Discriminazione disabili
Il metodo dell'inchiesta televisiva con telecarnera nascosta continua a mietere successi e a dare risalto a fenomeni che fino a poco tempo fa venivano solo raccontati su carta. Ma la potenza delle immagini e delle voci dà spesso la sensazione di una verità "più vera", come nel caso del tour attraverso le agenzie immobiliari romane fatto da un ragazzo "normale" e da uno disabile, anche se "camminante" in modo autonomo. Sette agenzie su dieci ci hanno liquidato sbrigativamente Mimmo, che cercava una casa in affitto. Diverso il trattamento riservato a Francesco, non disabile, a parità di richiesta, e a pochi minuti di distanza. L'idea è di Retesole, una eminente romana. Tutti ora si stupiscono e si indignano. Ancora oggi il mondo degli affari, ma anche quello dei servizi aperti al pubblico, è del tutto impreparato ad accogliere una utenza disabile, che si muove in modo autonomo, e non delega sempre la famiglia, o gli amici, o gli assistenti sociali. Se oggi la questione appare in tutta la sua crudezza è perché finalmente uno studente disabile all'università decide di fare da sé, e si scontra con una serie di pregiudizi e di impreparazione. L'idea è che i disabili siano rompiscatole e, nel caso delle case in affitto, siano assai difficili da sfrattare. Sono casi evidenti di discriminazione, a proposito della convenzione dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità, che lo scioglimento anticipato delle Camere ha impedito di ratificare subito.

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