29.7.09

Adozioni in Togo

Potrebbero riprendere già nelle prossime settimane le adozioni internazionali in Togo: la Repubblica del Togo ha infatti ratificato la Convenzione de l'Aja del 1993, il principale strumento di tutela dei minori adottabili e delle aspiranti famiglie adottive. Ne dà notizia il Segretario generale dell'autorità centrale del Paese africano. La firma interrompe un blocco totale delle adozioni durato circa un anno: il 1° febbraio del 2008 il ministero della Giustizia del Togo aveva infatti sospeso tutti gli iter adottivi.
www.commissioneadozioni.it

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20.7.09

Affidamento condiviso

Triangolazioni, contrasti, litigi e tensioni per cercare di ottenere l'affidamento esclusivo della prole.
La separazione dei genitori comporta spesso conseguenze molto dolorose per i figli, che sovente divengono lo strumento per ferire l'altro coniuge, aumentando così la litigiosità fra la coppia. La legge sull'affidamento dei figli, prevedeva, fino a qualche tempo fa, che in caso di separazione dei coniugi il minore venisse affidato a uno solo dei genitori, con la possibilità per l'altro di frequentare il proprio figlio solo con le modalità previste dal tribunale.
Nel 2006 però vi è stata una riforma molto significativa in tema di affidamento della prole, in quanto, per la prima volta, si è iniziato a parlar di affidamento condiviso, introducendo un termine che rappresenta una rivoluzione importante, ossia il concetto di biogenitorialità.
In questo modo, c'è un vero e proprio diritto del figlio ad avere un rapporto costante con entrambi i genitori, durante tutto il suo percorso di crescita.
I genitori potranno quindi esercitare in modo congiunto la loro potestà, con la conseguenza che le decisioni di maggior interesse riguardanti l'istruzione, l'educazione e la salute saranno prese di comune accordo.
Tanti cambiamenti sono avvenuti a seguito dell'entrata in vigore della suddetta legge, come la sostituzione della parola coniugi con il termine genitori negli articoli del Codice civile riguardanti i provvedimenti adottabili nei confronti dei figli, nuovi criteri stabiliti per il mantenimento della prole, e anche la previsione di introdurre la mediazione familiare nel giudizio di separazione. Quest'ultima novità è molto importante in quanto, oltre a rivelarsi uno strumento utile per trovare accordi adeguati, si presenta come una possibilità di ascolto in una situazione di crisi e di cambiamento, poiché di fronte ad una separazione c'è sempre la necessità di ridisegnare le relazioni familiari.

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13.7.09

Associazione contro la povertà

Ucodep è un'associazione riconosciuta come ong che opera in 17 Paesi con oltre 80 progetti finalizzati a superare le condizioni di miseria e di conflitto, promuovendo una visione unitaria di sviluppo del Nord e Sud del mondo. Si avvale di circa 250 operatori tra staff italiano e internazionale. Dopo una fase di crescita in cui ha prevalso la professionalizzazione, negli ultimi anni ha sentito l'esigenza di recuperare un legame più stretto con la base associativa. Nel 2008 ha preso corpo una rete territoriale di volontari con i primi sei gruppi nelle principali città italiane. I progettii promossi sa Ucodep in America Latina, Balcani, Africa e Medioriente sono finanziati per il 73% da istituzioni pubbliche e per il resto da privati. In Italia ha all'attivo progetti con gli immigrati, di sensibilizzazione ed educazione interculturale nelle scuole.
www.ucodep.it

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10.7.09

Associazione Mani Tese

Seicento volontari. Che arrivano a duemila in occasioni di particolari campagne di sensibilizzazione. È la ricchezza di Mani Tese, organizzazione non governativa con sede a Milano che nel 2009 compie 45 anni. Una dote non comune nel mondo delle ong, dove si fatica a costruire una solida base associativa. Sono una quarantina i gruppi territoriali che in tutta Italia sostengono i progetti di cooperazione allo sviluppo nel Sud del mondo e si mobilitano per le campagne sui temi della giustizia economica, dei diritti umani e della pace promossi dall'associazione. Nel 2008 l'ong ha dedicato il 30% del proprio budget annuale, circa 5 milioni e mezzo, alle attività di sensibilizzazione ed educazione interculturale nelle scuole in Italia. Il restante 70% ha finanziato 40 progetti di cooperazione allo sviluppo in Africa, Asia e America Latina.
Nel 2008 il 50% delle entrate di Mani Tese provenuta da privati. Anche sul fronte della cooperazione nei Paesi del Sud del mondo Mani Tese ha fatto una scelta forte, e anomala rispetto alle altre ong italiane: si affidano i progetti di sviluppo ai partner nei Pesi in cui operano di solito ong locali o associazioni. Progetti per il futuro? Nel 2009 nascerà un osservatorio sulla responsabilità sociale d'impresa in India, frutto di un progetto che è stato avviato lo scorso anno con la Regione Toscana e altre associazioni.

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9.7.09

Centro bambini autistici

Solo dieci anni f trovare un centro in grado di diagnosticare l'autismo, fornendo un intervento educativo adeguato, era un terno al lotto. Oggi di passi avanti ne sono stati fatti molti e il merito è anche della Fondazione Bambini e Autismo onlus, che proprio nel 2008 ha celebrato il decennale. Un arco temporale assai fecondo, che non solo ha consolidato il Centro di Pordenone come polo d'eccellenza per l'autismo, ma ha regalato al Friuli Venezia Giulia la prima rete integrata di servizi per una presa in carico globale, per tutto l'acro della vita, di persone con questo disturbo.
La rete operativa offre un centro specialistico per la diagnosi precoce: la tempestività è decisiva per l'efficacia dell'intervento terapeutico. Le sedute, di 2 ore one-to-one, si svolgono all'interno di aule appositamente strutturate, per un minimo di tre appuntamenti a settimana. Follow-up semestrali permettono di monitorare i progressi con metodo scientifico.
Oltre a un centro formativo, che organizza corsi e convegni internazionali rivolti al personale, ai familiari e agli insegnanti, il polo friulano il centro lavorativo per adulti Officina dell'arte, con laboratori di mosaico professionale, di packaging e informatico, una palestra e uno show room per la vendita dei prodotti.

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Disabili: nuovo Centro polivalente Papa Giovanni

Si chiama Centro polivalente Papa Giovanni la nuova punta di diamante della sanità calabrese, e non ha nulla da invidiare alla più avanzate strutture diagnostiche e riabilitative per malati psico-fisici del Centro-Nord. Inaugurata il 16 gennaio, nel rione Eremo di Reggio Calabria, rappresenta l'ultimo tassello del percorso intrapreso 40 anni fa dal Centro comunitario Agape e dall'Associazione Piccola opera Papa Giovanni, entrambi fondati da don Italo Calabrò.Già dopo tre mesi il Centro opera a regime, seguendo 200 disabili e potenziando i servizi ambulatoriali e residenziale di riabilitazione, già operanti da quasi 15 anni presso il Centro Tripepi-Mariotti. Prima usufruivano delle prestazioni specialistiche bambini con ritardo mentale, disturbi generalizzati dello sviluppo, della comunicazione, della coordinazione motoria, malattie neuromuscolari. Ma la domanda è sempre stata numericamente superiore. La nuova struttura permette di abbattere la lista d'attesa, che contava fino a 50 minori. Ai trattamenti già in atto, si aggiungo sedute di idrokinesiterapia, uno specifico ambito per il trattamento precoce delle gravi ipovisioni, e una nuova comunità residenziale per 20 ospiti.Ma la vera rivoluzione è rappresentata dall'attivazione di Centro sperimentale per la diagnosi precoce della disabilità, di cui potranno usufruire le famiglie calabresi e della vicina Sicilia. Un servizio all'avanguardia che permetterà di fornire già al momento della nascita una valutazione puntuale dei disturbi o di eventuali sofferenze perinatali, normalmente diagnosticati con ritardo e comunque dopo costosi viaggi verso i centri del Nord.

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8.7.09

Lavoro in Romania

Offrire occasioni di lavoro in Romania ed evitare un'emigrazione disordinata, che in Italia si trasforma in emergenza. È questo l'obiettivo dell'iniziativa Ponti di solidarietà e lavoro, promossa dalla Provincia di Milano e dalla Fondazione Casa della carità. Il progetto sarà attuato a Tantareni, il paese da cui provengono le famiglie rom che abitavano il campo di via San Dionigi a Milano, dova sarà creato uno sportello di orientamento al lavoro e sarà incentivato lo sviluppo di un'impresa locale, specializzata in costruzione di serramenti.

www.casadellacarita.org

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7.7.09

Adozioni in Vietnam

Un impegno verso la ratifica della Convenzione de L'Aja col supporto tecnico e professionale italiano in questa fase preliminare: è l'esito della riunione del gruppo di lavoro misto previsto dall'Accordo bilaterale Italia-Vietnam in tema di adozioni internazionali, che si è tenuto ad Hanoi dal 20 al 22 novembre. Un impegno concretamente sostanziato dall'ipotesi di due porgetti di collaborazione: il primo, prevede la creazione di un database sui minori vietnamiti in stato di abbandono, destinati all'adozione internazionale; il secondo, attività di formazione professionale e scambi di esperienze fra gli operatori dei due Paesi, nonché un progetto sperimentale in alcune province pilota per l'individuazione congiunta fra enti accreditati e autorità locali delle specifiche criticità procedurali nella definizione dello stato di adottabilità dei bambini vietnamiti.

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Accoglienza in Emilia Romagna

Si chiama Khaline Bouchaib, ha 35 anni, è originario di Casablanca, Marocco. In Italia dal 1990, vive a Gaggio Montano sull'Appenino, lavora come operaio metalmeccanico ed è impegnato come mediatore interculturale. Ma è anche uno dei due rappresentanti, per Bologna e provincia, all'interno della Consulta per l'integrazione dei cittadini stranieri nella Regione Emilia Romagna.
Già a partire dal 2000 la Regine ha sviluppato un programma organico di azioni per facilitare l'integrazione delle persone straniere nella consapevolezza che l'immigrazione rappresenta un grande e storico fenomeno sociale che ha bisogno di un "gioco di squadra" tra istituzioni, parti sociali e terzo settore.
Si è quindi configurato un sistema regionale di accoglienza e integrazione che si avvale di oltre 200 centri di accoglienza per circa 3mila posti letto, di 130 sportelli informativi per i cittadini stranieri aperti dai Comuni, dell'impiego di oltre 250 mediatori interculturali utilizzati in ambito scolastico, sociale e sanitario per facilitare l'incontro e la comprensione tra operatori pubblici e cittadini stranieri.
Si è costruita una rete regionale sulla lotta alla tratta con quasi 2mila donne inserite nei percorsi di protezione dell'articolo 18, dal 1999 ad oggi; parallelamente si è lavorato a una rete regionale di sportelli locali contro le discriminazioni e a una rete regionale sul versante dei richiedenti asilo e rifugiati.
La sfida della Regione Emilia Romagna è dunque quella di implementare politiche di integrazione e inclusione sociale per rafforzare un senso condiviso di rispetto delle regole e di appartenenza territoriale. Alfabetizzazione linguistica, dialogo sociale tra migranti ed italiani, mediazione interculturale e di comunità, piena partecipazione alla vita sociale e politica locale, casa e lavoro: sono questi i temi su cui occorrerà lavorare nei prossimi anni.

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6.7.09

Leggi terzo settore

"Proposte per una riforma organica della legislazione sul terzo settore": è questo il titolo del documento preparatorio dell'Agenzia per le onlus. Il primo capitolo prende in esame l'identità del terzo settore, definito in positivo come l'ambito in cui agiscono soggetti giuridici collettivi privati costituiti per uno scopo di solidarietà sociale che, senza scopo di lucro, conducono attività congruenti con la loro finalità costitutiva. Legato a questo è il secondo capitolo che tratta dell'identità delle diverse componenti del terzo settore. Qui si ravvisa la necessità di confezionare regole che sostengano il perseguimento dello scopo di volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, in modo da evitare che gli enti del terzo settore definiscano la propria identità in ragione dei benefici economici che possano ottenere. Troppe volte si nota uno stesso ente è costretto a indossare abiti confezionati dalle leggi che, di fatto, lo ingessano, mentre sarebbero necessarie definizioni preliminari.Ecco quelle proposte: 1) ong: organismo indipendente da indicazioni strutturali e/o operative di governo o istituzionali, cui è fatto divieto di ricevere contributi economici istituzionali non espressamente destinati a singoli progetti; 2) volontariato: ente caratterizzato dalla gratuità della prestazione, senza riferimento al settore di attività; 3) cooperazione sociale: ente con scopo "laburistico", che opera a favore dell'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati; 4) associazioni di promozione sociale: enti con identità e ragione costitutiva di solidarietà sociale, diversi dalle altre semplici associazioni private.
Nel terzo capitolo, che tratta dei profili civilistico-commerciali, si nota che una riforma della legislazione del terzo settore dovrà considerare il "civile", ossia gli statuti e la riforma del primo Libro del Codice civile. Obiettivo di questa riforma è inserire nello statuto degli enti la "clausola non profit", che assicuri la eterodestinazione dei risultati e del patrimonio finale dell'organizzazione, per gli enti citati appunto nel primo Libro del Codice civile.

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1.7.09

Gli adolescenti di oggi

Volevano divertirsi. Tutto il mondo sta facendo i conti con la violenza gratuita, brividi di follia che attraversano il cervello dei giovani incapaci di porsi la domanda fondamentale, quella che divide il bene dal male.
A Rimini una persona senza dimora viene incendiata, e quattro ragazzi stanno a vedere l'effetto che fa e si divertono, peccato che devono allontanarsi perché arrivano i soccorsi, ma poi ritornano, orgogliosi di aver provocato tutto quel pandemonio, le luci blu, l'ambulanza, la polizia, la gente che guarda sgomenta, alza le spalle, borbotta. Loro no, continuano per giorni a vivere l'euforia di un gesto pazzesco, e non hanno la percezione della follia, del delitto, dell'orrore. Non si pongono la domanda fondamentale, quella che divide il bene dal male:"È lecito bruciare una persona umana?" No, evidentemente no. Anzi, si vantano con le ragazze, parlano al cellulare rievocando l'impresa.

Credo che i quattro ragazzi "per bene" di Rimini non considerassero il clochard esattamente una "persona umana", ma solo un rifiuto, una carcassa umana, uno sgorbio sulla panchina, brutto da vedere, e dunque, in fin dei conti, da eliminare. Ma c'è di più: il gioco, in questo caso, era facile, perché la vittima era indifesa, addormentata, incapace di reagire, dunque non c'era nessun pericolo. La vigliaccheria si aggiunge alla crudeltà. Questi ragazzi sono cattivi, in questo momento non possiamo liquidare con un sociologismo sbiadito questo episodio come "noia" e "mancanza di valori". Dobbiamo tornare a parlare del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. Questa società deve restituire dignità di persona umana ai più deboli, e i senza dimora, sono lì a testimoniare la nostra fragilità collettiva. Questo non è solo un brutto sogno. E neppure un film. È parte della realtà del nostro tempo.

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