17.9.07

Il mediatore minorile

Ha poco meno di vent'anni,e se ne sente un gran bisogno. È il mediatore penale minorile, figura chiave del sistema penale che ha il difficile
compito di facilitare la comunicazione tra vittime e autori del reato, fino ad arrivare a una composizione del conflitto.
Antonio Pulvirenti,direttore del master in Diritto di famiglia e giustizia penale minorile,
all'università Lumsa-sede di Palermo
ci illustra questa professione. «La mediazione è un percorso relazionale tra due o più persone per la risoluzione di conflitti. Il mediatore penale interviene durante le indagini preliminari, durante il processo, al momento della "messa alla prova", nell'applicazione di misure sostitutive della pena detentiva. Il mediatore si trova davanti questo scenario: è stato compiuto un reato e la mediazione avviene tra vittima e artefice. Il mediatore ha un ruolo neutrale, corne facilitatore della comunicazione».
L'esito dell'incontro può essere negativo o positivo nel senso di una ricomposizione del conflitto e di un accordo di riparazione con il risarcimento a favore della vittima o svolgendo lavori di utilità sociale. L'esito viene comunicato al giudice senza però riferire le motivazioni specifiche data la riservatezza dell'incontro.
La figura è stata introdotta con il Codice di procedura penale per i minorenni del 1988, che non ha ancora trovato piena attuazione. Le esperienze attive sono a Torino, città che è stata apripista, poi Milano, Roma, Bari, Palermo.
Qualche consiglio per chi volesse svolgere questo lavoro? «Al momento non esistono corsi di laurea, ma master a cui ci si iscrive se si proviene da una formazione giuridica o psico-pedagogica», risponde Pulvirenti. È importante informarsi presso i tribunali per i minorenni per sapere dell'avvio dei corsi.

Ausilioteca online per disabili

Un servizio telematico di ricerca-il primo centro in Regione per guidare e orientare le persone disabili tra le tecnologie informatiche d'ausilio per l'autonomia e l'inclusione sociale: è questa l'ausilioteca informatica realizzata dalla cooperativa sociale Indipendent L. con il finanziamento del Fondo sociale europeo della Provincia. È stata presentata a Bolzano dal presidente Luis Durnwalder. Una banca dati online con tutte le informazioni per l'inserimento sociale delle persone con disabilità che ha creato sul web un servizio telematico di ricerca per guidare e orientare le persone disabili tra le tecnologle informatiche d'ausilio per l'autonomia e l'inclusione sociale.
www.ausilioteca.info

7.9.07

Ippoterapia con l'asino

L'attività assistita con l'asino è una pratica equestre che utilizza l'asino come strumento terapeutico e si concretizza in un complesso di tecniche di educazione e rieducazione misurata a superare un danno sensoriale, motorio,cognitivo, affettivo o comportamentate. Per questo il Centro servizi volontariato Toscana, la rete fiorentina per l'economia solidale e l'associazione culturale Sinergie promuovono un corso per formare operatori in attività assistita con l'asino. L'iniziativa si rivolge ad educatori, operatori sociali, volontari, medici, psicologi, insegnanti, fisioterapisti. Il corso dura 54 ore, gli incontri si svolgono a Calenzano.
Info: www.arciasino.org

A Milano il centro interculturale

La Casa di tutti i colori è un centro di mediazione educativa interculturale, punto di incontro e formazione per persone provenienti da Paesi e culture differenti. La struttura, operativa dal 2000,fa parte della cooperativa Farsi Prossimo. Obiettivo: garantire e promuovere le pari opportunità nella formazione e nell'accesso ai servizi della città di Milano. Riconosciuta dalla Provincia di Milano e accreditata come ente di formazione dalla Regione Lombardia, è uno spazio di ricerca e progettazione sui temi dell'infanzia e delle relazioni educative in ambito multiculturale, aperto al confronto con realtà istituzionali e associative.
Il centro è provvisto di uno spazio nido, che ospita bambini italiani e stranieri tra i 12 e 36 mesi. La Casa offre degli spazi d'incontro, dove famiglie italiane e straniere con bimbi da uno a tre anni hanno la possibilità dl condividere alcune attività, tra cui corsi di yoga, laboratori di gioco e massaggio per neonati che coinvolgono contemporanearnente genitori e figli, curandone non solo la sfera multiculturale, ma anche la dimensione emotiva e relazionale. Gli adulti, in particolar modo le mamme, possono confrontarsi su tematiche legate alla propria esperienza educativa, con attività guidate da educatrici e mediatrici linguistico-cultura1i.
La Casa di tutti i colori si avvale di un' équipe multidisciplinare stabile, nonché della collaborazione di una rete di mediatori culturali, animatori e insegnanti, nonché di educatori ed esperti specifici per i laboratori.