecca 668-30133 Venezia

Servizio civile a Napoli

Il bando straordinario del servizio civile su Napoli non sarà ai nastri di partenza prima del prossimo autunno. A conti fatti i 2mila volontari annunciati dal ministro Paolo Ferrero nel novembre del 2006 prenderanno servizio a un esatto anno di distanza dall'emergenza criminalità che ha investito il capoluogo.
Che cosa è successo? A causa di alcuni intoppi burocratici hanno dovuto modificare la natura dell'iniziativa. La prima versione del bando, infatti, limitava le adesioni ai giovani residenti a Napoli. Il nuovo provvedimento, invece, apre le porte a tutti i cittadini italiani fra i 18 e i 27 anni. ln linea teorica potranno partecipare anche i ragazzi di Roma o Milano, Le preselezioni verranno gestite dal Comune napoletano.
Ma ha ancora un senso dedicare un bando straordinario a un' emergenza ormai lontana? Per l'assessore alle Politiche sociali, Giulio Riccio non c'è dubbio alcuno: «Qui da noi ci sono 700mila disoccupati, l'emergenza non è mai finita». Il servizio civile corne politica per l' occupazione quindi? «No, ma questo bando è un contributo da sfruttare per la ricostruzione del tessuto sociale».

6.7.07

Regioni. La legge di famiglia

Nell'ultimo periodo la famiglia si è affacciata nel dibattito politico: il Family day, i titoli sui giornali, la Conferenza nazionale a Firenze. Ci si è rivolti al governo, soprattutto, chiedendo nuove e più incisive scelte. Nel confronto però è rimasto un po' in ombra il ruolo delle Regioni, molte delle quali una legge sulla famiglia l'hanno già.
La domanda allora diviene: le Regioni come hanno legiferato?
Hanno essenzialmente seguito due modelli, quello che possiamo definire socialdemocratico e l'altro liberal-sussidiario. Il primo lo si riconosce facilmente: si parla non di famiglia ma di benessere degli individui, si centrano i servizi sovente sulla relazione madre-figli, si prevede un ruolo "centralistico" per gli enti locali chiamati a individuare le esigenze e a fornire le risposte. Il secondo modello, invece, è centrato esplicitamente sulla farniglia e, coniuga la libertà di scelta, con il principio di sussidiarietà, riconoscendo anche ampio spazio al privato sociale, all'associazionismo familiare e ai servizi che propone.
Al di là delle differenti "filosofie" ci sono poi ovviamente tratti comuni: ad esempio molte Regioni prevedono un aiuto per l'acquisto della prima casa, a beneficio delle giovani coppie.
Va da sé che per far funzionare le leggi sono necessarie risorse, vero punto dolente di cui ci si comincia finalmente a rendere conto.
È purvero che i bisogni crescono di continua e che quindi risorse anche significative possano risultare inadeguate. Non tutto pero è riconducibile al terreno economico: una delle due criticità che registriamo in Lombardia, che pure ha una legge ottima, riguarda la procedura di valutaziane dei progetti dell' associazionisrno familiareo. L'altra ha a che fare con la Consulta regionale della famiglia: uno strumento ancora da valorizzare a pieno.

4.7.07

Un viaggio per le adozioni a distanza

Quante persone che hanno sottoscritto un'adozione a distanza sognano di andare a conoscere personalmente il bimbo che aiutano? Grazie a Sos Italia Villaggi dei bambini questo sogno potrà diventare realtà. L'associazione infatti lancia una campagna di adozione a distanza sul web per i bambini ospiti dei Villaggi che "premierà" chi aderisce con un viaggio per conoscere il bambino adottato. La partecipazione di Windows Live Messenger e Unicredit Private Banking ha permesso di promuovere la campagna anche presso i dipendenti di queste due società.
www.sositalia.it

Il 5 per mille delle onlus

Le onlus si, le parrocchie no, le associazioni sportive ni. Ecco chi è sicuro (e chi no) di ricevere le quote del 5 per mille 2006 dopo l'emanazione, il 22 maggio, della circolare 30 dell'Agenzia delle Entrate che contiene chiarimenti sulla legge che ha istituito il 5 per mille. Le Entrate precisano chi ha diritto al contributo, e lo fanno specificando che è sicuro di riceverlo chi ha la qualifica di onlus, e chi può dirsi «associazione riconosciuta», perché iscritta in un elenco ufficiale (regionale, provinciale, nazionale) o perché dotata di personalità giuridica. Tutto ok quindi per volontariato e cooperative sociali, onlus di diritto (ma devono figurare nei rispettivi elenchi), un po' meno bene per le Aps, che devono avere la "fortuna" di risiedere in una regione o provincia che abbia attivato i registri. «Se fossi un'associazione esclusa, me la prenderei non con il Fisco, ma con i politici che dopo sette anni non hanno ancora applicato la legge 383», dice Carlo Mazzini, esperto di fisco e non profit.
Peggio va alle parrocchie, che secondo le Entrate possono essere considerate onlus solo «parzialmente», per alcune iniziative solidaristiche; per avere diritto al contributo, inoltre, devono tenere scritture contabili separate a seconda delle attività. Anche le associazioni sportive dilettantistiche non hanno diritto al 5 per mille se non dotate di personalità giuridica, che in molte regioni «significa contare su fondi ingenti, anche 50mila euro», spiega Mazzini.
Il verdetto per tutte le organizzazioni arriverà il 16 luglio, quando l'Agenzia delle Entrate concluderà il lavoro di verifica. Dopo quella data, gli esclusi avranno 10 giorni di tempo per inoltrare le loro osservazioni.