Manuale per genitori
Oggi la famiglia fatica a trovare le coordinate necessarie per educare i ragazzi, e speso i genitori commettono l'errore di sostituirsi ai figlie per "evitare che sbaglino", ma in realtà sottraendo loro la possibilità di ubbidire. Lo nota acutamente, offrendo consigli per evitare gli errori più comuni, la psicoterapeuta Lucia Attolico nel suo recente manuale."Non hanno le basi". Lucia Attolico, psicoterapeuta e consulente scolastica, non si riferisce a scolari impreparati. La tirata d'orecchi è diretta ai loro genitori, o almeno ad alcuni di quelli che ha incontrato nel suo percorso professionale. Per loro, e per tutti gli altri, ha scritto Genitori e figli: le parole chiave: un "manualetto psicopratico", lo definisce, per mamme e papà con bambini da 0 a 10 anni.
Con il suo libro, l'autrice non pretende di psicoanalizzare i genitori di oggi: le basterebbe far loro ri-scoprire quell'acqua calda che ormai nessuno riconosce più. Le ragioni di questa perdita di senso comune sono tante: la fretta con la quale conviviamo, la televisione, e e le continue richieste di una società che mette sotto pressione la famiglia senza darle quasi nulla.
Ma ci sono genitori e genitori. Lucia Attolico, per la precisione ne individua tre tipi. Quelli "si fa come dico io": autoritari e inflessibili, pretendono obbedienza assoluta ma non esitano a farsi sostituire ai figli per non farli sbagliare, precludendo loro questa importante esperienza. Poi ci sono i genitori "non so dirti di no" che per ansia assecondano i figli in tutto, creando piccoli re e regine della casa che vanno in pezzi alla prima difficoltà. Infine, i genitori "ci sono ma non troppo": presenze, spesso assenti, che per questioni di lavoro preferirebbero che i loro figli crescessero, ma da soli, come ha dichiarato una paziente della Attolico.
Un assurdo? Forse, anche se questo stile di genitorialità è in aumento. "E non si tratta di mancanza d'amore", spiega. Se siete di quest'ultimo tipo, consolatevi: non è il genere più dannoso. I più pericolosi? I genitori "si fa come dico io", perché non danno scampo, impedendo ai figli di seguire figure di riferimento più positive. Genitori così spesso appartengono alle fasce sociali più elevate, nota la psicoterapeuta: "sono meno ansiosi per il futuro dei loro figli, perché possono garantirlo, ma più intransigenti nel segnare la loro strada. Un atteggiamento che può condurre anche a problemi alimentari o, in certi casi, alla delinquenza".
Con il suo libro, l'autrice non pretende di psicoanalizzare i genitori di oggi: le basterebbe far loro ri-scoprire quell'acqua calda che ormai nessuno riconosce più. Le ragioni di questa perdita di senso comune sono tante: la fretta con la quale conviviamo, la televisione, e e le continue richieste di una società che mette sotto pressione la famiglia senza darle quasi nulla.
Ma ci sono genitori e genitori. Lucia Attolico, per la precisione ne individua tre tipi. Quelli "si fa come dico io": autoritari e inflessibili, pretendono obbedienza assoluta ma non esitano a farsi sostituire ai figli per non farli sbagliare, precludendo loro questa importante esperienza. Poi ci sono i genitori "non so dirti di no" che per ansia assecondano i figli in tutto, creando piccoli re e regine della casa che vanno in pezzi alla prima difficoltà. Infine, i genitori "ci sono ma non troppo": presenze, spesso assenti, che per questioni di lavoro preferirebbero che i loro figli crescessero, ma da soli, come ha dichiarato una paziente della Attolico.
Un assurdo? Forse, anche se questo stile di genitorialità è in aumento. "E non si tratta di mancanza d'amore", spiega. Se siete di quest'ultimo tipo, consolatevi: non è il genere più dannoso. I più pericolosi? I genitori "si fa come dico io", perché non danno scampo, impedendo ai figli di seguire figure di riferimento più positive. Genitori così spesso appartengono alle fasce sociali più elevate, nota la psicoterapeuta: "sono meno ansiosi per il futuro dei loro figli, perché possono garantirlo, ma più intransigenti nel segnare la loro strada. Un atteggiamento che può condurre anche a problemi alimentari o, in certi casi, alla delinquenza".

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