23.12.09

Movimento sociale

Un nuovo movimento con una propensione per il sociale. Daniela Santachè lasciata La Destra, con cui non condivideva più la linea ritenuta estremista, ha fondato il Movimento per l'Italia (Mpi), più moderato e a sua immagine. La nuova creatura è suddivisa in dipartimenti tra i quali ci sono anche quello per gli Affari islamici e quello Sociale.
Questa in particolare vuole essere la novità su cui l'Mpi punta. A guidare il dipartimento c'è Barbara Benedetelli, prestata alla politica dalla televisione. È lei, carattere focoso e passione per le questioni sociali, a spiegare le idee e i programmi sociali del movimento. Molte idee in cantiere: Difesa Donna, un progetto per aiutare le donne vittime di violenza e insegnare, a quelle che lo desiderano, a difendersi; il progetto Temporary house, case appoggio per persone bisognose; il progetto Macchinine colorate, auto per disabili e anziani a costo zero grazie alla pubblicità solidale, e infine la volontà di creare un social network per anziani, semplice e funzionale che li aiuti nell'intrattenere rapporti e facilitare la reperibilità. Idee che per Barbara Benedettelli si reggono su un presupposto: "Non siamo un partito ma un movimento, dunque aperto e disponibile come intermediario tra i cittadini e le istituzioni".

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1.12.09

Convenzione disabili

Si bipartisan del Senato alla Convenzione dell'Onu sui diritti delle persone con disabilità, che prevede anche la costituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione dei disabili. Scopo della Convenzione è assicurare il pieno e uguale godimento di tutti i diritti e libertà da parte dei disabili; l'Osservatorio nazionale, presieduto dal ministro del Lavoro , dovrà verificare l'attuazione della Convenzione.

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29.9.09

Lavoro disabili

Su un campione di 1167 persone maggiorenni con sindrome di Down, solo il 10% lavora con un regolare contratto di lavoro. L'integrazione lavorativa per loro è un obiettivo ancora tutto da centrare. Ma sempre più fondamentale, soprattutto perchè, grazie ai progressi della medicina, la durata della vita si è molto allungata. Oggi si può parlare di un'aspettativa di vita di 62 anni: su 38mila italiani con sindrome di Down, 23mila sono adulti. Per loro l'integrazione lavorativa è il primo tassello per vivere una vita normale. Proprio a questo scopo è nato uno spot pubblicitario, un invito rivolto alle aziende del settore privato e pubblico, perchè le buone intenzioni si traducano in azioni concrete. Un'idea nata grazie alla collaborazione tra l'Associazione italiana persone Doen onlus, l'agenzia Saatchi & Saatchi, la casa di produzione The amily, il Gambero Rosso Città del gusto e, infine, Medusa Film e Opus Proclama che da febbraio distribuiscono lo spot in oltre 300 sale italiane.


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9.7.09

Disabili: nuovo Centro polivalente Papa Giovanni

Si chiama Centro polivalente Papa Giovanni la nuova punta di diamante della sanità calabrese, e non ha nulla da invidiare alla più avanzate strutture diagnostiche e riabilitative per malati psico-fisici del Centro-Nord. Inaugurata il 16 gennaio, nel rione Eremo di Reggio Calabria, rappresenta l'ultimo tassello del percorso intrapreso 40 anni fa dal Centro comunitario Agape e dall'Associazione Piccola opera Papa Giovanni, entrambi fondati da don Italo Calabrò.Già dopo tre mesi il Centro opera a regime, seguendo 200 disabili e potenziando i servizi ambulatoriali e residenziale di riabilitazione, già operanti da quasi 15 anni presso il Centro Tripepi-Mariotti. Prima usufruivano delle prestazioni specialistiche bambini con ritardo mentale, disturbi generalizzati dello sviluppo, della comunicazione, della coordinazione motoria, malattie neuromuscolari. Ma la domanda è sempre stata numericamente superiore. La nuova struttura permette di abbattere la lista d'attesa, che contava fino a 50 minori. Ai trattamenti già in atto, si aggiungo sedute di idrokinesiterapia, uno specifico ambito per il trattamento precoce delle gravi ipovisioni, e una nuova comunità residenziale per 20 ospiti.Ma la vera rivoluzione è rappresentata dall'attivazione di Centro sperimentale per la diagnosi precoce della disabilità, di cui potranno usufruire le famiglie calabresi e della vicina Sicilia. Un servizio all'avanguardia che permetterà di fornire già al momento della nascita una valutazione puntuale dei disturbi o di eventuali sofferenze perinatali, normalmente diagnosticati con ritardo e comunque dopo costosi viaggi verso i centri del Nord.

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29.6.09

Aeroporti per disabili

Napoli da imitare. Un esempio di accessibilità e pari opportunità, presentato come best practice a livello europeo alla conferenza inaugurale della Giornata della disabilità. I rifiuti non c'entrano, stavolta, non c'entrano: quella raccontata a Bruxelles lo scorso dicembre è un'altra storia e parla di Napoli, del suo aeroporto e della società che lo gestisce (Gesac) che per adeguarsi al nuovo regolamento europeo per il trasporto dei passeggeri a ridotta mobilità interpellato direttamente loro, i disabili. Sembrerebbe naturale, e invece così non è: tra i 40 aeroporti italiani, solo a Capodichino si è lavorato fianco a fianco con le associazioni dei disabili.
Il progetto, riconosciuto come best practice europea, si chiama appunto Collaudo civico, perché al "decollo" del regolamento ha partecipato anche la società civile. In tutte le fasi: prima, sedendo ai tre tavoli progettuali, poi gestendo il corso rivolto agli assistenti di terra dei passeggeri disabili e, infine, partecipando alle ispezioni e ai controlli di qualità.
Ma cos'ha fatto di così speciale la Gesac per meritarsi il plauso dell'Europa? Intanto già dal 27 luglio scorso, l'aeroporto di Napoli era a norma: scalo accessibile dai parcheggi fino a bordo, e possibilità di viaggiare su qualsiasi volo, purché prenotato per tempo. Poi, al posto di un'anonima sala d'aspetto, in un'aerea dello scalo è stata allestita la Sala Amica, raggiungibile direttamente in taxi e auto dotata di tv, bagni attrezzati, poltrone della giusta altezza. L'aeroporto si è inoltre dotato di tre amboulist, cioè ascensori con sollevatori per il trasporto a bordo dei passeggeri in carrozzina, bagni per disabili divisi per sesso e un potenziamento del personale addetto all'assistenza diretta, il cui numero è quasi raddoppiato con un incremento della presenza femminile.

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14.5.09

Detrazione assistenza invalidi

È possibile detrarre il 19% dei costi affrontati per assistere persone non autosufficienti anche nel caso in cui queste siano ricoverate presso una struttura diversa dalla propria casa, e quindi quando le prestazioni non vengono erogate al domicilio dell'assistito.
È quanto ha messo nero su bianco l'Agenzia delle Entrate risoluzione n.397/E del 22 ottobre, in cui si precisa però che le spese per questo tipo di assistenza e servizi vanno certificate distintamente rispetto a quelle riferibili ad altri eventuali servizi ricevuti presso la struttura ospitante.
In effetti, la norma citata dal contribuente si riferisce alla detrazione d'imposta sui corrispettivi pagati a figure assistenziali che prestano attività di sostegno a persone non autosufficienti, definite dalla legge come coloro che non sono in grado a causa delle proprie condizioni fisiche, di compiere i gesti quotidiani che la vita richiede o che hanno bisogno di sorveglianza continua. In pratica, ci si riferisce qui alla comune figura della badante.
Il beneficio fiscale. è bene ricordarlo, spetta sia nel caso che la persona non autosufficiente sia il contribuente stesso, sia nel caso che l'assistito sia un famigliare, a carico o non.
Nel documento è infine evidenziato che il beneficio può essere calcolato su una spesa massima di 2.100 euro e che il reddito del contribuente che ne fa richiesta non deve superare i 40mila euro. Per avere diritto alla detrazione, inoltre, occorre essere in possesso di un'idonea documentazione fiscale relativa ai costi sostenuti e, in caso di spese per assistenza familiare, devono risultare codici fiscali e dati anagrafici di chi effettua i pagamenti, di chi assiste e di chi riceve la prestazione.

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7.5.09

Disabilità in Giordania

Le cose più impensabili capitano nei posti più impensabili. Come a Zarqa, ad esempio. Zarqa è una piccola città giordana a pochi chilometri a nord-est di Amman. In questa povera località industriale esiste uno dei più antichi campi profughi palestinesi creato dalla Croce Rossa nel 1948. A tutt'oggi la comunità di origine palestinese è composta da circa 18mila anime, il cui membro più illustre aveva un nome che ancora oggi evoca terrore: Abu Musab al-Zarqawi.
Qui, in un contesto intriso di fondamentalismo, è successo l'impensabile. Il fatto è semplice: un ong creata dalla comunità cattolica latina, lo Our Lady of Peace Centre di Amman, ha incominciato ad occuparsi della cura dei disabili vincendo poco alla volta l'iniziale diffidenza della maggioranza musulmana. La fotografia simbolo di questo piccolo miracolo è quella del vescovo cattolico Selim Sayegh, vicario patriarcale dei latini di Giordania, che spinge un bambino in carrozzina a fianco delle autorità musulmane durante una marcia di sensibilizzazione per i diritti delle persone disabili.
In Giordania il numero dei disabili è enorme: si stima che siano 600mila, circa il 10% della popolazione. Lo scopo dell'organizzazione è quello di far crescere la consapevolezza dei problemi dei disabili nel nostro Paese. Il primo obiettivo è quello di veder riconosciuti i diritti di queste persone, e per loro il primo diritto è il diritto alla dignità. L'altro obiettivo è quello di offrire assistenza gratuita a queste persone.
Non è ancora chiaro perché vi sia un così alto numero di disabili nel Paese. Una cosa è certa: per una famiglia giordana avere un figlio disabile è una vergogna insostenibile di fronte alla società. I disabili non vengono fatti uscire di casa per non subire l'umiliazione dello scherno da parte del resto della popolazione. Questo isolamento, di fatto, coincide con la privazione della libertà.
Il lavoro per entrare e scardinare questa mentalità è lungo e faticoso, ma nonostante l'esiguità delle forze sta iniziando a dar i primi frutti. La gente prende coraggio e decide di scendere in strada spingendo le carrozzine dei propri figli, a volte anche deformi, per far sapere a tutti di aver scoperto il valore unico e grande di quelle persone loro affidate.

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