30.6.08

Medicinali scaduti

Il mese scorso è deceduta nostra madre, gravemente malata. L'associazione (nazionale) che ci ha aiutato negli ultimi mesi di cure ci ha chiesto se potevamo donare i farmaci ancora validi che abbiamo in casa e che, ovviamente, non ci servono più. Ma possiamo darglieli? Carla

Si, in base a quanto dispone la Finanziaria 2008, che contiene una norma diretta a contenere gli sprechi di medicinali e ad agevolare l'attività degli enti del settore sanitario. Viene infatti previsto che le confezioni di medicinali in corso di validità, se integre e conservate correttamente, che siano detenute da ospiti di Residenze sanitarie assistenziali (Rsa) o di famiglie che hanno ricevuto assistenza domiciliare a favore di un loro congiunto, dall' Azienda sanitaria locale o da una onlus di assistenza sanitaria, possano essere riutilizzate: nell'ambito della stessa Rsa, purché non vengano reclamate dal detentore al momento della dimissione (o dal suo erede in caso di morte), dalla medesima Asl o dalla onlus, se restituite dalla famiglia che ha ricevuto l' assistenza domiciliare. Inoltre, le associazioni non profit riconosciute dalle Regioni, aventi finalità umanitarie o di assistenza sanitaria, possono ricevere confezioni di medicinali non scaduti, integre e conservate correttamente, qualora il loro detentore non ne necessiti più. Tale possibilità non vale per i medicinali per cui sia prevista la conservazione in frigorifero. Ai fini del riutilizzo la legge impone una previa verifica da parte di un medico della struttura interessata, il quale è tenuto a verificare, registrare e custodire le confezioni ricevute.

Volontariato in Piemonte

Nessun dipendente, una sede al momento provvisoria ed entrate molto contenute. Il Sub-Priorato del Piemonte dell'Ordine di San Fortunato potremmo definirlo una onlus «di base». L'impegno è quello di un gruppo di volontari, l'organizzazione non è strutturata corne le grandi ong, ma quasi ogni risorsa disponibile viene spesa nella mission. «Lobiettivo principale della nostra organizzazione», afferma Alfredo Mulè, presidente e priore del Piemonte, «è l'aiuto ai meno abbienti di Torino, con particolare attenzione ai bambini. Per il raungimento di tale obiettivo attuiamo una serie di donazioni ad altre associazioni, enti, fondazioni, parrocchie, di vario materiale, che spazia dall'abbigliamento agli occhiali, dagli ausilii medico-sanitari ai pc, per finire alla cancelleria e ai giocattoli» . Uno dei primi risultati della onlus è stato quello di raccogliere ad oggi 10 mila libri, che formeranno il catalogo di una biblioteca destinata ai bambini e ai cittadini torinesi. L'associazione attende però che altre istituzioni o enti si facciano avanti per offrire uno spazio idoneo a far funzionare la biblioteca. Mulè e i suoi compagni comunque non mollano e continuano a cercare la propria collocazione all'interno dell'attivissimo, ma talvolta compresso, panorama non profit torinese. «Dalla nostra breve esperienza», racconta Mulè, «iniziata nel 2005, il panorama del volontariato nella città di Torino e in Piemonte ci è sembrato variegato e ricco di iniziative. Le istituzioni non sempre ci sembrano aperte a tutti i progetti se non a seguito di continue pressioni e i cittadini rimangono un po' diffidenti rispetto a nuove realtà associative». Ciò nonostante, Mulè si mostra ottimista sul ruolo del volontariato nella società italiana di oggi: «Checché se ne dica, l'italiano fondamentalmente è magnanimo e collaborativo. Lo testimoniano i risultati delle varie raccolte fondi pubblicizzate e sostenute tramite trasmissioni televisive o altri mezzi di comunicazione».

23.6.08

Volontari in carcere

Dall'ufficio ai luoghi del sociale, per promuovere l'incontro e il dialogo tra culture differenti. Questo l'obiettivo principale della dodicesima edizione del Community Partnership Day (C-day) dell'azienda leader del settore farmaceutico Novartis. Solidarietà in azione, incontro di culture è infatti il motto con cui giovedl 8 maggio 131 dipendenti della sede aziendale italiana di Origgio (Va) hanno "trasformato" le loro otto ore lavorative in una giornata tutta dedicata al volontariato. Una giornata che ci ha aiutato a capire cosa vuol dire vedere il mondo da dietro le sbarre. Oltre alla giornata di volontariato, anche quest' anno la quasi totalità dei dipendenti ha destinato al sociale almeno l' 1% del proprio premio di produzione, raccogliendo in tal modo 50mila euro utili a finanziare le attività di enti non profit come Atlha, Ami e Cesvi. A livello internazionale sono stati ben 10.500 i dipendenti Novartis che hanno partecipato all'evento. Un impegno dei singoli che si rispecchia anche nelle scelte dell'azienda, che nel solo 2007 ha destinato 937 milioni di dollari a programmi di assistenza sanitaria dedicati a 66 milioni di pazienti in tutto il mondo.

18.6.08

Combattere le dipendenze

L' educazione ai giovani è un settore che oggi più che mai richiede attenzione, determinazione e grande delicatezza; interventi non improvvisati, ma frutto di intenzionalità con una forte passione per l'uomo che faccia da sfondo sono indispensabili per poter dare ai ragazzi di oggi una guida efficace e realmente promozionale. All'interno delle nostre comunità arrivano ragazzi sempre più giovani che già hanno sperimentato il devastante mondo delle sostanze e si trovano a dover combattere un disagio spesso per loro inspiegabile e insostenibile. Risulta più che mai indispensabile oggi, anche alla luce dei continui sviluppi del mondo delle sostanze, interrogarsi e soprattutto trovare delle risposte esaustive a questo disagio giovanile in continuo aumento. Con lo scopo di poter garantire un intervento più appropriato per queste nuove necessità che a volte lasciano disarmati, è nata, nel settembre 2007, una federazione di comunità educative, il Com.E, alla quale fanno capo diversi enti lombardi. Un network che vuole diventare un interlocutore propositivo nei confronti della politica. Non a caso in occasione del nostro vero esordio, abbiamo invitato a Pavia diversi parlarnentari per confrontarsi sulle prospettive delle cornunità educative. Per noi infatti la comunità va intesa nel suo più ampio e pregnante significato e dunque va fondata sulla lunga e feconda tradizione dell'educazione italiana. Oggi come non mai il mondo del disagio ha bisogno di testirmoni forti che possano dar voce a chi purtroppo non ne ha e solo con una forte sinergia tra diverse realtà e con gli esponenti del mondo pubblico, privato e politico sarà possibile raggiungere questo obiettivo.

13.6.08

Congedo per adozioni

Niente più dubbi circa il diritto a cinque mesi di congedo per chi adotta un bambino. Il 4 febbraio l'Inps ha finalmente inviato a tutti i suoi uffici una circolare relativa all'estensione da tre a cinque mesi del congedo di maternità/paternità per chi adotta: una novità introdotta dalla Finanziaria e in vigore dal 1 gennaio 2008, rispetto a cui però in queste settimane erano state segnalate molte mancate applicazioni. Il congedo di cinque mesi spetta anche i lavoratori che hanno adottato nel 2007, godendo di soli 3 mesi di congedo, a condizione però che il minore sia entrato in famiglia da meno di cinque mesi. Nella circolare tutte le regole anche per i congedi parentali.

9.6.08

Un pianeta sostenibile

Ci sono le fattorie sociali insieme ai progetti di microcredito e cooperazione internazionale, i veicoli ecologici che abbattono le emissioni inquinanti insieme con le ultime tecnologie per trasformare casa o ufficio in isole ecocompatibili. Perché in particolare si lega con il globale, il piccolo con il grande, la provincia italiana con l'altro capo del pianeta e così la buona pratica su microscala può riuscire a contaminare anche su scala mondiale. Come? Basta puntare sulle alleanze: ed è proprio questo il messaggio alla base della quinta edizione di TerraFutura, in prograrnma dal 23 al 25 maggio, come sempre alla Fortezza da Basso di Firenze. Puntare sulle alleanze locali per acquisire più peso a livello nazionale prima, e internazionale poi. Che gruppi di acquisto solidale piuttosto che piccole buone pratiche di sostenibilità ambientale e sociale abbiano contaminato diversi strati della società è un dato di fatto, ora però bisogna metterli insieme e andare oltre. E Terra Futura si propone come teatro e strumento di discussione, con ben 11 sezioni tematiche, che spaziano dal commercio equo alla bioarchitettura, dalla mobilità sostenibile all'agricoltura sociale. Obiettivo: superare gli 83 mila visitatori che l'anno scorso si sono alternati nelle 500 aree espositive. Ma anche mettere i semi per una nuova cultura, che colleghi le piccole azioni con le grandi conseguenze.

6.6.08

Inter-cultura

Si chiama No Ghetto! e parla di tutto ciò che non è mainstream. Musica, cultura giovanile, politica, purchè sia ignorato dai media tradizionali. Il sito, finanziato dall'Unesco, si propone di far conoscere e dialogare tra loro esperienze culturali di frontiera. Grafica accattivante e pubblico di studenti, imprenditori sociali ed educatori.

www.noghetto.org

4.6.08

Baby hospice a Padova

Per avere la promessa che l'hospice pediatrico di Padova aprirà le porte, ci sono voluti 236 giorni. La follia è che il conteggio è partito il giorno dell'inaugurazione ufficiale dell'hospice stesso, avvenuta il 19 settembre 2007. E che la Casa dei bambini è pronta fin dal 2005, inclusi i macchinari per garantire la terapia intensiva ai cinque bambini potenzialmente ospiti del primo e unico hospice pediatrico di tutta ltalia. «L'8 maggio l'azienda ospedaliera ha promesso che l'hospice aprirà entro un mese, al massimo due», dice con sollievo Franca Benini, responsabile del Servizio di cure palliative nel bambino a Padova.
Il ritardo con cui aprirà questo centro di avanguardia è dovuto ufficialmente alla carenza di infermieri da destinarvi, anche se all'origine c'è un problema culturale «per cui la gestione del bambino inguaribile non è una priorità nè dei medici nè dell'organizzazione sanitaria. La gestione di questi bambini è estremamente complessa, ma l'esperienza della rete regionale funziona, qui in Veneto. Lo stiamo dimostrando: la soluzione migliore per il bambino è stare a casa sua, non in un reparto di terapia intensiva come spesso accade.
Il 20 aprile la Conferenza Stato-Regioni ha approvato un documento ad hoc: ogni Regione dovrà attivare una rete di cure palliative pediatriche, destinandovi il 20% delle risorse disponibili per le cure palliative tout court, creando un centro di riferimento con personale specificatamente formato e, se necessario, un centro residenziale dedicato.