27.5.09

Lavoro per uscire dalla droga

Tanti volontari impegnati nel mantovano a strappare centinaia di giovani dalla trappola della droga e a restituire speranza alle loro famiglie: questo in sintesi il percorso del Centro di solidarietà Arca.
All'inizio degli anni 80 a Mantova e provincia esistevano piccoli nuclei di volontari che si occupavano di tossicodipendenti, ma erano autonomi. Non esisteva una struttura organizzata che potesse coordinare gli interventi. Si faceva riferimento al Centro di solidarietà di Reggio Emilia, animato dall'instancabile don Giuseppe Dossetti. Questo incontro fu decisivo: incoraggiò a ricercare l'unità, spronandoci ad aprire un centro di solidarietà. Il sostegno di Dossetti non fu solo morale e spirituale, ma si tradusse nella proposta di un metodo, Progetto uomo. Così a dicembre del 1988 fu avviato da Arca il centro di ascolto Primo incontro che ancora oggi ospita un centinaio di persone, famiglie che hanno già iniziato il programma e nuovi arrivi.
Progetto uomo prevede tre fasi: l'accoglienza, la comunità e il reinserimento sociale, momenti che coinvolgono in una sorta di percorso parallelo i tossicodipendenti e le loro famiglie.Si lavora sul cambiamento della persona e sui rapporti familiari. La droga è il sintomo di un malessere più profondo che è la mancanza di un significato per la vita. Il programma interviene a questo livello, così da restituire autonomia, motivazioni e speranza. Sono tre le strutture di Arca: a Romanore, a Ospitaletto di Marcaria e a Marengo.
Arca si esprime anche con un'associazione di volontariato, Persona e territorio, che coinvolge circa 200 volontari, una cooperativa per l'inserimento lavorativo degli ex tossicodipendenti e un'associazione, Famiglie insieme, nata per garantire nel tempo un sostegno reciproco.

Etichette: , , , ,

Viaggio di nozze solidale

Un viaggio di nozze sostenibile? Si può, grazie all'associazione Lo spirito del pianeta, socia di Aitr-Associazione italiana turismo responsabile. Tante destinazioni unite a uno scopo solidale: sostenere progetti a favore delle comunità locali. In più la possibilità di una lista nozze equosolidale.

http://www.lospiritodelpianetaviaggi.org/

Etichette: , ,

25.5.09

Lotta all'Aids

In Italia vivono circa 180mila persone con Hiv-Aids, e si stima che circa un quarto di queste non sappia di essere infetta. Sono i dati emersi dal congresso Infezioni da Hiv-Aids: nessuno è lontano. Nel nostro Paese, ogni anno, si registrano 2mila nuovi casi di Aids. Oltre il 60% degli infettati da Hiv giunge tardi alla diagnosi, soprattutto se ha contratto il virus per via sessuale e se è straniero. Il ritardo della diagnosi, sottolinea l'Anlaids, evidenzia una pericolosa mancanza di consapevolezza dei comportamenti a rischio e causa un incremento della mortalità.

22.5.09

Asilo nido e lavoro

Nata nel 2003, l'associazione Giardino degli angeli di Senigallia ha in realtà origine una quindicina di anni fa. Allora, il presidente Silvio Pasquini con alcuni amici conobbe un giovane volontario che nelle missioni del Brasile si occupava della rieducazione di adolescenti. "Quel giovane, che era di Jesi, si stabilì a Canavierias e ci fece sapere che sarebbe stato utile costruire una scuola materna per iniziare ad educare i bambini ed evitare il disagio. Al di là dell'aiuto che ognuno poteva dare, nel 2003 cui siamo ritrovati in quattro amici e abbiamo costituito l'associazione, partendo subito a fare: nel novembre 2003 ero a Canavierias alla pose della prima pietra della scuola materna che ha iniziato a funzionare nel settembre dell'anno dopo, ricorda il presidente.
Dopo la materna è arrivato il doposcuola, che accoglie un centinaio di bambini che frequentano la scuola pubblica al mattino. A far funzionare la materna e il doposcuola, come le altre iniziative del Giardino degli angeli, c'è l'omonima associazione brasiliana di volontariato.
Il Giardino ha in cantiere un nuovo progetto di cooperazione: un corso di formazione professionale alberghiero. L'associazione finora ha realizzato tutte le iniziative senza nessuno aiuto pubblico, ma per questo progetto si è deciso di partecipare a un bando regionale.L'associazione vive del volontariato degli stessi soci: la sede è nei locali della ditta di uno dei fondatori e le spese sono ridotte al lumicino. "Da quando c'è l'associazione si sono aperte davanti a noi strade impensate e incontri che mai avremmo immaginato di fare".

Etichette: , , , , ,

20.5.09

Adozioni in Nepal

Era l'ultimo tassello che mancava alla riapertura delle adozioni internazionali in Nepal: il riconoscimento, da parte del governo di Kathmandu, degli enti stranieri autorizzati a operare. Secondo la stampa locale sarebbero infatti 58 gli enti stranieri che hanno ottenuto il via libera. I primi sul podio sono gli Stati Uniti con 32 agenzie accreditate, l'Italia è seconda con 8 enti riconosciuti (Naaa, Ariete, Anpas, Airone, Aipa, International Adoption, Amici Trentini, AiBi). A inizio settembre 2008 il Children Center Welfare Board nepalese aveva messo a punto la lista dei 38 istituti che erano stati giudicati idonei a collaborare con gli enti stranieri per interventi di cooperazione e adozione internazionale.
http://www.ccwb.gov.np/

Etichette: , , , ,

Malattie rare via web

Agevolare il dialogo, tra le persone con malattie rare, le associazioni di pazienti, i centri di ricerca e le istituzioni attraverso la condivisione delle informazioni, sfruttando le potenzialità del web. È l'obiettivo della campagna di comunicazione sulle malattie rare e i farmaci orfani "Insieme per non essere rari", promossa dal periodico online "Sanitanews" e dall'Istituto superiore di sanità. La campagna è in programma dall'1 dicembre 2008 all'1 dicembre 2008.

www.sanitanews.it

Etichette: ,

18.5.09

Asilo nido stranieri

Su un punto la partita fra italiani e stranieri è stata pienamente raggiunta. Quella dell'accesso, anzi dell'inaccessibilità, agli asilo nido. In effetti a tutt'oggi solo al 13% dei bambini è garantita l'accoglienza nelle strutture presenti sul nostro territorio. Che fare allora? Inventarsi il nido "fai da te". Una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle comunità di immigrati e che in alcuni casi coinvolge persino bambini italiani.
Il viaggio negli asili etnici d'Italia parte dalla capitale: il Piccolo mondo nasce in piena emergenza, da un gruppo di immigrati irregolari filippini che nell'89 aveva occupato l'Hotel Giotto al centro del quartiere Boccea. Nel 90 però, la gestione passa alla Caritas e oggi il Piccolo mondo accoglie 42 bambini di 25 nazionalità diverse. Il 20% è italiano. Si pagano da 0 a 80 euro al mese, in base al reddito, e l'orario va dalle 9 del mattino alle 5 di sera.All'ombra del Colosseo c'è anche Il Munting Tahan "piccola casa" che oggi ospita 45 bimbi di oltre 15 nazionalità diverse, tra essi anche 5 italiani.
È un'esperienza tutta al femminile invece il nido Alma Terra di Torino. All'inizio era una specie di baby parking per le volontarie dell'associazione Casa delle donne, poi si è aperto anche ai bambini delle utenti del centro. Dal 2006 è un micro-nido convenzionato, diviso in due strutture, una per la mattina e una per il pomeriggio, otto bambini in tutto di 6 nazionalità diverse.

Etichette: , , , , , ,

14.5.09

Detrazione assistenza invalidi

È possibile detrarre il 19% dei costi affrontati per assistere persone non autosufficienti anche nel caso in cui queste siano ricoverate presso una struttura diversa dalla propria casa, e quindi quando le prestazioni non vengono erogate al domicilio dell'assistito.
È quanto ha messo nero su bianco l'Agenzia delle Entrate risoluzione n.397/E del 22 ottobre, in cui si precisa però che le spese per questo tipo di assistenza e servizi vanno certificate distintamente rispetto a quelle riferibili ad altri eventuali servizi ricevuti presso la struttura ospitante.
In effetti, la norma citata dal contribuente si riferisce alla detrazione d'imposta sui corrispettivi pagati a figure assistenziali che prestano attività di sostegno a persone non autosufficienti, definite dalla legge come coloro che non sono in grado a causa delle proprie condizioni fisiche, di compiere i gesti quotidiani che la vita richiede o che hanno bisogno di sorveglianza continua. In pratica, ci si riferisce qui alla comune figura della badante.
Il beneficio fiscale. è bene ricordarlo, spetta sia nel caso che la persona non autosufficiente sia il contribuente stesso, sia nel caso che l'assistito sia un famigliare, a carico o non.
Nel documento è infine evidenziato che il beneficio può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e che il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro. Per avere diritto alla detrazione, inoltre, occorre essere in possesso di un'idonea documentazione fiscale relativa ai costi sostenuti e, in caso di spese per assistenza familiare, devono risultare codici fiscali e dati anagrafici di chi effettua i pagamenti, di chi assiste e di chi riceve la prestazione.

Etichette: ,

13.5.09

Cercasi volontari a MIilano

Una serra-laboratorio nel carcere di San Vittore a Milano, un vivaio a San Giuliano Milanese e un progetto nell'hinterland milanese, finanziato dall'Osservatorio nazionale per il volontariato, inserito in Metrobosco con le scuole superiori della provincia e di Milano: è l'Associazione per i Vivai ProNatura, una realtà attiva da una ventina d'anni e che, come spiega lo stesso presidente Franco Rainini, "dopo essere nata come associazione ambientalistica in difesa della biodiversità e della flora autoctona, ha sviluppato un'attività sociale".
Come è nato il lato sociale?
"Dal 1997 abbiamo cominciato a sviluppare attività di solidarietà sociale che si sono concretizzate nel 2000 con la costruzione, diretta da noi attraverso un progetto finanziato dal ministero della Giustizia che era in capo a San Vittore, di una serra dentro il carcere. La serra va avanti da otto anni con le detenute che operano in borsa-lavoro. Anche il vivaio funziona come ambito di attività sociale per persone in difficoltà, inserite a loro volta in borsa-lavoro dal Comune di Milano".
Cercate volontari: che cosa fanno in concreto?
"I volontari gestiscono il vivaio con i borsisti e fanno tutoring a San Vittore. C'è poi lo spostamento di materiali: infatti, la serra all'interno di San Vittore è minuscola e per funzionare ha bisogno di contenitori, terriccio e piante, ed è importante mantenere un legame funzionale tra serra e vivaio. I volontari fanno tutoring sia per le detenute sia per i borsisti".
Quali competenze devono avere?
"Siamo partiti dall'idea di fare propagazione di piante che in genere non propaga nessuno. Si chiama conservazione "ex situ" delle piante. I semi vengono raccolti dai volontari in natura, per questo occorre avere un minimo di competenza naturalistica, ma non certo essere agronomi. Viviamo dall'apporto dei volontari ed è strategico continuare a cercarli".

Etichette: , ,

7.5.09

Disabilità in Giordania

Le cose più impensabili capitano nei posti più impensabili. Come a Zarqa, ad esempio. Zarqa è una piccola città giordana a pochi chilometri a nord-est di Amman. In questa povera località industriale esiste uno dei più antichi campi profughi palestinesi creato dalla Croce Rossa nel 1948. A tutt'oggi la comunità di origine palestinese è composta da circa 18mila anime, il cui membro più illustre aveva un nome che ancora oggi evoca terrore: Abu Musab al-Zarqawi.
Qui, in un contesto intriso di fondamentalismo, è successo l'impensabile. Il fatto è semplice: un ong creata dalla comunità cattolica latina, lo Our Lady of Peace Centre di Amman, ha incominciato ad occuparsi della cura dei disabili vincendo poco alla volta l'iniziale diffidenza della maggioranza musulmana. La fotografia simbolo di questo piccolo miracolo è quella del vescovo cattolico Selim Sayegh, vicario patriarcale dei latini di Giordania, che spinge un bambino in carrozzina a fianco delle autorità musulmane durante una marcia di sensibilizzazione per i diritti delle persone disabili.
In Giordania il numero dei disabili è enorme: si stima che siano 600mila, circa il 10% della popolazione. Lo scopo dell'organizzazione è quello di far crescere la consapevolezza dei problemi dei disabili nel nostro Paese. Il primo obiettivo è quello di veder riconosciuti i diritti di queste persone, e per loro il primo diritto è il diritto alla dignità. L'altro obiettivo è quello di offrire assistenza gratuita a queste persone.
Non è ancora chiaro perché vi sia un così alto numero di disabili nel Paese. Una cosa è certa: per una famiglia giordana avere un figlio disabile è una vergogna insostenibile di fronte alla società. I disabili non vengono fatti uscire di casa per non subire l'umiliazione dello scherno da parte del resto della popolazione. Questo isolamento, di fatto, coincide con la privazione della libertà.
Il lavoro per entrare e scardinare questa mentalità è lungo e faticoso, ma nonostante l'esiguità delle forze sta iniziando a dar i primi frutti. La gente prende coraggio e decide di scendere in strada spingendo le carrozzine dei propri figli, a volte anche deformi, per far sapere a tutti di aver scoperto il valore unico e grande di quelle persone loro affidate.

Etichette:

5.5.09

Tribunali minorili

Dopo più di 70 anni di onorata carriera, i tribunali minorili alzano bandiera bianca. I numeri danno la misura del disagio che una delle più importanti istituzioni al servizio dei minori sta vivendo: solo 29 sedi in tutto il Paese, spesso coincidenti con l'intera regione, con competenze penali, civili, e amministrative in continuo aumento e in fisiologica "collisione" con quelle dei tribunali ordinari e dei giudici tutelari.
Ma, insieme al maggior carico di lavoro, è soprattutto l'aumento esponenziale delle competenze a preoccupare i giudici minorili, che hanno lanciato l'allarme: si è enormemente ingigantito il bacino d'utenza; da un lato per l'ingresso di nuove competenze, come quella relativa ai minori stranieri, dall'altro per l'ampliamento di quelle tradizionali: in primis, la gestione delle separazioni delle coppie di fatto con figli. Si tratta ormai della metà di tutti i procedimenti civili aperti davanti al tribunale dei minori. Una materia delicata, in cui è necessario decidere dell'affidamento dei bambini e,dal 2007, anche del mantenimento economico da garantire agli stessi.
Ma qui emerge uno dei più cocenti paradossi del sistema giudiziario italiano. Divorzi e separazioni di coppie coniugali sono infatti di competenza del tribunale ordinario. Il tribunale minorile interviene invece per decidere della sorte dei bambini di coppie non sposate.
Sempre più pressante, dunque, è la richiesta di un organo unico in grado di farsi carico di tutto il settore, con giudici preparati in modo esclusivo alla materia minorile e una diffusione sul territorio che ne consenta la piena operatività.

Etichette: , ,