18.2.10

Lavoro ragazzi

Padova-Kiev e ritorno,. Da anni è intenso il flusso di solidarietà su questa tratta: famiglie venete che ospitano i ragazzi di Chernobyl e giovani ucraini che vengo a studiare in Veneto. Anche Civitas, quest'anno parla ucraino. E non solo: prova persino la cucina di Kiev.

Il progetto Youth Assistance nasce tre anni fa per migliorare le condizioni di vita negli Internaat: Asa, Caritas Ucraina e istituti salesiani organizzano corsi di formazione e soggiorni in famiglia per i ragazzi degli istituiti. Ma la solidarietà delle famiglie venete nasce ben prima: da Chernobyl in poi, estate dopo estate l'accoglienza dei bambini ha creato legami fortissimi. Che non si sono interrotti nemmeno quando i ragazzi sono cresciuti. Da qui la preoccupazione per il "dopo" Internaat. A 17 anni i ragazzi vengono messi alla porta e privati del sussidio statale. E dopo una vita in istituto, con un passato da dimenticare e poche competenze da spendere nel mondo del lavoro, per loro la strada è spesso l'unica vera alternativa. Per questo è nata una nuova fase del progetto Youth Assistance, su proposta delle famiglie. L'obiettivo è creare occasioni di formazione e crescita professionale per questi ragazzi, o in Italia o nel loro Paese.


Quest'anno sono stati 20 i ragazzi ucraini che hanno iniziato un percorso di formazione e lavoro in Italia. Altri 10 ex ospiti degli istituti stanno invece vivendo esperienze di stage in aziende e ristoranti italiani in Ucraina. Fondamentale in questo progetto è stata l'Associazione degli imprenditori italo-ucraini. Non è stato semplice, gli altri dipendenti hanno accolto con fatica i nuovi arrivati e l'inserimento è stato faticoso ma in qualche occasione ha avuto successo. Come per Svetlana, che ha iniziato come addetta alle fotocopie nella società di vending Liberty, in breve è passata alla contabilità e, nel giro di qualche mese, assicura il proprietario, è destinata a diventare il capo-contabile. Casi rari, a dir la verità, ma significativi. Dei 10 stagisti che sono entrati in azienda sette hanno trovato un impiego stabile.È un inizio, il segno di un importante cambio di mentalità nel nostro stile di solidarietà: dall'assistenzialismo all'impresa sociale.

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16.11.09

Associazioni autismo

Fiocco rosa nella capitale per la nascita di Fantasia - Federazione delle associazioni nazionali a tutela delle persone con autismo e sindrome di Asperger, che da fine 2008 raccoglie in un unico coordinamento le tre principali realtà italiane, con relative affiliate regionali o locali, dedicate alla difesa dei diritti dei soggetti con disturbi dello spettro autistico: Angsa, Autismo Italia e Gruppo Asperger onlus.
Nel nome racchiude la freschezza e il potenziale creativo della novità, ma il lavoro di rete che sta a monte è tutt'altro che improvvisato: è il frutto di un confronto ventennale con la comunità scientifica internazionale, con le associazioni di genitori presenti sul territorio, e di una visione condivisa nell'approccio alla malattia.
Nel promuovere un orientamento medico conforme alle linee guida fissate in materia di diagnostica, educazione e riabilitazione, che sgombri il campo da pratiche di dubbiosa scientificità, Fantasia si propone come punto di riferimento nazionale per le persone autistiche, per le loro famiglie e per le associazioni locali, che rischiano di restare escluse dai progressi della ricerca e dal dibattito medico.Oltre all'adesione alla Fish, le organizzazioni riunite in Fantasia contano articolazioni in tutte le regioni italiane per un totale di circa 6mila soci e rapporti di stretta collaborazione con Autisme Europe e con il Forum europeo delle persone con disabilità.

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26.10.09

Quanto costa l'adozione

Un lusso per pochi. Così alcune famiglie definiscono l'adozione internazionale Alla sede dell'associazione Amici dei Bambini arrivano sempre più segnalazioni di coppie scoraggiate dai costi dell'intera procedura e dalla spese vive di viaggio e soggiorno all'estero.
Se si mettono in fila fanno una certa impressione: da 1.300 a 3.600 euro per i servizi resi in Italia dagli enti, poi le spese per ciascun Paese estero, che variano dai 4mila fino a oltre 9mila euro.Finita qui? No davvero; a queste voci vanno aggiunte le traduzioni dei documenti, fino a 800 euro; i viaggi aerei da 1.500 a 6mila euro; l'alloggio e il vitto sul posto, altri 3-4mila euro; il post adozione, dai 150 a oltre mille euro. Totale? Almeno 12-15mila euro se va bene, ben oltre 20mila se si è destinati in Paesi esteri particolarmente ceri, se di devono affrontare più viaggi o lunghe permanenze e, infine, se gli Stati di provenienza chiedono relazioni annuali post adozione fino al compimento dei 18 anni dell'adottato.
Quando finalmente si arriva a casa con il proprio bambini, poi, cominciano le spese per il tran tran quotidiano con un figlio piccolo: visite specialistiche, allestimento della cameretta, guardaroba, asili/baby sitter, cure specialistiche, eventuali conseguenze psicologiche.
Le migliaia di coppie che intendono adottare all'estero navigano a vista tra molti ostacoli: oltre ai costi burocratici e alle spese vive, esiste la pratica non documentata né tracciabile del denaro trasferito all'estero "in nero" presso gli istituti e gli avvocati locali.
Per molte famiglie che intraprendono l'adozione internazionale il prestito bancario è diventato una scelta piuttosto ricorrente. Tra le varie proposte, già da qualche anno le Bcc hanno creato AD8, un mutuo a zero spese e ottime condizioni fino a un massimo di 15mila euro.

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23.10.09

Cooperativa sociale a Milano

Una realtà variegata, come indica anche il suo logo: un albero dalla folta chioma, con ampie ramificazione e radici ben piantate. È la cooperativa sociale La Strada, che ha la sua sede principale nel quartiere Corvetto di Milano. Negli anni 80 i primi operatori e volontari della cooperativa avevano iniziato a lavorare con i tossicodipendenti, per poi lasciarsi interrogare dal tema della prevenzione e quindi dalla situazione delle famiglie in difficoltà, dall'esigenza di un'adeguata formazione e di un lavoro per i giovani e poi ancora il problema della casa. Ed è nato da questo metodo anche uno dei servizi attivati nel corso dell'ultimo anno: la comunità diurna Dedalo. È un centro che si occupa di minori sottoposti a procedimenti penali e che usufruiscono di misure alternative al carcere, con la messa alla prova.
Un altro servizio attivato nel corso del 2008 da La Strada è la casa di accoglienza per mamme sole con bambini di via Romilli, aperta in uno stabile messo a disposizione dal Comune di Milano. Nel 2008 ha preso il via anche l'attività dei Custodi sociali in zona 4.
Questa scelta ha portato La Strada a sviluppare la propria presenza e il proprio radicamento territoriale nella zona Sud-Est della città, senza però dimenticarsi di consolidare le numerose attività avviate negli anni, come la comunità per minori di viale Corsica, la casa per malati di Aids di Ponte Lambro, il Centro Tiama, che accoglie bambini vittime di gravi maltrattamenti e abusi, i 15 alloggi per l'housing sociale, i tanti progetti in collaborazione con scuole, parrocchie, istituzioni.

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20.10.09

Adolescenti in difficoltà

Ansia, depressione, iperattività patologica, anoressia, disturbo ossessivo. In Italia quasi un bambino su dieci, fra gli 11 e i 14 anni soffre di un disagio mentale., A lanciare l'allarme sono gli esperti dell'Irccs lecchese Eugenio Medea, autori del primo studio epidemiologico italiano sulle patologie psichiche nei pre-adolescenti delle zone urbane. Dai dati, raccolti su un campione di 3418 ragazzi di città, è emerso che l'8.2% degli 11-14enni mostra segnali di disturbi mentali clinicamente diagnosticabili. Se si aggiungono i casi di disagio emozionale, la percentuale sale al 9.8%. "Non sono numeri da record", rassicura Massimo Molteni del Medea, "ma in Italia a preoccupare è la difficoltà di intervento. Anche nelle regioni più avanzate, si riesce a intercettare solo il 5% dei casi".

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Adozioni più semplici

Il Garante per l'infanzia "potrà semplificare l'iter per le adozioni": ne è convinta il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna che si è espressa in questo senso nel corso dell'audizione tenuta alla commissione Affari costituzionali della Camera. "Condivido la necessità di semplificare l'iter delle adozioni sebbene si tratti di materia non rientrante nella mia delega", ha detto il ministro. "E credo che l'istituzione del Garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, contenuta un un disegno d legge da me proposto attualmente all'esame delle commissioni riunite Affari costituzionali e Affari social alla Camera, possa offrire un contributo a questo tema come a tutti quelli volti a tutelare e ad ampliare i diritti dei fanciulli".

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29.7.09

Adozioni in Togo

Potrebbero riprendere già nelle prossime settimane le adozioni internazionali in Togo: la Repubblica del Togo ha infatti ratificato la Convenzione de l'Aja del 1993, il principale strumento di tutela dei minori adottabili e delle aspiranti famiglie adottive. Ne dà notizia il Segretario generale dell'autorità centrale del Paese africano. La firma interrompe un blocco totale delle adozioni durato circa un anno: il 1° febbraio del 2008 il ministero della Giustizia del Togo aveva infatti sospeso tutti gli iter adottivi.
www.commissioneadozioni.it

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20.7.09

Affidamento condiviso

Triangolazioni, contrasti, litigi e tensioni per cercare di ottenere l'affidamento esclusivo della prole.
La separazione dei genitori comporta spesso conseguenze molto dolorose per i figli, che sovente divengono lo strumento per ferire l'altro coniuge, aumentando così la litigiosità fra la coppia. La legge sull'affidamento dei figli, prevedeva, fino a qualche tempo fa, che in caso di separazione dei coniugi il minore venisse affidato a uno solo dei genitori, con la possibilità per l'altro di frequentare il proprio figlio solo con le modalità previste dal tribunale.
Nel 2006 però vi è stata una riforma molto significativa in tema di affidamento della prole, in quanto, per la prima volta, si è iniziato a parlar di affidamento condiviso, introducendo un termine che rappresenta una rivoluzione importante, ossia il concetto di biogenitorialità.
In questo modo, c'è un vero e proprio diritto del figlio ad avere un rapporto costante con entrambi i genitori, durante tutto il suo percorso di crescita.
I genitori potranno quindi esercitare in modo congiunto la loro potestà, con la conseguenza che le decisioni di maggior interesse riguardanti l'istruzione, l'educazione e la salute saranno prese di comune accordo.
Tanti cambiamenti sono avvenuti a seguito dell'entrata in vigore della suddetta legge, come la sostituzione della parola coniugi con il termine genitori negli articoli del Codice civile riguardanti i provvedimenti adottabili nei confronti dei figli, nuovi criteri stabiliti per il mantenimento della prole, e anche la previsione di introdurre la mediazione familiare nel giudizio di separazione. Quest'ultima novità è molto importante in quanto, oltre a rivelarsi uno strumento utile per trovare accordi adeguati, si presenta come una possibilità di ascolto in una situazione di crisi e di cambiamento, poiché di fronte ad una separazione c'è sempre la necessità di ridisegnare le relazioni familiari.

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7.7.09

Adozioni in Vietnam

Un impegno verso la ratifica della Convenzione de L'Aja col supporto tecnico e professionale italiano in questa fase preliminare: è l'esito della riunione del gruppo di lavoro misto previsto dall'Accordo bilaterale Italia-Vietnam in tema di adozioni internazionali, che si è tenuto ad Hanoi dal 20 al 22 novembre. Un impegno concretamente sostanziato dall'ipotesi di due porgetti di collaborazione: il primo, prevede la creazione di un database sui minori vietnamiti in stato di abbandono, destinati all'adozione internazionale; il secondo, attività di formazione professionale e scambi di esperienze fra gli operatori dei due Paesi, nonché un progetto sperimentale in alcune province pilota per l'individuazione congiunta fra enti accreditati e autorità locali delle specifiche criticità procedurali nella definizione dello stato di adottabilità dei bambini vietnamiti.

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19.6.09

Bambini di strada

Difficile dire quanti siano, in Italia. Certamente migliaia, se si accoglie la definizione estensiva "bambini di strada" elaborata dal comitato coesione sociale del Consiglio d'Europa che sta lavorando al tema in vista dell'Anno europeo della lotta alla povertà, il 2010.
Bambino di strada non è solo il minore che ci vive materialmente, come in alcuni Paesi dell'Est, ma anche quello che, per diversi motivi, è fuoriuscito dai percorsi di crescita. Ma chi sono, questi minori, nel nostro Paese? Tutti i bambini che vivono una situazione di emarginazione. Si va dal ragazzino escluso dalla scuola a quello costretto a vivere in una realtà familiare di povertà o disagio; dal minor straniero sfruttato per accattonaggio o prostituzione all'adolescente che entra ed esce dal circuito penale. Ciò che li accomuna è la strada, intesa come non-luogo, non-accoglienza, assenza di futuro.
Se da un lato, però, nelle città del Nord il fenomeno riguarda soprattutto ragazzi stranieri non accompagnati, nel Sud ci confrontiamo con sacche di povertà autoctone; un fenomeno grave, perché gli studi dimostrano che l'indigenza e il disagio sono ereditari, si trasmettono di padre in figlio.
Se le situazioni sono diverse, lo sono anche le risposte. Si va dalla prima accoglienza alla tutela della salute fisica e psicologica, fino all'inclusione vera e propria, che può tradursi nella conclusione degli studi, nell'avviamento al lavoro o in un percorso protetto di rientro nel Paese d'origine.

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18.6.09

L'asilo nido non è per tutti

"Coccolata mediaticamente, ma sistematicamente lasciata sola a fronteggiare difficoltà e nuovi compiti" è la famiglia secondo il Rapporto sulla situazione sociale del paese 2008 pubblicato dal Censis. Una solitudine la cui cartina di tornasole è data dall'assistenza ai suoi membri non autosufficienti. Che siano anziani o neonati, poco importa: a risolvere i loro problemi, sottolinea il Censis, sono sempre le famiglie. Nel primo caso organizzandosi grazie alle badanti, per chi ha famiglia, il discorso non cambia, visto che la capacità ricettiva di nidi e altri servizi continua a non superare l'11%. Ma anche per chi i figli riesce a sistemarli, l'esborso non è irrilevante. Considerando gli asili comunali, scrive il Censis, la spesa media per ciascun bambino è di 600 euro al mese; di questi il 40% sulle spalle della famiglia.
A fare le spese di questa carenza strutturale sono soprattutto le donne, che finiscono con il dedicarsi ai figli senza così nemmeno tentare l'inserimento nel mondo del lavoro. Come se non bastasse, un altro aspetto risulta penalizzante: per le famiglie economicamente vulnerabili il nido è troppo oneroso.
A ricorrere al nido sono perciò, in misura precedentemente più elevata, le lavoratrici con reddito alto, quelle con mansioni direttive. In pratica, conclude il Censis, tra le madri che lavorano il nido è un servizio utilizzato in modo particolare da quelle con più alto titolo di studio e con collocazione professionale e di reddito più elevata.

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16.6.09

Adozioni bambini cinesi

Si è svolto a Palazzo Chigi l'incontro bilaterale tra una delegazione della Repubblica Popolare Cinese, guidata dal viceministro per gli affari civili, signora Jiang Li, e la Commissione per le adozioni internazionali, presieduta dal sottosegretario Giovanardi, per approfondire l'attuazione dell'accordo bilaterale per le adozioni firmato nel 2007. Le delegazioni hanno riconosciuto l'andamento positivo della cooperazione fra Italia e Cina che ha consentito il deposito di numerosi fascicoli. La parte cinese ha assicurato che, in via eccezionale rispetto ai tempi programmati dal sistema, e come segno tangibile di amicizia, fra breve sarà possibile procedere all'abbinamento delle prime 22 coppie italiane a minori cinesi.

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27.5.09

Lavoro per uscire dalla droga

Tanti volontari impegnati nel mantovano a strappare centinaia di giovani dalla trappola della droga e a restituire speranza alle loro famiglie: questo in sintesi il percorso del Centro di solidarietà Arca.
All'inizio degli anni 80 a Mantova e provincia esistevano piccoli nuclei di volontari che si occupavano di tossicodipendenti, ma erano autonomi. Non esisteva una struttura organizzata che potesse coordinare gli interventi. Si faceva riferimento al Centro di solidarietà di Reggio Emilia, animato dall'instancabile don Giuseppe Dossetti. Questo incontro fu decisivo: incoraggiò a ricercare l'unità, spronandoci ad aprire un centro di solidarietà. Il sostegno di Dossetti non fu solo morale e spirituale, ma si tradusse nella proposta di un metodo, Progetto uomo. Così a dicembre del 1988 fu avviato da Arca il centro di ascolto Primo incontro che ancora oggi ospita un centinaio di persone, famiglie che hanno già iniziato il programma e nuovi arrivi.
Progetto uomo prevede tre fasi: l'accoglienza, la comunità e il reinserimento sociale, momenti che coinvolgono in una sorta di percorso parallelo i tossicodipendenti e le loro famiglie.Si lavora sul cambiamento della persona e sui rapporti familiari. La droga è il sintomo di un malessere più profondo che è la mancanza di un significato per la vita. Il programma interviene a questo livello, così da restituire autonomia, motivazioni e speranza. Sono tre le strutture di Arca: a Romanore, a Ospitaletto di Marcaria e a Marengo.
Arca si esprime anche con un'associazione di volontariato, Persona e territorio, che coinvolge circa 200 volontari, una cooperativa per l'inserimento lavorativo degli ex tossicodipendenti e un'associazione, Famiglie insieme, nata per garantire nel tempo un sostegno reciproco.

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Viaggio di nozze solidale

Un viaggio di nozze sostenibile? Si può, grazie all'associazione Lo spirito del pianeta, socia di Aitr-Associazione italiana turismo responsabile. Tante destinazioni unite a uno scopo solidale: sostenere progetti a favore delle comunità locali. In più la possibilità di una lista nozze equosolidale.

http://www.lospiritodelpianetaviaggi.org/

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22.5.09

Asilo nido e lavoro

Nata nel 2003, l'associazione Giardino degli angeli di Senigallia ha in realtà origine una quindicina di anni fa. Allora, il presidente Silvio Pasquini con alcuni amici conobbe un giovane volontario che nelle missioni del Brasile si occupava della rieducazione di adolescenti. "Quel giovane, che era di Jesi, si stabilì a Canavierias e ci fece sapere che sarebbe stato utile costruire una scuola materna per iniziare ad educare i bambini ed evitare il disagio. Al di là dell'aiuto che ognuno poteva dare, nel 2003 cui siamo ritrovati in quattro amici e abbiamo costituito l'associazione, partendo subito a fare: nel novembre 2003 ero a Canavierias alla pose della prima pietra della scuola materna che ha iniziato a funzionare nel settembre dell'anno dopo, ricorda il presidente.
Dopo la materna è arrivato il doposcuola, che accoglie un centinaio di bambini che frequentano la scuola pubblica al mattino. A far funzionare la materna e il doposcuola, come le altre iniziative del Giardino degli angeli, c'è l'omonima associazione brasiliana di volontariato.
Il Giardino ha in cantiere un nuovo progetto di cooperazione: un corso di formazione professionale alberghiero. L'associazione finora ha realizzato tutte le iniziative senza nessuno aiuto pubblico, ma per questo progetto si è deciso di partecipare a un bando regionale.L'associazione vive del volontariato degli stessi soci: la sede è nei locali della ditta di uno dei fondatori e le spese sono ridotte al lumicino. "Da quando c'è l'associazione si sono aperte davanti a noi strade impensate e incontri che mai avremmo immaginato di fare".

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20.5.09

Adozioni in Nepal

Era l'ultimo tassello che mancava alla riapertura delle adozioni internazionali in Nepal: il riconoscimento, da parte del governo di Kathmandu, degli enti stranieri autorizzati a operare. Secondo la stampa locale sarebbero infatti 58 gli enti stranieri che hanno ottenuto il via libera. I primi sul podio sono gli Stati Uniti con 32 agenzie accreditate, l'Italia è seconda con 8 enti riconosciuti (Naaa, Ariete, Anpas, Airone, Aipa, International Adoption, Amici Trentini, AiBi). A inizio settembre 2008 il Children Center Welfare Board nepalese aveva messo a punto la lista dei 38 istituti che erano stati giudicati idonei a collaborare con gli enti stranieri per interventi di cooperazione e adozione internazionale.
http://www.ccwb.gov.np/

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18.5.09

Asilo nido stranieri

Su un punto la partita fra italiani e stranieri è stata pienamente raggiunta. Quella dell'accesso, anzi dell'inaccessibilità, agli asilo nido. In effetti a tutt'oggi solo al 13% dei bambini è garantita l'accoglienza nelle strutture presenti sul nostro territorio. Che fare allora? Inventarsi il nido "fai da te". Una pratica che sta prendendo sempre più piede nelle comunità di immigrati e che in alcuni casi coinvolge persino bambini italiani.
Il viaggio negli asili etnici d'Italia parte dalla capitale: il Piccolo mondo nasce in piena emergenza, da un gruppo di immigrati irregolari filippini che nell'89 aveva occupato l'Hotel Giotto al centro del quartiere Boccea. Nel 90 però, la gestione passa alla Caritas e oggi il Piccolo mondo accoglie 42 bambini di 25 nazionalità diverse. Il 20% è italiano. Si pagano da 0 a 80 euro al mese, in base al reddito, e l'orario va dalle 9 del mattino alle 5 di sera.All'ombra del Colosseo c'è anche Il Munting Tahan "piccola casa" che oggi ospita 45 bimbi di oltre 15 nazionalità diverse, tra essi anche 5 italiani.
È un'esperienza tutta al femminile invece il nido Alma Terra di Torino. All'inizio era una specie di baby parking per le volontarie dell'associazione Casa delle donne, poi si è aperto anche ai bambini delle utenti del centro. Dal 2006 è un micro-nido convenzionato, diviso in due strutture, una per la mattina e una per il pomeriggio, otto bambini in tutto di 6 nazionalità diverse.

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5.5.09

Tribunali minorili

Dopo più di 70 anni di onorata carriera, i tribunali minorili alzano bandiera bianca. I numeri danno la misura del disagio che una delle più importanti istituzioni al servizio dei minori sta vivendo: solo 29 sedi in tutto il Paese, spesso coincidenti con l'intera regione, con competenze penali, civili, e amministrative in continuo aumento e in fisiologica "collisione" con quelle dei tribunali ordinari e dei giudici tutelari.
Ma, insieme al maggior carico di lavoro, è soprattutto l'aumento esponenziale delle competenze a preoccupare i giudici minorili, che hanno lanciato l'allarme: si è enormemente ingigantito il bacino d'utenza; da un lato per l'ingresso di nuove competenze, come quella relativa ai minori stranieri, dall'altro per l'ampliamento di quelle tradizionali: in primis, la gestione delle separazioni delle coppie di fatto con figli. Si tratta ormai della metà di tutti i procedimenti civili aperti davanti al tribunale dei minori. Una materia delicata, in cui è necessario decidere dell'affidamento dei bambini e,dal 2007, anche del mantenimento economico da garantire agli stessi.
Ma qui emerge uno dei più cocenti paradossi del sistema giudiziario italiano. Divorzi e separazioni di coppie coniugali sono infatti di competenza del tribunale ordinario. Il tribunale minorile interviene invece per decidere della sorte dei bambini di coppie non sposate.
Sempre più pressante, dunque, è la richiesta di un organo unico in grado di farsi carico di tutto il settore, con giudici preparati in modo esclusivo alla materia minorile e una diffusione sul territorio che ne consenta la piena operatività.

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27.4.09

Adozioni bambini russi

Il sottosegretario di Stato con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi e il ministro russo per l'Educazione e la scienza, Andrei Pursenko, hanno firmato a Mosca un accordo bilaterale in materia di adozioni di minori. L'intesa permetterà a genitori italiani di adottare bambini russi e a genitori russi di adottare bambini italiani. L'Italia è il primo Paese al mondo con il quale la Federazione Russa ha accettato di firmare l'accorso. Questo permetterà di incrementare i rapporti di collaborazione che dal 2000 hanno permesso l'ingresso in Italia a 3.050 minori russi.

www.commissioneadozioni.it

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10.4.09

Lotta alla mortalità infantile

Le ultime notizie le ha date l'Onu: la mortalità infantile è calata del 27% rispetto all'inizio degli anni 90. Il che, tradotto, significa che nei diversi Paesi del mondo muoiono meno bambini fra i 5 anni: se prima la media era di 93 ogni mille, oggi è di 68.
Un rapporto dell'Onu ha fatto sapere che fra gli otto Obiettivi di sviluppo del Millenio che la comunità internazionale si è impegnata a raggiungere, il quarto, quello che riguarda la lotta alla mortalità infantile è uno di quelli che ha registrato in questi anni i migliori risultati, anche nei Paesi in via di sviluppo. Anche se le differenze da Paese a Paese rimangono impressionanti: in Italia muoiono 4 bambini ogni mille, in Sierra Leone 262.
Dal 2001 l'Unicef sta applicando un nuovo metodo per combattere la mortalità infantile: l'Acsd - Accelerated child survival and development, un pacchetto che mette insieme diversi interventi, come le vaccinazioni, la distribuzione di zanzariere contro la malaria, farmaci, assistenza.
Dal 2002 al 2004 questo metodo è stato applicato in 11 Paesi, e dopo il monitoraggio si è riscontrata una riduzione del 20% della mortalità infantile.Al momento sono una sessantina i governi che applicano l'Acsd in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità e con Unicef, utilizzando diverse modalità a seconda del proprio sistema sanitario.

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2.4.09

Accoglienza minori

Non è un Paese per giovani, l'Italia. Ancora meno se si è bambini e ragazzi in situazione di difficoltà. Nel Welfare italiano le risorse vanno quasi tutte al sostegno della vecchiaia e alla cura della malattia, piuttosto che all'assistenza: ai servizi sociali viene destinato appena l'8% del budget socio-sanitario. Così poco che l'Italia si colloca al penultimo posto nell'Europa dei 15 per la percentuale di Pil destinata ai bambini e famiglie.
Sotto la piccola coperta dell'assistenza, nel nostro Paese si contano almeno 100mila minori a rischio di povertà o emarginazione sociale. Se la nostra è una società di vecchi e i bambini sono minorati, dovrebbe essere più facile farcene carico.
I numeri certi dei minori in affido familiare o in comunità risalgono al 2005, quando il Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza ha censito 2.226 servizi residenziali socio-assistenziali che accoglievano 11.543 bambini e adolescenti. A questo dato andavano aggiunti altri 12.551 minori in affidamento familiare.
Oggi in Italia sappiamo quanto poco spendiamo per i minori, ma non sempre sappiamo per cosa. Quasi mai conosciamo i risultati ottenuti. Bisogna ribaltare questa situazione, colmare il ritardo con gli altri Paesi e iniziare un monitoraggio non solo delle situazioni di rischio, ma anche dell'efficacia degli interventi messi in atto.
L'analisi della spesa statale e di quella locale dedicata ai minori è particolarmente interessante per comprendere la portata del problema. L'assistenza sociale in Italia si eroga solo dopo aver accertato che c'è un determinato bisogno, solitamente accompagnato da una limitatezza o assenza di risorse economiche. I principali erogatori dei servizi assistenziali sono sostanzialmente due: lo Stato e gli oltre 8mila Comuni. Lo Stato eroga assistenza solo sotto forma di trasferimenti economici. I Comuni invece erogano soprattutto servizi: ai bambini e alle famiglie viene destinato il 39% delle loro risorse, cioè circa due miliardi di euro. A questo, importo vanno però sottratte le risorse destinate ali asilo nido, che non sono propriamente un servizio assistenziale ma educativo, e dunque si resta con 1.2 miliardi di euro. Abbiamo stimato che il 70% di questa spesa è destinato a bambini/ragazzi e a famiglie in grave difficoltà.
Uno scenario inquietante, in cui la prassi amministrativa diventa metodo d'intervento sociale, senza valutare se per i minori sia la miglior risposta possibile.

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