29.8.07

Ospedali psichiatrici giudiziari

Gli ospiti degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari, si chiamano internati e non detenuti. La differenza non è formale. Gli internati infatti, a differenza dei normali detenuti, sanno quando entrano, ma non quando escono. Questo perché la valutazione della durata della loro permanenza non dipende dal tipo di reato commesso, ma, al contrario, dalla pericolosità della persona.
Gli Opg sono luoghi gestiti dall' amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia, non da quello della Sanità e presentano un'organizzazione che appare pesantemente condizionata dalle caratteristiche del luogo di pena e non di quello di cura. Spesso i casi degli internati salgono alla ribalta della cronaca. Ferdinando Carretta, per esempio, che nell'agosto dell'89 sterminò padre, madre e fratello. Molti altri rimangono nell'ombra.

6.8.07

Penitenziario minorile

Un limbo. È quello che ci si trova davanti quando si entra a Casal del Marmo a Roma, uno dei 18 istituti penitenziari per minori sparsi per l'Itaiia, non- luoghi in cui un ragazzo che si macchia di qualche pena si ritrova parcheggiato per mesi o anni.
Per i monori non accompagnati, molti dei quali stranieri e non in regola, la situazione è disastrosa. La mancanza di farniliari preclude l'accesso a ogni tentativo di reinserimento sociale. Per gli irregolari, poi, la legge in vigore non permette eccezioni: qualunque sia il percorso di recupero, tutto si annulla al compimento dei 18 anni.
Il numero dei detenuti minori stranieri, che in media è del 50% rispetto al totale, aumenta man mano che si risale lo Stival. Per loro l'uscita dai carcere dovrebbe coincidere con l'ingresso in comunità. La maggior parte perà scappa: preferiscono tornare in strada che seguire le rigide regole dei centri d'accoglienza. Il problema, è la mancanza di basi su cui costruire il futuro.
L'età media si aggira sui 16 anni, e le ragazze sono l'8%. Fra le attività interne agli istituti quelle più gettonate sono la scolarizzazione, la formazione professionale e l'animazione culturale.

1.8.07

Trento spicca per gli aiuti umanitari in Africa

A fare la parte del leone in Africa dell'Est è la Provincia autonoma di Trento. È l'ente locale che investe di più in cooperazione internazionale nell'area che comprende Kenya, Somalia e Sudan. A rivelarlo è l'Atlas della cooperazione decentrata realizzato dall'Ufficio cooperazione dell'ambasciata italiana di Nairobi, che ha mappato con una ricerca sul campo i progetti finanziati da regioni, province e comuni italiani nei tre Paesi africani negli ultimi tre anni.
Dal rapporto emerge che dal 2004 al 2006 la cooperazione decentrata degli enti locali italiani ha investito sei milioni di euro in 75 progetti sparsi tra Sud Sudan, Somalia e Kenya. Le regione più generosa risulta essere la Lombardia, a seguire Lazio e Veneto. Ma la Provincia autonoma di Trento supera anche le regioni, e di gran lunga, con 3 milioni di dollari spesi in tre anni, quasi un terzo del contributo totale degli enti locali italiani nell'area considerata.
«C'è un' attenzione crescente da parte delle unità tecniche delle ambasciate nei confronti della cooperazione decentrata» spiega Pasqualino Procacci, direttore dell'ufficio cooperazione dell'ambasciata italiana di Nairobi. «Abbiamo cominciato tre anni fa a monitorare in modo sistematico i progetti degli enti locali italiani nella nostra area di competenza. Gli interventi interessano principalmente i settori sanitario, sociale, economico, ambientale e degli aiuti umanitari.
Dopo l'esperienza dell'Atlas, l'Utl di Nairobi intende continuare sulla strada del networking. Lo scorso gennaio il governo italiano ha cancellato il debito estero del Kenya, che ammontava a 44 milioni di dollari. L'iniziativa prevede che i fondi liberati dalla cancellazione siano investiti in progetti di sviluppo con la partecipazione della società civile locale.

L'aiuto per gli anziani

Gli anziani in Italia si avvalgono sempre più spesso dei servizi di telefonia sociale per ricevere aiuto. Lo ha rivelato una ricerca Doxa per Auser Lombardia, che ha analizzato le chiamate al numero verde del Filo dì'Argento: più di 8 chiamate su 10 riguardavano richieste d'aiuto (il resto chiedeva informazioni). Tra i servizi più richiesti, accompagnamento e trasporto (86%), compagnia (9%) e assistenza generica (13%) come consegna a domicilio di farmaci o spesa, e aiuto per pratiche amministrative.