14.1.09

Casa del bambino a Padova

Ci sono voluti tre anni, ma alla fine il progetto ha preso il volo: l'hospice pediatrico di Padova, unico in Italia dedicato ai piccoli pazienti terminali o colpiti da malattie inguaribili, ha aperto i battenti il 5 settembre, dopo una lunga gestazione fatta di estenuanti stop and go. Inaugurata il 19 settembre 2007, la Casa del bambino era pronta dal 2005, ma la carenza di personale paramedico ne ha ripetutamente rinviato la partenza. Fino ad oggi. «E anche ora, che operiamo a pieno regime, con quattro ospiti, siamo in debito di un infermiere», dice Franca Benini, responsabile del Servizio di cure palliative nel bambino a Padova. «L'azienda ospedaliera ci ha promesso il sesto ma, finché non arriva, ai cinque già operativi tocca coprire un turno suppletivo». Gestita dall'azienda ospedaliera di Padova e voluta dalla Regione Veneto, che ha provveduto sia alla ristrutturazione degli spazi che al reperimento dell'organico, con un coinvolgimento economico alla pari pubblico e privato, la casa del bambino raccoglie l'eredità di un servizio nato 20 anni fa come volontariato, che vedeva alcuni medici padovani impegnati nell'assistenza domiciliare a piccoli inguaribili dimessi dall'ospedale. L'idea è che l'hospice pediatrico non possa né debba essere una soluzione definitiva, ma «una casa aperta, dove si entra e si esce per periodi di tempo variabili, durante i quali i piccoli ricevono cure mediche ad altissimo contenuto scientifico e le famiglie imparano a convivere, col necessario supporto psicologico, con la sofferenza».