31.10.07

Nuovi standard socio-sanitari in Veneto

La giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali, Stefano Valdegamberi, un provvedimento che stabilisce gli standard sui quali si devono basare le strutture socio sanitarie del Veneto pe avere l'autorizzazione all'esercizio e l'accreditamento, risultando quindi idonee a erogare prestazioni socio-sanitarie e sociali per conto della Regione. I nuovi standard interessano oltre 3mila strutture sul territorio regionale: dai centri servizio per gli anziani non autosufficienti agli asili nido, dalle comunità terapeutiche ai centri famiglia.

26.10.07

Adozioni: ancora bloccato Minsk

O tutti o nessuno: si allontana sempre più la soluzione della vicenda dei soggiorni terapeutici dei minori bielorussi in Italia. Dopo aver sollecitato ancora una volta la risposta delle autorità bielorusse circa le garanzie offerte dall'Italia per il rientro dei minori , il ministro Ferrero si è riservato, in mancanza di segnali da Minsk, di non concedere il nulla osta all'ingresso a nessun minore, né proveniente da famiglie né da istituti. «Aspettiamo gli sviluppi di questa situazione completamente lacerati», commenta Antonio Bianchi, presidente del Coordinamento degli enti di soggiorno terapeutico.
La vicenda di tutti i minori negli internat bielorussi sta "montando" anche in sede europea: il vicepresidente del parlamento Ue, Mario Mauro, ha chiesto agli europarlamentari di fare propria una recente decisione della Commissione, che ha indicato la necessità di far chiarezza sulla situazione dei bambini negli orfanotrofi bielorussi.

22.10.07

Fondo per non autosufficienti

La Giunta regionale ha approvato il regolamento dell'articolo 41 della legge regionale 6 del 2006 sui diritti di cittadinanza che istituisce il fondo per i non autosufficienti. Il testo sarà inviato alla Terza commissione del Consiglio e alla Conferenza permanente dei sindaci. Le norme previste da tre leggi precedenti (tra cui quella sulle badanti) vengono così sostituite da uno strumento unico, che prevede sia servizi sia interventi monetari.
http://www.regione.fvg.it/

19.10.07

Assistenza: bocciati gli enti locali

Comuni latitanti sulla copertura del fabbisogno dei non autossufficienti in Italia, che grava per quasi il 40% sull'lnps. All'lstituto nazionale di previdenza si deve infatti la maggior parte delle risorse complessive stanziate, Comuni e non profit danno un contributo scarso e nel complesso il sistema di welfare locale risulta più ancorato ai trasferimenti monetari che non ai servizi reali.
È questa la fotografia disegnata dal rapporto, ora raccolto in un volume omonimo, dal titolo La governance locale nei servizi sociali. Risorse, attori, strumenti, promosso da Spi-Cgil Lombardia e realizzato da Roberta Montanelli ed Alex Turrini, entrambi ricercatori al centro Cergas Bocconi.
«Il peso dell'lnps è un dato fortemente critico», spiega Roberta Montanelli, «perché è un ente che eroga soldi, non servizi. A livello locale non è presente come attore della programmazione degli interventi». Nei tre distretti presi in esame dallo studio (Monza, Mantova e Valtrompia), l'Inps copre dal 69 all'80% del fabbisogno sociale complessivo, mentre nel settore della non autosufficienza dal 37 al 44%.
Sul versante privato il non profit ha contribuito con appena il 3,2% delle risorse private, mentre le famiglie sono arrivate al 38,2%. «Si potrebbero ricavare da questo studio delle policy d'intervento che tengano conto degli attori erogatori di risorse», conclude la Montanelli, «ma bisogna avere ben chiaro, visto che ora si dibatte su un nuovo fondo per non autosufficienti, se alle famiglie vogliamo continuare a trasferire soldi o servizi».

17.10.07

Sostegno agli immigrati

Approvato in commissione il disegno di legge sull'accoglienza e l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini immigrati. Tra le novità del testo, la previsione di un piano triennale per l'immigrazione. La nuova normativa, una volta approvata definitivamente, prevederà azioni in grado di offrire accoglienza, mediante soluzioni abitative adeguate, garantire pari oppurtunità di accesso ai servizi fondamentali come la scuola e la sanità, favorire la coesione sociale anche attraverso percorsi di formazione alla cittadinanza.

15.10.07

Associazione Arché per i bambini sieropositivi

Da circa 18 anni Arché opera a favore dei minori in ltalia e da 11 anche a livello internazionale. Negli ultimi anni il numero dei volontari è in lento, ma continuo aumento.
Il progetto si riassume nelle parole accoglienza, assistenza, sostegno, e prevenzione. L'accoglienza è quella che viene fatta a favore di oltre trenta persone, mamme con i loro piccoli; l'assistenza la ricevono in Italia oltre 300 bambini Hiv positivi, con disagio psichico o sociale; il sostegno è rivolto ai minori che in Kenya, Zambia e Costarica sono coinvolti nei prograrnmi di cooperazione internazionale; infine, la prevenzione vede oltre 1.600 studenti interessati al progetto a Milano e Roma. Dalla prima sede milanese, Arché è arrivata prima a Roma, nel 1993, poi a Firenze.
In Kenya e in Mozambico Arché ha attivi due progetti, rispettivamente con i Gesuiti polacchi della diocesi di Monze nel campo dell'istruzione e con i Camilliani per la prevenzione dell' Aids nelle scuole a Kisii.
«Noi lavoriamo soprattutto sul territorio italiano, e anche le strutture sono in Italia. E non va inoltre dimenticato che i nostri dipendenti e i collaboratori sono qui», sottolinea Mirella Savegnago. «Siamo sempre alla ricerca di persone nuove che possano condividere con noi un percorso.Ed è significativo che molti arrivino a noi dal passaparola fra amici». E la formazione continua è uno degli investimenti.

8.10.07

Contributi ai lavoratori disabili

Per agevolare gli spostamenti casa-lavoro dei lavoratori disabili occupati nelle aziende della provincia di Bologna, c'è tempo fino al 31 ottobre per partecipare al bando per la concessione di contributi. L'assessorato provinciale al Lavoro ha stanziato 105mila euro per un totale di 75 interventi, ciascuno dei quali potrà ottenere al massimo 2mila euro. Per accedere alle agevolazioni gli interessati devono presentare la richiesta all'Ufficio inserimento lavoratori disabili e utenze svantaggiato del Servizio politiche attive del lavoro della Provincia o ai Centri per l'impiego.

Volontariato al posto del carcere

In Italia è in vigore una norma che offre come alternativa al carcere lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità, ma quasi nessuno la conosce. Si tratta dell'art. 73 comma 5 bis del Testo unico sugli stupefacenti, modificato dalla legge n. 49 del 21 febbraio 2006 che prevede che nei reati di spaccio di lieve entità, per i quali è prevista la pena della reclusione da 1 a 6 anni e dove non sia possibile concedere la sospensione condizionale, il giudice di primo grado, sentito il parere del pm, puo applicare, anziché pene detentive e pecuniarie, il lavoro di pubblica utilità. Un decreto del ministero di Giustizia del 2001 chiariva che per lavoro di pubblica utilità si intende attività non retribuita a favore della collettività da svolgersi presso lo Stato,
enti locali, organizzazioni di volontariato che allo scopo devono stipulare un accordo con il tribunale di riferimento. Al Tribunale di Milano per ora è depositata una sola intesa, quella con i City Angels. Non è detto che in futuro sia così. Questa opportunità, è aperta a tutte le associazioni impegnate con i detenuti con programmi di recupero. L'obiettivo è di arrivare ad averne alcune, una sorta di albo i cui iscritti sono stati selezionati, a cui di volta in volta attingere a seconda delle esigenze del programma di reinserimento.

1.10.07

Veneto: voglia di adozioni

Un sito internet e due numeri telefonici: l'800.413060 per chi si affaccia al percorso adottivo e il 320.6132444 (attivo 24 h su 24) per chi è già all'estero per l'abbinamento. Il progetto VenetoAdozioni-Nemmeno le balene crea un sistema a sostegno delle coppie residenti in Regione (la seconda per adozioni) nel percorso adottivo, soprattutto durante il tempo dell'attesa. Per il progetto è stato stanziato un milione di euro.
http://www.venetoadozioni.it/

Vaccino contro il pneumococco

Finora le malattie che affliggono i Paesi poveri non avevano suscitato molti interessi nelle multinazionali farmaceutiche. Perché finanziare, del resto, la ricerca e la produzione di medicinali per milioni di persone che non li possono comprare? C'è voluto lo studio di un centro di ricerca non profit di Washington, il Cgd-Centre for Global Development, per trovare un modo di creare un mercato profittevole anche nel Sud del pianeta. Come? Attraverso un fondo di 1,5 miliardi di dollari messo a disposizione da alcuni Paesi occidentali per formulare un nuovo vaccino a basso costo contro le infezioni causate dallo pneumococco (polmonite e una forma di meningite), che uccidono 1,6 milioni di persone l'anno, un milione di bambini in tutto. L'iniziativa del fondo di 1,5 miliardi di dollari è stata annunciata a Roma dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa e vede l'Italia in testa con lo stanziamento di 635 milioni di dollari. Seguono Gran Bretagna (485 milioni), Canada (200 milioni), Russia (80 milioni), Norvegia (50 milioni) e la Fondazione Bill & Melinda Gates (50 milioni). Grandi assenti gli Usa. Il meccanismo del progetto pilota è semplice; ma secondo le stime permetterà di prevenire circa 5,4 milioni di morti entro il 2030. Attraverso un contratto, l'Amc -Advanced Market Commitment, i donatori si impegnano ad acquistare dalle farmaceutiche i nuovi vaccini da destinare ai Paesi che ne hanno bisogno e ne fanno richiesta. Il fondo ha ricadute positive: stimola la competizione fra le aziende e le incentiva a produrre i migliori vaccini possibili (cioè i più adatti alle esigenze dei Paesi poveri), nel minor tempo possibile e a prezzi accessibili.