31.3.08

Aiuti online

È nata Prevention Web, la prima community online che dà consigli su come affrontare le emergenze umanitarie. L'idea arriva dalle Nazioni Unite ma partecipano istituzioni, governi, università, ong, organismi del mondo finanziario e istituti di ricerca. L'opinione di tutti è ben accetta. E il metodo privilegiato la paternship.

www.preventionweb.net

26.3.08

Un film sul volontariato

Il miglior modo per arruolare nuovi volontari? Pare raccontare a chi lo fa la sua esperienza. L'idea è venuta al Cesvov, il Centro servizi per il volontariato varesino, che per il secondo anno ha lanciato il bando giovani nel volontariato. Dopo l'ottimo esordio, i promotori hanno pensato a un filmato per raccontare chi sono e che cosa fanno i giovanissimi volontari vincitori della prima edizione e lanciare così il bando dell'edizione 2008 che si chiuderà il 31 marzo.
Il filmato, intitolato semplicemente Qualche ora, si è rivelato una sorpresa: divertente e pieno di vitalità. Tre episodi raccontati con stili diversi che si adattano alle storie di Matilde Dello Iacono di Barasso, Veronica Tamborini di Laveno Mombello e dei ragazzi del Centro di aggregazione giovanile della Fondazione Carlo Rainoldi di Varese. Racconta Massimo Lazzaroni, uno dei quattro registi: «Abbiamo scelto un linguaggio cinematografico semplice. Per questo abbiamo curato molto la preparazione con incontri senza telecamere, seguendo i ragazzi nelle loro attività. Così, quando ci siamo presentati a girare, la nostra presenza non è più sembrata così strana». lnsieme al dvd sarà distribuito in tutte le scuole e associazioni un libretto che racconta tutte le storie di tutti i 72 partecipanti del 2007 .

http://www.cesvov.it/

Immigrati: scappare dalla schiavitù

Perseguitati nel loro paese d'origine per le loro opinioni politiche, per la loro religione, perché di un'etnia non gradita oppure perché sfuggiti alla violenza della guerra, profughi e rifugiati politici rischiano con il rimpatrio la prigione, la tortura, la povertà e la morte.
Quando giungono in Italia scoprono che l'incubo non è finito ma che la loro vita è sospesa tra la speranza di non essere rimpatriati e l'attesa di un diritto umano fondamentale: il diritto d'asilo.
È proprio per questo che l'interscambio culturale, l'accoglienza e l'integrazione non devono essere solo parole bensi pratica quotidiana, una responsabilità che i politici devono trasformare in comportamenti fattivi e concreti per la costruzione di una società autenticamente multietnica.
La storia di Peter (il nome è inventato), nigeriano di 32 anni, è la sconvolgente testimonianza di come la schiavitù in Africa sia ancora una realtà. Peter mi raccontà che, secondo i dati forniti da Timidria, un gruppo che da anni lotta per la liberazione degli schiavi, in Niger sono attualmente 43.000 le persone, uomini e donne, ridotte in schiavitù. Ma molte altre ancora si trovano nel Mali e in Mauritania. Peter è nato in una famiglia in cui tutto il parentado vive tuttora in condizioni di schiavitù, costretto a lavorare dall'alba al tramonto nelle fattorie o a servizio nelle case dei ricchi senza ricevere alcun compenso in denaro. Un giorno, con l'aiuto di alcuni membri di Timidria, Peter è riuscito a fuggire e a raggiungere l'Italia. Spesso diceva: "adesso che sono libero posso vivere come piace a me, trovare un lavoro ed essere pagato".
La prima volta che l'ho visto mi ha chiesto da quale paese venissi e alla mia risposta mi disse che in camera con lui c'era un mio connazionale. Il giorno dopo incontrai entrambi e mi spiegarono che, nonostante avessero ottenuto l'asilo politico e il permesso di soggiorno, non riuscivano a trovare lavoro. Li indirizzai a varie agenzie di lavoro in città e poi, con l'aiuto di un amico, riuscii a trovare loro un' occupazione temporanea. Iniziò così un rapporto di fiducia. Nel tempo cercai di far capire a Peter che se voleva rimanere in Italia doveva frequentare un corso di formazione e imparare l'italiano. Era molto restio ma, alla fine, accettò di seguire un corso per diventare magazziniere e, chissà, con il tempo si deciderà anche ad imparare la lingua, fattore fondamentale per qualsiasi straniero che voglia veramente integrarsi nel paese dove ha trovato ospitalità.

17.3.08

Il web per i piccoli


Presentato recentemente dal ministro della Cultura tedesco, Bernd Neumann, Fragfinn ,"chiedi a Finn", è una rete nella rete. Un punto di ingresso per minori dagli 8 ai 14 anni, realizzato in collaborazione con Aol, Google e Microsoft. Costato 1,5 milioni di euro, il sito guida i giovani navigatori nel web, evitando loro di fare spiacevoli incontri: siti pornografici, immagini violente, propagande estremiste...Obiettivo meritevole, peccato che di servizi simili ce ne siano già e che spesso non abbiano funzionato. Al contrario sono stati presi di mira da malintenzionati proprio per il fatto che lì si concentrano giovanissimi cyberutenti.

http://www.fragfinn.de/

Fattorie sociali

Le esperienze di agricoltura sociale in Italia sono più di 2mila. Si tratta di imprenditori che alla loro attività di produzione agricola hanno affiancato uno o più progetti di natura sociale, con scopi di reinserimento. Oltre alle iniziative di carattere educativo e formativo, in fattoria si sono infatti moltiplicati i percorsi di inserimento lavorativo rivolti a persone svantaggiate, come disabili fisici e mentali, o tossicodipendenti. È un settore in crescita, che ha preso il via con la riforma della politica agricola comunitaria che ha dato la possibilità agli agricoltori di diversificare le attività. Questa occasione normativa si è incontrata con la nuova generazione degli imprenditori agricoli, i trenta-quarantenni che hanno scelto di continuare l'azienda agricola di famiglia avendo consapevolezza del ruolo che potevano svolgere nel tessuto sociale al servizio dei più svantaggiati. Va detto, tuttavia, che i prodotti delle fattorie sociali sono apprezzati, oltre per la qualità, anche per la storia che sta dietro, e quindi ci sono anche ricadute economiche non indifferenti.
Come si fa ad aprire una fattoria sociale? Ovviamente si deve gestire un' azienda agricola. Limprenditore deve stilare un progetto e poi presentarlo alle strutture locali, Comune e Asl. Chi non è imprenditore agricolo può lavorare in una fattoria sociale come educatore, animatore, esperto di pet therapy. Questi operatori sono impiegati in cooperative sociali o associazioni, e i contratti generalmente sono legati a uno specifico progetto educativo. Gli interessati possono rivolgersi ai Centri servizio volontariato per contattare le onlus che si occupano di questi settori.

http://www.fattoriesociali.com/

10.3.08

Assegni per non autosufficienti

Quasi 8 milioni di euro in più per i non autosufficienti. È quanto ha stanziato la Regione Veneto per gli assegni di cura, il cui scopo è mantenere a domicilio le persone non autosufficienti. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alle Politiche sociali Stefano Valdegamberi, ha destinato alle Ullss venete ulteriori 7,7 milioni per potenziare tali interventi, cifra che va ad aggiungersi al fondo regionale complessivo di 62 milioni 400 mila euro destinato ai piani locali della domiciliarità.

Contributo adozioni

Il decreto del ministro Bindi per l'erogazione del rimborso delle spese relative alle adozioni internazionali è pronto, ed è al Vaglio della Corte dei conti. Gli uffici della Commissione adozioni internazionali invece hanno elaborato le procedure per richiedere il contributo.
Le coppie dovranno rivolgersi direttamente alla Cai, senza più passare attraverso l'ente autorizzato. ln più la Cai scriverà a tutte le coppie aventi diritto per informarle.
Confermata la notizia che ai 1.200 euro di rimborso spese hanno diritto non solo le coppie che nel 2007 hanno concluso un' adozione, ma quelle che al 31 dicembre avevano una pratica adottiva aperta. Tutte le coppie, poi, avranno diritto alla deducibilità del 50% delle spese, come consueto, almeno dei 1.200 euro rimborsati.

3.3.08

L'adozione mite

Potrebbe essere l'uovo di Colombo per tanti ragazzi in istituto: è l'adozione mite, che permette di affidare permanentemente un minore a una famiglia senza privare della patria potestà i genitori naturali.
Poco utilizzata in Italia, l'adozione mite è diventata realtà a Putignano (Bari). Qui il Comune, l'Asl, i servizi sociali e il tribunale di Bari hanno firmato un protocollo d'intesa per sostenere il percorso dell' adozione mite. "Ideato" da Francesco Occhiogrosso, il presidente del tribunale dei minori barese, questo strumento giurisdizionale permette, in buona sostanza, di affidare permanentemente un minore ad una famiglia, anche senza privare della patria potestà i genitori naturali che quindi mantengono il diritto di vedere i propri figli.
Occhiogrosso lo utilizza dal 2003 ma, nonostante sia perfettamente legale, è pressoché inutilizzato. Dalla sua ci sono i numeri: secondo l'Istituto degli Innocenti, il 58% degli affidi che dovrebbero essere temporanei risultato adozioni "di fatto" perché i bambini non rientrano mai nella famiglia di origine. «I tribunali di Cagliari, Taranto e credo anche altri usano strumenti simili, senza definirli "adozioni miti". Ufficialmente siamo soli e abbandonati», ironizza Occhiogrosso. Un impegno a tutto tondo che, secondo il presidente del tribunale dei minori di Bari, denota un cambio di mentalità.
Un modello esportabile anche al di fuori del territorio barese? ln teoria si, sostiene il giudice. A patto che questo cambio di mentalità si trasformi in una nuova cultura dell'affido: «I servizi non si devono più sentire ladri di bambini se tolgono da un istituto un ragazzo che ha ancora i genitori e lo affidano a un'altra famiglia».

Contro la violenza sulle donne

Patto di ferro in Turchia contro la violenza sulle donne. Il sindaco (donna) di Van, una provincia della Turchia occidentale, ha firmato un accordo con il sindacato locale per fermare i mariti violenti. Secondo il documento, chi sarà giudicato colpevole di violenza sulla moglie dovrà consegnarle l'intero stipendio mensile. E se i soprusi continuano, si rischia persino il posto di lavoro.