13.4.10

Sono socio di una onlus ...

Sono socio di una onlus e vorrei sapere quali contributi posso dedurre dalla mia dichiarazione dei redditi.

Possiamo ridurre a quattro fattispecie le contribuzioni che un socio può riconoscere a favore di un ente non profit. La quota sociale consente di accedere all'elettorato attivo e passivo e al complesso dei diritti e dei doveri riconosciuti ai socie e pertanto non può definirsi quale erogazione liberale, in quanto sancisce un accordo caratterizzato da una qualche corrispettività. La seconda tipologia è la contribuzione che può essere richiesta ai soci per l'accesso ai servizi o beni prodotti o resi disponibili dall'ente. È chiaro che anch'essa non consente alcun risparmio fiscale a chi la versa. Con un'eccezione per i redditi di quest'anno, relativa all'iscrizione dei ragazzi tra i 5 e i 18 anni a corsi e strutture sportive promosse da enti sportivi dilettantistici, che consentirà la detrazione del 19% su un importo massimo di 210 euro.La terza è il prestito erogato al proprio ente di riferimento; frequentemente gli enti appena nati non possono iniziare l'attività con le sole quote sociali. Alcuni soci possono contribuire volontariamente con l'impegno da parte dell'associazione a restituire "gli anticipi" ai soci entro una certa data. In questo caso il socio può chiedere anche l'applicazione di un tasso di interesse che però non può essere superiore a 4 punti percentuali del tasso ufficiale di sconto. La quarta è la donazione, atto di liberalità assoluta che per perfezionarsi deve essere accettata dal destinatario della donazione. In quel caso, effettuata nel rispetto delle modalità prescritte l'erogazione è deducibile o detraibile.

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26.10.09

Riconoscimento fondazioni

Quanto tempo ci vuole, in media, per ottenere il riconoscimento di una fondazione?

La fondazione, dopo essere stata costituita, per poter operare deve chiedere il riconoscimento della personalità giuridica.
Il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica è stato innovato, rispetto a quello originariamente previsto dal Codice civile, con il dpr 361/2000.
La competenza è delle Prefetture, che valutano l'esistenza delle condizioni di legge e l'idoneità del patrimonio dell'ente allo scopo.
La legge disciplina il procedimento e il termine entro il quale dovrebbe concludersi, che è di 120 giorni, che può arrivare a sei mesi qualora venga richiesta documentazione ulteriore rispetto a quella presentata.
Gli amministratori presentano la domanda, cui devono allegare: due copie autentiche dell'atto costitutivo e dello statuto, redatti per atto pubblico; una relazione sulla situazione economico-finanziaria, con relativa documentazione sui beni costituenti il patrimonio dell'ente,; copia del bilancio; una relazione del legale rappresentante sull'attività che l'ente intende svolgere; l'elenco dei componenti gli organi direttivi della fondazione.

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23.10.09

Cooperativa sociale a Milano

Una realtà variegata, come indica anche il suo logo: un albero dalla folta chioma, con ampie ramificazione e radici ben piantate. È la cooperativa sociale La Strada, che ha la sua sede principale nel quartiere Corvetto di Milano. Negli anni 80 i primi operatori e volontari della cooperativa avevano iniziato a lavorare con i tossicodipendenti, per poi lasciarsi interrogare dal tema della prevenzione e quindi dalla situazione delle famiglie in difficoltà, dall'esigenza di un'adeguata formazione e di un lavoro per i giovani e poi ancora il problema della casa. Ed è nato da questo metodo anche uno dei servizi attivati nel corso dell'ultimo anno: la comunità diurna Dedalo. È un centro che si occupa di minori sottoposti a procedimenti penali e che usufruiscono di misure alternative al carcere, con la messa alla prova.
Un altro servizio attivato nel corso del 2008 da La Strada è la casa di accoglienza per mamme sole con bambini di via Romilli, aperta in uno stabile messo a disposizione dal Comune di Milano. Nel 2008 ha preso il via anche l'attività dei Custodi sociali in zona 4.
Questa scelta ha portato La Strada a sviluppare la propria presenza e il proprio radicamento territoriale nella zona Sud-Est della città, senza però dimenticarsi di consolidare le numerose attività avviate negli anni, come la comunità per minori di viale Corsica, la casa per malati di Aids di Ponte Lambro, il Centro Tiama, che accoglie bambini vittime di gravi maltrattamenti e abusi, i 15 alloggi per l'housing sociale, i tanti progetti in collaborazione con scuole, parrocchie, istituzioni.

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9.9.09

Cercasi guide per giovani stranieri

Diventare adulti guida. Non tutori dal punto di vista legale, ma qualcosa di diverso e di più. Veri e propri punti di riferimento per adolescenti stranieri privi di riferimenti familiari. Una nuova proposta che viene dal Ciai - Centro italiano aiuti all'infanzia e dalla Fondazione L'aliante che, assieme, hanno ideato uno specifico percorso formativo.Presto detta la filosofia di questa nuova iniziativa: gli stranieri neo maggiorenni che vivono nella metropoli lombarda, abitano in strutture protette e si affacciano sul mondo del lavoro, sono per lo più privi di una naturale rete di relazioni. Naturale che incontrino maggiori difficoltà nel "muoversi" in una società che non è la loro. E i cui segnali talvolta, non conoscendone i codici culturali, fanno fatica a decifrare. Manca però una figura di volontario specializzato in tale supporto che può trovare forme diverse di concretezza e differenti livelli di "fratellanza". Perché l'adulto guida dovrebbe essere questo: un pò fratello maggiore, capace di costruire una relazione accogliente e paritaria, un pò adulto "esperto" che sappia muoversi di fronte alle questioni anche pratiche dando suggerimenti e consigli, evitando così inutili difficoltà al giovane straniero.

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10.7.09

Associazione Mani Tese

Seicento volontari. Che arrivano a duemila in occasioni di particolari campagne di sensibilizzazione. È la ricchezza di Mani Tese, organizzazione non governativa con sede a Milano che nel 2009 compie 45 anni. Una dote non comune nel mondo delle ong, dove si fatica a costruire una solida base associativa. Sono una quarantina i gruppi territoriali che in tutta Italia sostengono i progetti di cooperazione allo sviluppo nel Sud del mondo e si mobilitano per le campagne sui temi della giustizia economica, dei diritti umani e della pace promossi dall'associazione. Nel 2008 l'ong ha dedicato il 30% del proprio budget annuale, circa 5 milioni e mezzo, alle attività di sensibilizzazione ed educazione interculturale nelle scuole in Italia. Il restante 70% ha finanziato 40 progetti di cooperazione allo sviluppo in Africa, Asia e America Latina.
Nel 2008 il 50% delle entrate di Mani Tese provenuta da privati. Anche sul fronte della cooperazione nei Paesi del Sud del mondo Mani Tese ha fatto una scelta forte, e anomala rispetto alle altre ong italiane: si affidano i progetti di sviluppo ai partner nei Pesi in cui operano di solito ong locali o associazioni. Progetti per il futuro? Nel 2009 nascerà un osservatorio sulla responsabilità sociale d'impresa in India, frutto di un progetto che è stato avviato lo scorso anno con la Regione Toscana e altre associazioni.

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6.7.09

Leggi terzo settore

"Proposte per una riforma organica della legislazione sul terzo settore": è questo il titolo del documento preparatorio dell'Agenzia per le onlus. Il primo capitolo prende in esame l'identità del terzo settore, definito in positivo come l'ambito in cui agiscono soggetti giuridici collettivi privati costituiti per uno scopo di solidarietà sociale che, senza scopo di lucro, conducono attività congruenti con la loro finalità costitutiva. Legato a questo è il secondo capitolo che tratta dell'identità delle diverse componenti del terzo settore. Qui si ravvisa la necessità di confezionare regole che sostengano il perseguimento dello scopo di volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, in modo da evitare che gli enti del terzo settore definiscano la propria identità in ragione dei benefici economici che possano ottenere. Troppe volte si nota uno stesso ente è costretto a indossare abiti confezionati dalle leggi che, di fatto, lo ingessano, mentre sarebbero necessarie definizioni preliminari.Ecco quelle proposte: 1) ong: organismo indipendente da indicazioni strutturali e/o operative di governo o istituzionali, cui è fatto divieto di ricevere contributi economici istituzionali non espressamente destinati a singoli progetti; 2) volontariato: ente caratterizzato dalla gratuità della prestazione, senza riferimento al settore di attività; 3) cooperazione sociale: ente con scopo "laburistico", che opera a favore dell'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati; 4) associazioni di promozione sociale: enti con identità e ragione costitutiva di solidarietà sociale, diversi dalle altre semplici associazioni private.
Nel terzo capitolo, che tratta dei profili civilistico-commerciali, si nota che una riforma della legislazione del terzo settore dovrà considerare il "civile", ossia gli statuti e la riforma del primo Libro del Codice civile. Obiettivo di questa riforma è inserire nello statuto degli enti la "clausola non profit", che assicuri la eterodestinazione dei risultati e del patrimonio finale dell'organizzazione, per gli enti citati appunto nel primo Libro del Codice civile.

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26.6.09

Sviluppi servizio civile

C'è un istituto nel nostro Paese alla ricerca di una identità effettivamente riconosciuta: si tratta del servizio civile. Nato per caso e cresciuto in maniera sempre più diffusa, è un'esperienza che coinvolge da oltre trent'anni centinaia di migliaia di giovani soprattutto in organizzazioni del privato sociale. Anche dopo la fine della leva e l'istituzione del Servizio civile nazionale su base volontaria, nonostante i grandi sforzi profusi per la sua promozione e sviluppo, la sensazione è che non esista un riconoscimento condiviso di una istituzione che si fonda sulla difesa della Patria e sui principi costituzionali di solidarietà sociale, e che ha quindi valore per l'identità nazionale e la coesione sociale. Prova evidente ne è l'ancora irrisolto problema dello status giuridico del giovane in servizio civile.
E proprio di fronte alle evidenti criticità che oggi attraverso la realizzazione dell'esperienza, e all'unanime richiesta di una riforma, occorre interrogarsi da dove partire. La prima convinzione è che ogni riforma che si proponga di essere di lungo respiro si debba concentrare innanzitutto sui giovani, i veri protagonisti di un servizio civile nazionale: tutto il resto sono strumenti per realizzare gli obiettivi educativi, formativi e di crescita alla cittadinanza attiva e responsabile.
L'altra convinzione su cui rifondare il servizio civile è il ruolo svolto dalle organizzazioni della società civile. Si deve cioè riconoscere che il servizio civile è nato, cresciuto, è stato difeso, rigenerato attraverso il servizio civile nazionale proprio da quegli enti del privato sociale che hanno saputo accogliere, offrire un cammino di educazione, di partecipazione, di senso a decine di migliaia di giovani.

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10.6.09

Fondi servizio civile

Fra i 20mila e i 30mila avvii nel 2009. 40mila a partire dal 2010. Con questi due impegni il sottosegretario delegato, Carlo Giovanardi mette la parola fine a quella che lui stesso definisce "la fase pionieristica del servizio civile". Ma soprattutto caccia lo spettro di un anno a zero volontari che incominciava ad aggirarsi sempre più minaccioso dopo la sforbiciata della Finanziaria tremontiana, che aveva lasciato sul piatto del fondo nazionale 171 milioni di euro, il 42% in meno rispetto alla stagione precedente.
Ma come si arriva ai numeri annunciati dal senatore azzurro? La principale freccia all'arco di Giovanardi è un breve passaggio del decreto anti crisi pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 novembre, che all'articolo 4 ter stabilisce che «dal primo gennaio 2009 cessa a carico dek Fondo nazionale del servizio civile qualsiasi obbligo contributivo...per il periodo di servizio civile prestato dai lavoratori avviati dal primo gennaio 2009». In altre parole si sgrava del 25% del costo-volontario, un'operazione che, sottratti i costi di funzionamento dell'Ufficio nazionale, potrebbe "liberare" almeno 40 milioni di euro.
Sul bando 2009 verranno poi destinati anche altri 42 milioni di euro. Pari al residuo del fondo nazionale non impegnato a coprire il finanziamento del bando 2008. In tutto, quindi, 82 milioni di euro. Largamente sufficienti a sostenere i primi tre mesi di servizio di 30mila giovani, che andrebbero a pesare sul bilancio 2009.
Ma non è tutto. Ancora Giovanardi: «Altre risorse arriveranno dal fondo indistinto della presidenza del Consiglio». Il sottosegretario non si sbilancia sulle cifre. Ma anche su questo versante è lecito attendersi qualche buona notizia. Poi c'è il capitolo Regioni. Dopo la Lombardia anche la Campania, con due milioni di euro, ha deciso di contribuire al fondo nazionale. Una strada che Giovanardi invita "caldamente" a seguire.

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27.5.09

Viaggio di nozze solidale

Un viaggio di nozze sostenibile? Si può, grazie all'associazione Lo spirito del pianeta, socia di Aitr-Associazione italiana turismo responsabile. Tante destinazioni unite a uno scopo solidale: sostenere progetti a favore delle comunità locali. In più la possibilità di una lista nozze equosolidale.

http://www.lospiritodelpianetaviaggi.org/

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13.5.09

Cercasi volontari a MIilano

Una serra-laboratorio nel carcere di San Vittore a Milano, un vivaio a San Giuliano Milanese e un progetto nell'hinterland milanese, finanziato dall'Osservatorio nazionale per il volontariato, inserito in Metrobosco con le scuole superiori della provincia e di Milano: è l'Associazione per i Vivai ProNatura, una realtà attiva da una ventina d'anni e che, come spiega lo stesso presidente Franco Rainini, "dopo essere nata come associazione ambientalistica in difesa della biodiversità e della flora autoctona, ha sviluppato un'attività sociale".
Come è nato il lato sociale?
"Dal 1997 abbiamo cominciato a sviluppare attività di solidarietà sociale che si sono concretizzate nel 2000 con la costruzione, diretta da noi attraverso un progetto finanziato dal ministero della Giustizia che era in capo a San Vittore, di una serra dentro il carcere. La serra va avanti da otto anni con le detenute che operano in borsa-lavoro. Anche il vivaio funziona come ambito di attività sociale per persone in difficoltà, inserite a loro volta in borsa-lavoro dal Comune di Milano".
Cercate volontari: che cosa fanno in concreto?
"I volontari gestiscono il vivaio con i borsisti e fanno tutoring a San Vittore. C'è poi lo spostamento di materiali: infatti, la serra all'interno di San Vittore è minuscola e per funzionare ha bisogno di contenitori, terriccio e piante, ed è importante mantenere un legame funzionale tra serra e vivaio. I volontari fanno tutoring sia per le detenute sia per i borsisti".
Quali competenze devono avere?
"Siamo partiti dall'idea di fare propagazione di piante che in genere non propaga nessuno. Si chiama conservazione "ex situ" delle piante. I semi vengono raccolti dai volontari in natura, per questo occorre avere un minimo di competenza naturalistica, ma non certo essere agronomi. Viviamo dall'apporto dei volontari ed è strategico continuare a cercarli".

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23.4.09

Donazioni in crisi

Lotta alla povertà e rispetto dei diritti umani. Sono le due direttrici che segnano da oltre trent'anni l'attività di ActionAid, organizzazione internazionale che opera in più di 40 Paesi, specialmente Asia, Africa, e America Latina. Nel mondo, ActionAid ha lavorato a circa 800 progetti, in sinergia con oltre 2mila organizzazioni locali, coinvolgendo secondo le stime non meno di 13 milioni di persone.Ora che però le Borse mondiali hanno andamenti da montagne russe, è inevitabile che ActionAid debba valutare attentamente la situazione per muoversi con razionalità e prudenza. È comprensibile che una crisi di questa natura, cioè globale, susciti inquietudine in un'organizzazione strutturata come network internazionale. È difficile fare previsioni, pertanto occorre monitorare la situazione e aggiustare il tiro di trimestre in trimestre. Nel frattempo, ActionAid continua la sua attività e per il prossimo anno ha intenzione di insistere ancora sulla lotta alla fame nel mondo con la sua campagna di sensibilizzazione Hunger-FREE-Diamo scacco alla fame.

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16.4.09

Sostegno a distanza

Si compone di almeno mezzo milione di donatori il mondo del sostegno a distanza in Italia. É questo il dato più aggiornato che La Gabbianella, coordinamento di associazioni impegnate nel settore, ha rilevato nel suo secondo censimento nazionale.
Il primo censimento nazionale del Sad risale al 1999, in occasione del primo Forum del settore. A monte di questa necessità c'era l0evidente incremento nel numero dei progetti di Sad avviati, sviluppo che ha continuato ad alimentarsi sino agli anni più recenti.Pur essendo una fotografia parziale del complesso mondo di realtà che promuovono sostegni a distanza, il contributo offerto da La Gabbianella è interessante per l'approfondimento e le sfaccettature. Gli enti partecipanti al censimento sono stati 278, circa il 53% della popolazione statistica delle organizzazioni che in Italia praticano il Sad. Dal censimento totale si contano, in cifra assoluta, 492.036 sostenitori effettivi, di cui la maggior parte fanno capo a enti localizzati in Italia nord occidentale.
La ricerca mostra una certa diversificazione nell'organizzazione degli interventi e nella "identità sociale dell'ente". A livello terminologico ancora il 54% degli enti denomina i progetti sotto l'etichetta "adozione a distanza", mentre i restanti operano il termine "sostegno a distanza".
Ma vediamo l'impegno nei Paesi in via di sviluppo. La maggioranza degli enti, il 46%, invia i sostegni ad un solo Paese, dunque vanta un'alta specializzazione e conoscenza del contesto. Il 39% collabora con un numero di Paesi da 2 a 5 e il restante 15% si relaziona con più di 6 Paesi. Tale diversificazione non può che essere una ricchezza, che si coniuga con un'altra necessità fondamentale, quella di garantire trasparenza a cittadini sostenitori e beneficiari.

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9.4.09

Lotta alla malaria

Per Sigma Tau l'impegno a seguire un modello responsabile è da sempre una scelta naturale e coerente. Il successo dell'azienda trova le sue fondamenta in valori condivisi che rafforzano le relazioni umane e orientano verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale. L'impegno dell'azienda non si ferma agli aspetti della qualità della terapia e alle malattie rare, ma di recente si è aperto anche a temi di grande impatto socio-sanitario, quale il trattamento della malaria, responsabile ogni anno della morte di un milione di persone (in maggioranza bambini al di sotto dei cinque anni e donne in gravidanza).
L'attenzione nei confronti del sociale e a sostegno dei più deboli è frutto della convinzione che la difesa dei diritti della salute e della qualità della vita sia un impegno prioritario. Negli anni sono state costruite collaborazioni sia con organismi che sostengono attività umanitarie all'estero sia con realtà che operano in Italia. Sigma Tau mette inoltre a disposizione di diversi enti e associazioni della cooperazione internazionale, farmaci che vengono inviati nelle località colpite (Sudan, Zambia, Ghana, Costa d'Avorio, ecc.).
Nel 1986 è stata costituita una fondazione per promuovere e divulgare la cultura scientifica e tutelare i risultati della ricerca: senza attività di ricerca non si acquisiscono posizioni di eccellenza e di vantaggio nella competizione globale e, di conseguenza, non si ha la capacità di ridistribuire valore agli individui che compongono l'organizzazione sociale.

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7.4.09

Lavoro fuori dal carcere

A chi non conosce il mondo del carcere, quanto sto per dire sembrerà strano: quando finisce la pena pe molti iniziano i problemi, Un piccolo, ma significativo esempio. Alcune cooperative, anche molto solide, usano assumere le persone che escono in misura alternativa per la sola durata della pena. Il motivo? Per chi è detenuto e sconta una pena in misura alternativa, cioè esca la mattina per andare a lavorare e torna in carcere a dormire la sera, ci sono sgravi fiscali, borse lavoro, agevolazioni. Ma quando è finita la pena, non c'è più convenienza a tenersi quel lavoratore. Di questo sono ben cosciente, tra due mesi ho finito quello che nel gergo carcerario chiamiamo una lunga "cavallina". Moltissimi anni di detenzione. Grazie a Dio ho avuto l'opportunità di sperimentarmi in quattro anni di misure alternative. Cosicché sono abbastanza attrezzato per affrontare il mondo del lavoro, e le innumerevoli relazioni sociali che stando in galera si è completamente disabituati a "coltivare".
Il mio lavoro consiste proprio nel reperire opportunità professionali per chi è ancora detenuto o ha terminato la pena: una sfida di quelle dure, ma non impossibili. Certo i pregiudizi sono tanti ma il fatto che dietro alla persona che si chiede venga assunta c'è una associazione che la accompagna e i servizi sociali per gli adulti che se ne fanno carico è una forte garanzia. La paura maggiore per le imprese nasce dalla non conoscenza della burocrazia che regola l'assunzione di una persona detenuta. Altro grave ostacolo è il tempo che passa dal momento in cui si trova il posto di lavoro, alla presentazione dell'istanza, alla fissazione della Camera di consiglio in cui verrà o meno accolta la richiesta di misura alternativa.
La difficoltà di trovare un lavoro a tempo indeterminato per un laureato o un diplomato oggi è grande, immaginate poi per una persona che esce dal carcere. Ma se quella persona non viene assorbita nel tessuto socio-lavorativo, irrimediabilmente sarà rigettata ai margini e spinta ad alimentare la spirale della recidiva.

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