4.2.08

Le mule: corrieri umani

Le mule viaggiano in prima classe. E, spesso, finiscono in ospedale. Le mule sono i corrieri della droga. Pacchi umani, provenienti dal Sud America (da qui il soprannome mulas) ma anche dalla Nigeria, che per un pugno di dollari, un viaggio non ne vale più di mille, attraversano l'oceano con in pancia chili di cocaina in centinaia di ovuli. Non sempre però fila tutto liscio. Un atteggiamento sospetto, un leggero tremolio possono infatti significare l'arresto. Ma anche la salvezza. «Nessuno viene da noi spontaneamente per non essere denunciato», spiega Remo De Bartolomeo, il chirurgo romano dell'ospedale Grassi di Ostia. La rottura interna di un ovulo porta all'overdose. L'obiettivo del protocollo d'intervento elaborato da De Bartolomeo è l'espulsione naturale della droga: «Il corriere viene tenuto a letto senza nessuno stimolo farmacologico che potrebbe essere dannoso. I ricoverati vengono quindi prima di tutto sottoposti a radiografie per accertare e conoscere la vera entità degli ovuli, la quantità e la tipologia di droga». Dopo aver accertato che il paziente non è un consumatore, «caso raro, normalmente si tratta di povera gente o di persone ricattate nel loro Paese d' origine anche con minacce nei confronti dei familiari», si procede all' analisi delle urine. Fondamentale per verificare il grado di rischio.