Accoglienza in Emilia Romagna
Si chiama Khaline Bouchaib, ha 35 anni, è originario di Casablanca, Marocco. In Italia dal 1990, vive a Gaggio Montano sull'Appenino, lavora come operaio metalmeccanico ed è impegnato come mediatore interculturale. Ma è anche uno dei due rappresentanti, per Bologna e provincia, all'interno della Consulta per l'integrazione dei cittadini stranieri nella Regione Emilia Romagna.
Già a partire dal 2000 la Regine ha sviluppato un programma organico di azioni per facilitare l'integrazione delle persone straniere nella consapevolezza che l'immigrazione rappresenta un grande e storico fenomeno sociale che ha bisogno di un "gioco di squadra" tra istituzioni, parti sociali e terzo settore.
Si è quindi configurato un sistema regionale di accoglienza e integrazione che si avvale di oltre 200 centri di accoglienza per circa 3mila posti letto, di 130 sportelli informativi per i cittadini stranieri aperti dai Comuni, dell'impiego di oltre 250 mediatori interculturali utilizzati in ambito scolastico, sociale e sanitario per facilitare l'incontro e la comprensione tra operatori pubblici e cittadini stranieri.
Si è costruita una rete regionale sulla lotta alla tratta con quasi 2mila donne inserite nei percorsi di protezione dell'articolo 18, dal 1999 ad oggi; parallelamente si è lavorato a una rete regionale di sportelli locali contro le discriminazioni e a una rete regionale sul versante dei richiedenti asilo e rifugiati.
La sfida della Regione Emilia Romagna è dunque quella di implementare politiche di integrazione e inclusione sociale per rafforzare un senso condiviso di rispetto delle regole e di appartenenza territoriale. Alfabetizzazione linguistica, dialogo sociale tra migranti ed italiani, mediazione interculturale e di comunità, piena partecipazione alla vita sociale e politica locale, casa e lavoro: sono questi i temi su cui occorrerà lavorare nei prossimi anni.
Già a partire dal 2000 la Regine ha sviluppato un programma organico di azioni per facilitare l'integrazione delle persone straniere nella consapevolezza che l'immigrazione rappresenta un grande e storico fenomeno sociale che ha bisogno di un "gioco di squadra" tra istituzioni, parti sociali e terzo settore.
Si è quindi configurato un sistema regionale di accoglienza e integrazione che si avvale di oltre 200 centri di accoglienza per circa 3mila posti letto, di 130 sportelli informativi per i cittadini stranieri aperti dai Comuni, dell'impiego di oltre 250 mediatori interculturali utilizzati in ambito scolastico, sociale e sanitario per facilitare l'incontro e la comprensione tra operatori pubblici e cittadini stranieri.
Si è costruita una rete regionale sulla lotta alla tratta con quasi 2mila donne inserite nei percorsi di protezione dell'articolo 18, dal 1999 ad oggi; parallelamente si è lavorato a una rete regionale di sportelli locali contro le discriminazioni e a una rete regionale sul versante dei richiedenti asilo e rifugiati.
La sfida della Regione Emilia Romagna è dunque quella di implementare politiche di integrazione e inclusione sociale per rafforzare un senso condiviso di rispetto delle regole e di appartenenza territoriale. Alfabetizzazione linguistica, dialogo sociale tra migranti ed italiani, mediazione interculturale e di comunità, piena partecipazione alla vita sociale e politica locale, casa e lavoro: sono questi i temi su cui occorrerà lavorare nei prossimi anni.
Etichette: accoglienza, assistenza, immigrazione, integrazione, lavoro, rifugiati

0 Commenti:
Posta un commento
<< Home