17.3.08

Fattorie sociali

Le esperienze di agricoltura sociale in Italia sono più di 2mila. Si tratta di imprenditori che alla loro attività di produzione agricola hanno affiancato uno o più progetti di natura sociale, con scopi di reinserimento. Oltre alle iniziative di carattere educativo e formativo, in fattoria si sono infatti moltiplicati i percorsi di inserimento lavorativo rivolti a persone svantaggiate, come disabili fisici e mentali, o tossicodipendenti. È un settore in crescita, che ha preso il via con la riforma della politica agricola comunitaria che ha dato la possibilità agli agricoltori di diversificare le attività. Questa occasione normativa si è incontrata con la nuova generazione degli imprenditori agricoli, i trenta-quarantenni che hanno scelto di continuare l'azienda agricola di famiglia avendo consapevolezza del ruolo che potevano svolgere nel tessuto sociale al servizio dei più svantaggiati. Va detto, tuttavia, che i prodotti delle fattorie sociali sono apprezzati, oltre per la qualità, anche per la storia che sta dietro, e quindi ci sono anche ricadute economiche non indifferenti.
Come si fa ad aprire una fattoria sociale? Ovviamente si deve gestire un' azienda agricola. Limprenditore deve stilare un progetto e poi presentarlo alle strutture locali, Comune e Asl. Chi non è imprenditore agricolo può lavorare in una fattoria sociale come educatore, animatore, esperto di pet therapy. Questi operatori sono impiegati in cooperative sociali o associazioni, e i contratti generalmente sono legati a uno specifico progetto educativo. Gli interessati possono rivolgersi ai Centri servizio volontariato per contattare le onlus che si occupano di questi settori.

http://www.fattoriesociali.com/