Potrebbe essere l'uovo di Colombo per tanti ragazzi in istituto: è l'adozione mite, che permette di affidare permanentemente un minore a una famiglia senza privare della patria potestà i genitori naturali.
Poco utilizzata in Italia, l'adozione mite è diventata realtà a Putignano (Bari). Qui il Comune, l'Asl, i servizi sociali e il tribunale di Bari hanno firmato un protocollo d'intesa per sostenere il percorso dell' adozione mite. "Ideato" da Francesco Occhiogrosso, il presidente del tribunale dei minori barese, questo strumento giurisdizionale permette, in buona sostanza, di affidare permanentemente un minore ad una famiglia, anche senza privare della patria potestà i genitori naturali che quindi mantengono il diritto di vedere i propri figli.
Occhiogrosso lo utilizza dal 2003 ma, nonostante sia perfettamente legale, è pressoché inutilizzato. Dalla sua ci sono i numeri: secondo l'Istituto degli Innocenti, il 58% degli affidi che dovrebbero essere temporanei risultato adozioni "di fatto" perché i bambini non rientrano mai nella famiglia di origine. «I tribunali di Cagliari, Taranto e credo anche altri usano strumenti simili, senza definirli "adozioni miti". Ufficialmente siamo soli e abbandonati», ironizza Occhiogrosso. Un impegno a tutto tondo che, secondo il presidente del tribunale dei minori di Bari, denota un cambio di mentalità.
Un modello esportabile anche al di fuori del territorio barese? ln teoria si, sostiene il giudice. A patto che questo cambio di mentalità si trasformi in una nuova cultura dell'affido: «I servizi non si devono più sentire ladri di bambini se tolgono da un istituto un ragazzo che ha ancora i genitori e lo affidano a un'altra famiglia».