20.10.09
29.7.09
Adozioni in Togo
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20.7.09
Affidamento condiviso
La separazione dei genitori comporta spesso conseguenze molto dolorose per i figli, che sovente divengono lo strumento per ferire l'altro coniuge, aumentando così la litigiosità fra la coppia. La legge sull'affidamento dei figli, prevedeva, fino a qualche tempo fa, che in caso di separazione dei coniugi il minore venisse affidato a uno solo dei genitori, con la possibilità per l'altro di frequentare il proprio figlio solo con le modalità previste dal tribunale.
Nel 2006 però vi è stata una riforma molto significativa in tema di affidamento della prole, in quanto, per la prima volta, si è iniziato a parlar di affidamento condiviso, introducendo un termine che rappresenta una rivoluzione importante, ossia il concetto di biogenitorialità.
In questo modo, c'è un vero e proprio diritto del figlio ad avere un rapporto costante con entrambi i genitori, durante tutto il suo percorso di crescita.
I genitori potranno quindi esercitare in modo congiunto la loro potestà, con la conseguenza che le decisioni di maggior interesse riguardanti l'istruzione, l'educazione e la salute saranno prese di comune accordo.
Tanti cambiamenti sono avvenuti a seguito dell'entrata in vigore della suddetta legge, come la sostituzione della parola coniugi con il termine genitori negli articoli del Codice civile riguardanti i provvedimenti adottabili nei confronti dei figli, nuovi criteri stabiliti per il mantenimento della prole, e anche la previsione di introdurre la mediazione familiare nel giudizio di separazione. Quest'ultima novità è molto importante in quanto, oltre a rivelarsi uno strumento utile per trovare accordi adeguati, si presenta come una possibilità di ascolto in una situazione di crisi e di cambiamento, poiché di fronte ad una separazione c'è sempre la necessità di ridisegnare le relazioni familiari.
9.7.09
Centro bambini autistici
La rete operativa offre un centro specialistico per la diagnosi precoce: la tempestività è decisiva per l'efficacia dell'intervento terapeutico. Le sedute, di 2 ore one-to-one, si svolgono all'interno di aule appositamente strutturate, per un minimo di tre appuntamenti a settimana. Follow-up semestrali permettono di monitorare i progressi con metodo scientifico.
Oltre a un centro formativo, che organizza corsi e convegni internazionali rivolti al personale, ai familiari e agli insegnanti, il polo friulano il centro lavorativo per adulti Officina dell'arte, con laboratori di mosaico professionale, di packaging e informatico, una palestra e uno show room per la vendita dei prodotti.
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7.7.09
Adozioni in Vietnam
19.6.09
Bambini di strada
Difficile dire quanti siano, in Italia. Certamente migliaia, se si accoglie la definizione estensiva "bambini di strada" elaborata dal comitato coesione sociale del Consiglio d'Europa che sta lavorando al tema in vista dell'Anno europeo della lotta alla povertà, il 2010.
Bambino di strada non è solo il minore che ci vive materialmente, come in alcuni Paesi dell'Est, ma anche quello che, per diversi motivi, è fuoriuscito dai percorsi di crescita. Ma chi sono, questi minori, nel nostro Paese? Tutti i bambini che vivono una situazione di emarginazione. Si va dal ragazzino escluso dalla scuola a quello costretto a vivere in una realtà familiare di povertà o disagio; dal minor straniero sfruttato per accattonaggio o prostituzione all'adolescente che entra ed esce dal circuito penale. Ciò che li accomuna è la strada, intesa come non-luogo, non-accoglienza, assenza di futuro.
Se da un lato, però, nelle città del Nord il fenomeno riguarda soprattutto ragazzi stranieri non accompagnati, nel Sud ci confrontiamo con sacche di povertà autoctone; un fenomeno grave, perché gli studi dimostrano che l'indigenza e il disagio sono ereditari, si trasmettono di padre in figlio.
Se le situazioni sono diverse, lo sono anche le risposte. Si va dalla prima accoglienza alla tutela della salute fisica e psicologica, fino all'inclusione vera e propria, che può tradursi nella conclusione degli studi, nell'avviamento al lavoro o in un percorso protetto di rientro nel Paese d'origine.
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18.6.09
L'asilo nido non è per tutti
A fare le spese di questa carenza strutturale sono soprattutto le donne, che finiscono con il dedicarsi ai figli senza così nemmeno tentare l'inserimento nel mondo del lavoro. Come se non bastasse, un altro aspetto risulta penalizzante: per le famiglie economicamente vulnerabili il nido è troppo oneroso.
A ricorrere al nido sono perciò, in misura precedentemente più elevata, le lavoratrici con reddito alto, quelle con mansioni direttive. In pratica, conclude il Censis, tra le madri che lavorano il nido è un servizio utilizzato in modo particolare da quelle con più alto titolo di studio e con collocazione professionale e di reddito più elevata.
16.6.09
Adozioni bambini cinesi
Si è svolto a Palazzo Chigi l'incontro bilaterale tra una delegazione della Repubblica Popolare Cinese, guidata dal viceministro per gli affari civili, signora Jiang Li, e la Commissione per le adozioni internazionali, presieduta dal sottosegretario Giovanardi, per approfondire l'attuazione dell'accordo bilaterale per le adozioni firmato nel 2007. Le delegazioni hanno riconosciuto l'andamento positivo della cooperazione fra Italia e Cina che ha consentito il deposito di numerosi fascicoli. La parte cinese ha assicurato che, in via eccezionale rispetto ai tempi programmati dal sistema, e come segno tangibile di amicizia, fra breve sarà possibile procedere all'abbinamento delle prime 22 coppie italiane a minori cinesi.
22.5.09
Asilo nido e lavoro
Dopo la materna è arrivato il doposcuola, che accoglie un centinaio di bambini che frequentano la scuola pubblica al mattino. A far funzionare la materna e il doposcuola, come le altre iniziative del Giardino degli angeli, c'è l'omonima associazione brasiliana di volontariato.
Il Giardino ha in cantiere un nuovo progetto di cooperazione: un corso di formazione professionale alberghiero. L'associazione finora ha realizzato tutte le iniziative senza nessuno aiuto pubblico, ma per questo progetto si è deciso di partecipare a un bando regionale.L'associazione vive del volontariato degli stessi soci: la sede è nei locali della ditta di uno dei fondatori e le spese sono ridotte al lumicino. "Da quando c'è l'associazione si sono aperte davanti a noi strade impensate e incontri che mai avremmo immaginato di fare".
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20.5.09
Adozioni in Nepal
Era l'ultimo tassello che mancava alla riapertura delle adozioni internazionali in Nepal: il riconoscimento, da parte del governo di Kathmandu, degli enti stranieri autorizzati a operare. Secondo la stampa locale sarebbero infatti 58 gli enti stranieri che hanno ottenuto il via libera. I primi sul podio sono gli Stati Uniti con 32 agenzie accreditate, l'Italia è seconda con 8 enti riconosciuti (Naaa, Ariete, Anpas, Airone, Aipa, International Adoption, Amici Trentini, AiBi). A inizio settembre 2008 il Children Center Welfare Board nepalese aveva messo a punto la lista dei 38 istituti che erano stati giudicati idonei a collaborare con gli enti stranieri per interventi di cooperazione e adozione internazionale.http://www.ccwb.gov.np/
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18.5.09
Asilo nido stranieri
Il viaggio negli asili etnici d'Italia parte dalla capitale: il Piccolo mondo nasce in piena emergenza, da un gruppo di immigrati irregolari filippini che nell'89 aveva occupato l'Hotel Giotto al centro del quartiere Boccea. Nel 90 però, la gestione passa alla Caritas e oggi il Piccolo mondo accoglie 42 bambini di 25 nazionalità diverse. Il 20% è italiano. Si pagano da 0 a 80 euro al mese, in base al reddito, e l'orario va dalle 9 del mattino alle 5 di sera.All'ombra del Colosseo c'è anche Il Munting Tahan "piccola casa" che oggi ospita 45 bimbi di oltre 15 nazionalità diverse, tra essi anche 5 italiani.
È un'esperienza tutta al femminile invece il nido Alma Terra di Torino. All'inizio era una specie di baby parking per le volontarie dell'associazione Casa delle donne, poi si è aperto anche ai bambini delle utenti del centro. Dal 2006 è un micro-nido convenzionato, diviso in due strutture, una per la mattina e una per il pomeriggio, otto bambini in tutto di 6 nazionalità diverse.
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5.5.09
Tribunali minorili
Ma, insieme al maggior carico di lavoro, è soprattutto l'aumento esponenziale delle competenze a preoccupare i giudici minorili, che hanno lanciato l'allarme: si è enormemente ingigantito il bacino d'utenza; da un lato per l'ingresso di nuove competenze, come quella relativa ai minori stranieri, dall'altro per l'ampliamento di quelle tradizionali: in primis, la gestione delle separazioni delle coppie di fatto con figli. Si tratta ormai della metà di tutti i procedimenti civili aperti davanti al tribunale dei minori. Una materia delicata, in cui è necessario decidere dell'affidamento dei bambini e,dal 2007, anche del mantenimento economico da garantire agli stessi.
Ma qui emerge uno dei più cocenti paradossi del sistema giudiziario italiano. Divorzi e separazioni di coppie coniugali sono infatti di competenza del tribunale ordinario. Il tribunale minorile interviene invece per decidere della sorte dei bambini di coppie non sposate.
Sempre più pressante, dunque, è la richiesta di un organo unico in grado di farsi carico di tutto il settore, con giudici preparati in modo esclusivo alla materia minorile e una diffusione sul territorio che ne consenta la piena operatività.
27.4.09
Adozioni bambini russi
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16.4.09
Sostegno a distanza
Si compone di almeno mezzo milione di donatori il mondo del sostegno a distanza in Italia. É questo il dato più aggiornato che La Gabbianella, coordinamento di associazioni impegnate nel settore, ha rilevato nel suo secondo censimento nazionale.
Il primo censimento nazionale del Sad risale al 1999, in occasione del primo Forum del settore. A monte di questa necessità c'era l0evidente incremento nel numero dei progetti di Sad avviati, sviluppo che ha continuato ad alimentarsi sino agli anni più recenti.Pur essendo una fotografia parziale del complesso mondo di realtà che promuovono sostegni a distanza, il contributo offerto da La Gabbianella è interessante per l'approfondimento e le sfaccettature. Gli enti partecipanti al censimento sono stati 278, circa il 53% della popolazione statistica delle organizzazioni che in Italia praticano il Sad. Dal censimento totale si contano, in cifra assoluta, 492.036 sostenitori effettivi, di cui la maggior parte fanno capo a enti localizzati in Italia nord occidentale.
La ricerca mostra una certa diversificazione nell'organizzazione degli interventi e nella "identità sociale dell'ente". A livello terminologico ancora il 54% degli enti denomina i progetti sotto l'etichetta "adozione a distanza", mentre i restanti operano il termine "sostegno a distanza".
Ma vediamo l'impegno nei Paesi in via di sviluppo. La maggioranza degli enti, il 46%, invia i sostegni ad un solo Paese, dunque vanta un'alta specializzazione e conoscenza del contesto. Il 39% collabora con un numero di Paesi da 2 a 5 e il restante 15% si relaziona con più di 6 Paesi. Tale diversificazione non può che essere una ricchezza, che si coniuga con un'altra necessità fondamentale, quella di garantire trasparenza a cittadini sostenitori e beneficiari.
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10.4.09
Lotta alla mortalità infantile
Un rapporto dell'Onu ha fatto sapere che fra gli otto Obiettivi di sviluppo del Millenio che la comunità internazionale si è impegnata a raggiungere, il quarto, quello che riguarda la lotta alla mortalità infantile è uno di quelli che ha registrato in questi anni i migliori risultati, anche nei Paesi in via di sviluppo. Anche se le differenze da Paese a Paese rimangono impressionanti: in Italia muoiono 4 bambini ogni mille, in Sierra Leone 262.
Dal 2001 l'Unicef sta applicando un nuovo metodo per combattere la mortalità infantile: l'Acsd - Accelerated child survival and development, un pacchetto che mette insieme diversi interventi, come le vaccinazioni, la distribuzione di zanzariere contro la malaria, farmaci, assistenza.
Dal 2002 al 2004 questo metodo è stato applicato in 11 Paesi, e dopo il monitoraggio si è riscontrata una riduzione del 20% della mortalità infantile.Al momento sono una sessantina i governi che applicano l'Acsd in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e con Unicef, utilizzando diverse modalità a seconda del proprio sistema sanitario.
9.4.09
Lotta alla malaria
Per Sigma Tau l'impegno a seguire un modello responsabile è da sempre una scelta naturale e coerente. Il successo dell'azienda trova le sue fondamenta in valori condivisi che rafforzano le relazioni umane e orientano verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale. L'impegno dell'azienda non si ferma agli aspetti della qualità della terapia e alle malattie rare, ma di recente si è aperto anche a temi di grande impatto socio-sanitario, quale il trattamento della malaria, responsabile ogni anno della morte di un milione di persone (in maggioranza bambini al di sotto dei cinque anni e donne in gravidanza).
L'attenzione nei confronti del sociale e a sostegno dei più deboli è frutto della convinzione che la difesa dei diritti della salute e della qualità della vita sia un impegno prioritario. Negli anni sono state costruite collaborazioni sia con organismi che sostengono attività umanitarie all'estero sia con realtà che operano in Italia. Sigma Tau mette inoltre a disposizione di diversi enti e associazioni della cooperazione internazionale, farmaci che vengono inviati nelle località colpite (Sudan, Zambia, Ghana, Costa d'Avorio, ecc.).
Nel 1986 è stata costituita una fondazione per promuovere e divulgare la cultura scientifica e tutelare i risultati della ricerca: senza attività di ricerca non si acquisiscono posizioni di eccellenza e di vantaggio nella competizione globale e, di conseguenza, non si ha la capacità di ridistribuire valore agli individui che compongono l'organizzazione sociale.
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2.4.09
Accoglienza minori
Sotto la piccola coperta dell'assistenza, nel nostro Paese si contano almeno 100mila minori a rischio di povertà o emarginazione sociale. Se la nostra è una società di vecchi e i bambini sono minorati, dovrebbe essere più facile farcene carico.
I numeri certi dei minori in affido familiare o in comunità risalgono al 2005, quando il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza ha censito 2.226 servizi residenziali socio-assistenziali che accoglievano 11.543 bambini e adolescenti. A questo dato andavano aggiunti altri 12.551 minori in affidamento familiare.
Oggi in Italia sappiamo quanto poco spendiamo per i minori, ma non sempre sappiamo per cosa. Quasi mai conosciamo i risultati ottenuti. Bisogna ribaltare questa situazione, colmare il ritardo con gli altri Paesi e iniziare un monitoraggio non solo delle situazioni di rischio, ma anche dell'efficacia degli interventi messi in atto.
L'analisi della spesa statale e di quella locale dedicata ai minori è particolarmente interessante per comprendere la portata del problema. L'assistenza sociale in Italia si eroga solo dopo aver accertato che c'è un determinato bisogno, solitamente accompagnato da una limitatezza o assenza di risorse economiche. I principali erogatori dei servizi assistenziali sono sostanzialmente due: lo Stato e gli oltre 8mila Comuni. Lo Stato eroga assistenza solo sotto forma di trasferimenti economici. I Comuni invece erogano soprattutto servizi: ai bambini e alle famiglie viene destinato il 39% delle loro risorse, cioè circa due miliardi di euro. A questo, importo vanno però sottratte le risorse destinate ali asilo nido, che non sono propriamente un servizio assistenziale ma educativo, e dunque si resta con 1.2 miliardi di euro. Abbiamo stimato che il 70% di questa spesa è destinato a bambini/ragazzi e a famiglie in grave difficoltà.
Uno scenario inquietante, in cui la prassi amministrativa diventa metodo d'intervento sociale, senza valutare se per i minori sia la miglior risposta possibile.
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